Riaprono le Manara. “Ma senza il personale mandato via”

Felsa Cisl e Fisascat Cisl denunciano la situazione di istruttori, addetti e personale delle pulizie, rimasti senza posto e senza garanzie

piscina manara esterno

«Oggi la piscina Manara di Busto Arsizio ha riaperto al pubblico. Dopo tutte le difficoltà legate alla pandemia torneranno finalmente a goderne famiglie, bambini, anziani e ragazzi. Un sollievo per tutti noi. Non per i collaboratori e le maestranze occupati negli scorsi anni: lasciati a casa e sostituiti da altro personale».

Lo denunciano Felsa Cisl e Fisascat Cisl che da mesi chiedono «garanzie per il mantenimento dell’occupazione». «Ancora nei giorni scorsi abbiamo incontrato PRIME (che ha in gestione provvisoria la piscina, in attesa della gara per acquisto definitivo di SM) ribadendo la necessità di mantenere il personale occupato prima della chiusura. La disponibilità manifestata a parole, oggi è di fronte a un fatto grave: la piscina riapre e nessuno dei collaboratori è stato chiamato, neanche per un impiego di qualche ora».

«Felsa Cisl ha più volte lanciato l’allarme sui collaboratori: dalla gestione Sport Managment quasi tutto il personale (bagnini, istruttori, assistenti e perfino le cassiere) è stato occupato con contratto di collaborazione sportiva: un contratto che non da le garanzie e le tutele che spettano ai dipendenti (malattia, infortuni, cassa integrazione, e nemmeno la disoccupazione al termine del rapporto). Questo nonostante impieghi full time e la disponibilità a qualsiasi tipo di necessità ordinaria e straordinaria. Ora questi collaboratori, dopo anni di servizio e dedizione alla piscina, sono a casa, senza nessuna garanzia e nessuna tutela (i bonus del governo finiranno), in attesa di capire se la Prime farà loro il “favore” (come ci è stato scritto ieri in una lettera di risposta alle nostre richieste) di un posto di lavoro. Al posto loro, personale nuovo, sempre con contratto di collaborazione. I collaboratori che FELSA CISL rappresenta non chiedono “favori”, ma rispetto e dignità».

Otre la situazione dei collaboratori, c’è poi la questione legata alle maestranze di pulizia, rappresentate da Fisascat Cisl. «Le normative vigenti sul cambio d’appalto impongono l’assorbimento del personale impiegato. Ad oggi pero la società che gestiva le pulizie prima della chiusura non ha ricevuto alcun incarico, nessuno dei dipendenti è stato chiamato, e Prime ancora ieri non è stata in grado di dirci a chi ha affidato le pulizie. I casi quindi sono due: o la piscina sta aprendo al pubblico senza che ci sia un’impresa titolata alla gestione delle pulizie (cosa che apre scenari inquietanti in tema di salute e sicurezza degli utenti, soprattutto in questo momento), o c’è una palese violazione delle norme sul cambio di appalto».

Su entrambe le questioni (collaboratori e personale di pulizie) la Cisl chiede «risposte urgenti sia a PRIME che al Comune di Busto, visti anche i risvolti pubblici della vicenda, garantendo la massima disponibilità al confronto per cercare soluzioni che tengano conto di tutti gli interessi in gioco».

«Siamo consapevoli della difficoltà del momento, ma siamo a perseguire ogni azione necessaria per far valere un principio che ripetiamo da marzo: le sorti della piscina, sono le sorti di chi ci ha lavorato».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Giugno 2021
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