La mensa della Casa della Carità riapre grazie a un set fotografico

Grazie alla collaborazione con le startup RE-sign SB Srl e META Srl SB hanno potuto riaprire in sicurezza montando una tenda scartata da una casa d'alta moda

La Casa della Carità di Varese

Sono quei circoli virtuosi che meritano di essere raccontati. La Casa della Carità ha riaperto la sua mensa alla Brunella grazie a un’idea semplice e allo stesso tempo “brillante”, sotto tutti i punti di vista. Passata la fase acuta della pandemia si è posto il problema di dare di nuovo la possibilità ai cittadini più svantaggiati di poter usufruire della mensa, ma come fare per garantire il distanziamento e tutti i criteri di sicurezza che ancora devono essere rispettati?

I responsabili della Casa della Carità, grazie a due start up che riciclano e fanno tornare a nuova vita materiali di scarto, hanno trovato la soluzione: tende provenienti da un set fotografico di una casa d’alta moda.

La mensa della Casa della Carità, gestita dall’associazione Pane di Sant’Antonio ODV alla Brunella continua ad essere un servizio importantissimo per la città di Varese: in epoca di pandemia il numero delle persone che si rivolgevano alla Casa della Carità per un pasto caldo era davvero alto: quasi 90 al giorno.

«Per riaprire era però necessario riorganizzare gli spazi, dividendo l’area preparazione dall’area consumazione – spiegano i responsabili della mensa -. Inizialmente avevamo ipotizzato di impiegare una semplice parete divisoria da allestimento fieristico che, tuttavia, finita l’emergenza, sarebbe stata dismessa, comportando un costo e la creazione di un rifiuto ingombrante.
A fronte di questo problema è nata una collaborazione con RE-sign, start-up innovativa varesina per il riuso, la gestione e la valorizzazione di risorse materiali destinate a diventare rifiuti».
Guardando con libertà al design, all’architettura, alla costruzione, RE-sign propone un’alternativa all’iter tradizionale nel settore delle costruzioni, sostenendo e promuovendo una progettazione che trovi nell’utilizzo e riutilizzo di materiali e componenti i suoi principi fondativi.
Gli obiettivi individuati dalla Casa della Carità insieme a RE-sign includevano: il risparmio; la creazione di uno spazio unico e accogliente per gli ospiti della mensa; la non produzione di rifiuti.

RE-sign si è quindi a sua volta rivolta a META, start-up nata dall’esigenza di offrire un esempio innovativo e virtuoso di riutilizzo dei materiali, nell’ambito della progettazione e realizzazione di allestimenti legati al mondo dell’arte, della moda e del design. Nel loro magazzino a Milano Bovisa si trovano materiali provenienti da allestimenti effimeri quali saloni, sfilate, mostre ed eventi, che sono raccolti, lavorati, catalogati ed esposti per la vendita al pubblico.
È stata così individuata un’ampia metratura di un tessuto metallizzato, proveniente dal set fotografico di una casa di alta moda: «Ciò che per il brand costituiva un rifiuto, riletto con nuovi occhi è diventato una risorsa con nuove potenzialità d’uso- spiegano ancora dalla Casa della Carità – . Il tessuto è stato allestito nella mensa come una scenografia, una tenda appesa con cavi d’acciaio che assolve la funzione di divisione spaziale e, allo stesso tempo, restituisce un ambiente più luminoso, accogliente e, perché no, divertente.
La tenda è stata installata velocemente, e il 2 giugno 2021 la mensa è stata riaperta. Gli ospiti e i volontari sono incuriositi dall’allestimento e contenti di abitare per qualche ora un luogo non scontato, dove un materiale inconsueto genera scambi e relazioni. Il rifiuto di qualcuno è sempre una risorsa per qualcun altro». 

Davide Zanzi, casa della carità

«Lavorare con la Casa della Carità e META ci ha molto divertito e fatto riflettere – dicono i ragazzi di RE-sign:. Il tessuto usato proviene da un settore in cui le scelte sono fatte in base al dato estetico e dove generalmente non esistono problemi di budget; è stato impiegato in uno spazio gestito da una cooperativa sociale che accoglie senza fissa dimora dove, invece, si prendono decisioni sulla base del rapporto costo-beneficio degli interventi. Il nostro intervento tiene insieme questi due mondi, solitamente lontanissimi, con un’installazione esteticamente forte e accessibile, che svolge correttamente la sua funzione a un costo contenuto, senza produrre scarti».

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Giugno 2021
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