Dal 2014 Intesa Sanpaolo ha “salvato” 126mila imprese

L'istituto di credito torinese negli ultimi sette anni ha riportato in bonis molte imprese in difficoltà preservando 630 mila posti di lavoro. Un plafond creditizio di 6 miliardi di euro per sostenere l'economia circolare

Banca intesa san paolo canegrate

Tra i risultati del primo trimestre di Intesa Sanpaolo, c’è un dato che colpisce più di altri: la banca ha riportato in bonis, quindi rinegoziando il loro debito e considerandole ancora solvibili, ben 2.900 imprese. Se si risale al 2014 il numero complessivo delle imprese riportate in bonis sale a 126mila. In termini di occupazione questa operazione di “salvataggio” ha permesso di preservare 630mila posti di lavoro. Sul fronte della crescita del Paese e della ripresa economica, Intesa Sanpaolo in questo primo trimestre ha erogato circa 21 miliardi di euro di nuovo credito a medio e lungo termine a famiglie e imprese.

OLTRE 3,5 MILIARDI DI EURO L’UTILE NETTO PREVISTO A FINE ANNO

Il Covid-19 e la complessità del momento non hanno certo frenato la crescita di Banca Intesa Sanpaolo. I risultati del primo trimestre dell’istituto di credito torinese sono in linea con la previsione di un utile netto a fine d’anno superiore a 3,5 miliardi di euro. La fusione con Ubi Banca, portata a buon fine senza costi sociali, ha generato valore per oltre 1 miliardo di euro. In questo primo trimestre l’utile netto è pari a 1miliardo e 516 milioni di euro in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020.

La banca può contare su una solida patrimonializzazione, che supera ampiamente i requisiti richiesti dalla normativa europea: il common equity tier 1 ratio, cioè l’indicatore a cui tutti fanno riferimento per valutare la solidità di un istituto di credito, si attesta al 15,7% (il valore minimo indicato dalla Bce è dell’8%).

DIMINUISCONO I CREDITI DETERIORATI

Migliora anche la qualità del credito con una riduzione dei crediti deteriorati (Npl) pari allo 0,8% rispetto alla fine del 2020. Dalla fine del 2017 la riduzione è stata di 32 miliardi di euro, 6 miliardi di euro in più rispetto all’ obiettivo prefissato che eranel quadriennio 2017-2021 pari a 26 miliardi di euro.

La partita dei crediti deteriorati sui crediti complessivi al lordo delle rettifiche si attesta al 4,4% (2,3% al netto). Il costo del rischio nel primo trimestre del 2021 annualizzato è sceso a 35 centesimi di punto.

ECONOMIA CIRCOLARE

Banca Intesa vuole avere un ruolo importante nella ripresa soprattutto nell’economia circolare e nello sviluppo sostenibile, settori per i quali ha previsto un plafond creditizio di 6 miliardi di euro, con finanziamenti già erogati per 3,4 miliardi. Previsto un intervento consistente per i finanziamenti S-Loan, ideati da Intesa per supportare aziende virtuose a conseguire obiettivi ESG (Environmental, social and corporate governance), per migliorare la sostenibilità delle pmi con 2 miliardi di euro appostati e 520 milioni di euro già erogati. Nel primo trimestre sono state analizzate le iniziative di 175 startup di cui 22 assistite con programmi di accelerazione. Dal 2018 le nuove imprese innovative ad alto contenuto tecnologico prese in considerazione da Banca Intesa sono state  2.625.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Maggio 2021
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