Il Varese alle Bustecche, l’orgoglio del vicepresidente Pertile: “Qui è stato piantato il seme dell’anima biancorossa”

Il commento del vicepresidente della società dopo la presentazione dell'accordo raggiunto con il comune per la gestione del centro sportivo. "Quel seme è pronto a crescere grazie agli investimenti di chi sostiene il progetto biancorosso"

stefano pertile città di varese calcio

Mattinata storica per il Città di Varese, che ha comunicato l’accordo decennale con il Comune per la gestione del centro sportivo delle Bustecche e della “casa del custode” allo stadio “Franco Ossola”. Un segno di progettazione e lungimiranza per una società che vuole portare avanti un progetto ambizioso ma fondato su solide basi. Riceviamo e pubblichiamo il commento di Stefano Pertile – assente oggi per motivi lavorativi -, uno dei fondatori del Città di Varese, primo presidente, ora vicepresidente ma soprattutto grande tifoso.

Quando in questo posto sorgeranno una tribuna, spogliatoi, campi nuovi, servizi igienici e forse perfino un bar, quando sarà la casa del Varese è perché qui qualcuno ha gettato un seme, il seme della nostra anima biancorossa, quando c’era solo abbandono, e quel seme è pronto a crescere grazie agli investimenti di chi sostiene il progetto biancorosso.

Se oggi, in questo giorno importante, inizia una nuova storia lo dobbiamo ai tifosi che si radunavano sotto le piante, con i piedi nel fango e dietro la rete, oppure portando le sedie e qualcosa di caldo da casa nei gelidi pomeriggi d’inverno per seguire la squadra, lo dobbiamo ad alcuni uomini che ogni domenica arrivavano a segnare il campo o a pestare il terreno per renderlo agibile e praticabile, lo dobbiamo a una squadra, e nella squadra c’erano davvero tutti, che vinceva perché indossava una maglia, prima ancora di giocare una partita, e perché in quella maglia vedeva la Serie A, non la Terza Categoria.

Perché in quella maglia che contiene il senso di tutto ciò che viene fatto ci deve essere passione, fede, sacrifici, complicità, amicizia e l’attesa di ogni partita come se fosse una finale.
A chi ha prestato cura e dato valore al Varese quando giaceva nell’incuria e nell’abbandono, gettando un seme alle Bustecche, mi permetto di dedicare tutto ciò che nascerà da quel seme.
Quando il Varese è l’anima dei tifosi è la pace dei sensi, quando il Varese diventa delle persone è l’inizio del declino, e lo sappiamo bene, non dovrà più succedere.

E chiaramente il pensiero non può che andare anche a Cesare Bonazzi, come ha già fatto Stefano Amirante, che con noi ha iniziato questo percorso.

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Aprile 2021
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