Lombardia, droni e hi-tech per monitorare le acque lombarde

Approvata all’unanimità in Commissione la Risoluzione che chiede la mappatura degli scarichi in superficie. Pase: “Passo in avanti importante per il territorio”

lago varese dicembre 2010

Sicurezza e pulizia delle acque, nonché uso delle più moderne tecnologie per valorizzare e tutelare una risorsa pubblica indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente, la navigazione, il turismo, l’energia. Oltre, ovviamente, per la qualità della vita dei cittadini. Sono gli obiettivi della Risoluzione “Sviluppo di un progetto regionale di mappatura degli scarichi in superficie e la creazione di un sistema informatico regionale integrato”, approvata oggi all’unanimità dalla Commissione Ambiente presieduta da Riccardo Pase (Lega).

Il documento, relatore il consigliere leghista Alessandro Corbetta, impegna la Giunta di Palazzo Lombardia a estendere la metodologia adottata per il torrente Seveso con il progetto BrianzaStream sui fiumi e torrenti ancora non classificati in buono stato a partire da quelli all’interno dei sottobacini idrografici dei Contratti di Fiume promossi da Regione Lombardia (Olona-Bozzente-Lura-Lambro Meridionale, Lambro Settentrionale). Fra le richieste, anche quella di promuovere, in coerenza con lo stato di salute dei fiumi e torrenti nonché con il monitoraggio e censimento degli scarichi, un programma di azioni da attuare al fine di perseguire gli obiettivi del PTUA (Programma di Tutela e uso delle Acque).

In altre parole, si tratta di estendere la buona pratica sperimentata sul Seveso, anche attraverso la tecnologia dei droni e di un sistema geo-referenziato a disposizione di Regione e Amministrazioni locali, anche ad altre realtà del territorio. La nostra risoluzione, spiega Pase, “nasce dalla generale sensibilità espressa dai territori, di voler intervenire per migliorare la qualità del sistema delle acque lombarde. In Lombardia sono presenti fiumi e torrenti che presentano, rispetto agli obiettivi fissati nel Piano di tutela delle Acque (Pta) nonché dal Programma di Tutela e Uso delle Acque (Ptua), uno ‘status’ buono, ma ne esistono altri che purtroppo non hanno ancora raggiunto questo livello, verso i quali vogliamo perseguire questi obiettivi. Si tratta – ricorda il Presidente – di un lavoro condiviso in VI Commissione Ambiente e protezione civile, avviato nell’ottobre 2019 con un ciclo di audizioni finalizzato ad approfondire la tematica relativa allo stato di salute delle acque lombarde che ha coinvolto molteplici interlocutori: le direzioni regionali generali competenti, Arpa Lombardia, Ersaf (ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste), Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po), gli uffici d’ambito (Ato) della Città metropolitana e delle province lombarde, Fondazione Lombardia per l’ambiente (Fla) e BrianzAcque. Anche attraverso l’impegno di Regione Lombardia e della Commissione che ho l’onore di presiedere, i lombardi potranno finalmente ottenere una qualità delle acque dei nostri fiumi sempre migliore, ed evitare che forti precipitazioni improvvise possano generare esondazioni non controllate. Un’operazione a beneficio dei cittadini e delle comunità locali, a favore della messa in sicurezza delle risorse idriche, della salute e dell’ambiente”, conclude Pase.

Quella approvata oggi, conferma il relatore Corbetta, “è una Risoluzione importante, frutto di un lavoro approfondito avviato da tempo, che offre linee chiare alla Giunta su un problema annoso verso il quale negli anni passati è mancata la giusta sensibilità”.

Nel corso della discussione, sono stati accolti alcuni emendamenti della Lega e del Movimento Cinque Stelle. Bocciato invece un emendamento M5S, sostenuto anche dal PD, che fra le altre cose puntava a prevedere un censimento completo dell’intera regione.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Aprile 2021
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