Cani liberi, deiezioni e maleducazione. Una passeggiata alle Bustecche

L'esperienza di una nostra lettrice alle prese con padroni di animali poco rispettosi

Cagnolini "a caccia" di padrone

Può capitare che una mattina di una caldissima giornata di non ancora estate decidi di passeggiare nei boschetti che circondano le Bustecche con il tuo amato amico a quattro zampe. Non per scelta, ovviamente, ma perché lì sfortunatamente abiti. Guinzaglio di 1 metro e mezzo e sacchettini per raccogliere le deiezioni al seguito, più museruola in borsa, così come vuole la legge (nessuna razza esclusa).

E può capitare, come ogni santo giorno, di illuderti di poterti godere un momento immerso nella rigogliosa natura senza che nessuno debba rompere questa beatitudine.

Ma andiamo per ordine. Dopo aver dovuto scansare il primo cane senza guinzaglio (che però fortunatamente è rimasto accanto al suo umano) ecco che ti ritrovi rincorso da un altro cane senza guinzaglio accompagnato da un’umana che non solo non sa richiamarlo ma neanche sa correre. Hai la fortuna, però, di avere un cane d’oro, di quelli a cui stanno simpatici tutti. Ma è pur sempre un cane di 45 chili e attaccato alla tua vita, dunque ti infastidisci perché se la legge vale per te deve valere anche per gli altri (e mettiamoci anche il fatto che non si sa mai come l’altro cane potrebbe comportarsi accanto al tuo).

Tachicardia, sudorazione immediata, la signora che non chiede neanche scusa, e si riparte. Decidi di far abbassare i battiti rimanendo all’ombra dei boschetti e di dirigerti verso l’area cani delle Bustecche. Così da poter finalmente lasciare libero, in una delle aree cani recitante, anche il tuo cane.

Nel frattempo, per raggiungere l’area, sappi che dovrai scansare deiezioni di ogni tipo e stare allerta ogni secondo per evitare che il tuo simpatico amico ne degusti alcune o ci si butti sopra per lasciare la sua traccia. O per evitare di dover buttare via le tue scarpe da passeggio.

Finito lo slalom, finalmente raggiungi l’aera cani. Il sole è già caldo alle 7.45 del mattino ma c’è una leggera brezza che pensi di poterti godere ancora per un quarto d’ora. Stai per entrare nell’area e chiudere la porta quand’ecco che il vecchietto del quartiere di turno, a passeggio con il suo simil golden bianco decide di rovinarti la passeggiata dicendoti: “lei deve fare il giro da un’altra parte”. Decidi di approfondire la questione, ma sai già che la beatitudine della mattinata è stata totalmente rovinata. “Lei con quel cane pericoloso deve fare il giro da un’altra parte, non può venire qui!”.

Santi Numi! Hanno cambiato la legge notte tempo e non ti hanno avvisata? Hanno ripristinato le liste di cani pericolosi senza dirlo alla popolazione? Hanno messo un cartello che vieta ad alcune razze di frequentare l’area cani? Hanno per caso scritto da qualche parte che c’è un divieto senza avvisarti?

Par di no, ma il burbero vecchietto di quartiere, di quelli che sono in grado solo di lamentarsi di ciò che funziona ma non di ciò che non funziona, vuole dettare legge, incurante di quelle già esistenti (dov’era la museruola che è obbligato ad avere al seguito per il suo cane? Non c’era).

Insomma, tra cani senza guinzaglio, deiezioni ovunque e vecchietti maleducati, si spera di sopravvivere anche a questa torrida estate varesina, in uno dei quartieri più degradati di questa povera città alla deriva.

Per gli smemorati, è bene ricordare cosa dice la legge, con l’ORDINANZA del 6 agosto 2013 del MINISTERO DELLA SALUTE, pubblicata nella Gazzetta n. 209 del 6 settembre 2013, “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”. Sia mai che a qualcuno venga voglia di leggerla e di smetterla di voler applicare una legge che non esiste (e soprattutto, inventare liste di cani pericolosi inesistenti, come si evince dalla stessa ordinanza in vigore).

Un saluto,
Tiziana Caretti

Art. 1
1. Il proprietario di un cane e’ sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso.
2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.
3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure:
a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Giugno 2021
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