Approvato il piano urbano della mobilità sostenibile di Varese, ma minoranza e maggioranza si spaccano

Dopo il dibattito sul futuro dell'università, anche la mobilità sostenibile scatena i toni forti: protagonisti ancora Fabio Binelli (Lega) e Stefano Clerici

Consiglio comunale varese luglio 2020

La conclusione della discussione, e la votazione, del piano della mobilità sostenibile ha occupato ben un’ora e mezzo della seconda serata del consiglio comunale di luglio.

Un argomento troppo importante per non essere dibattuto da tutti, approfittando per esporre le proprie opinioni sul futuro della città. E, per questo, come nella discussione sul futuro dell’Università ancora si sono ascoltati toni forti, soprattutto dai consiglieri Fabio Binelli (Lega) e Stefano Clerici (Varese Ideale).

Per Binelli: «Questo non è un piano, è una accozzaglia di impegni da valutare e la prova dell’incapacità di produrre un nuovo piano di governo del territorio: da questo punto di vista il fallimento dell’assessore Civati è totale», per Clerici «Voi siete concentrati sui deliri ecologici della Thumberg o meglio di sua madre o di chi gli sta dietro, e finite per creare delle situazioni che non servono a scoraggiare l’attraversamento quanto a non far venire piu nessuno a Varese. Questo è il “libro degli incubi”».

Dalla parte della maggioranza, risponde innanzitutto Enzo Laforgia (Progetto Concittadino): «L’intervento che mi ha preceduto è stato un bellissimo spot elettorale che ha messo perfettamente in chiaro quali sono i principi a cui fanno riferimento coloro che parlano. Non sono deliri ideologici quelli che parlano di emergenza climatica, e non è vero che manca di coerenza, mi sembra molto chiaro i valori e l’obiettivo. E’ importante però che si sappia qual è l’obiettivo di questa amministrazione e cosa vogliono gli altri». E anche per Luca Paris (PD) si tratta di «Un piano armonico, organico, equilibrato. Non ha fanatismi ideologici, solo cose di buon senso».

Per Simone Longhini (Forza Italia): «Un piano che si collega al piano sosta, già di per sè non ci vede d’accordo. Io sono d’accordo ad incentivi, a sollecitazioni, indicazioni per la mobilità sostenibile ma non di imposizioni e obblighi che limitano a libertà agli automobilisti», per Luca Boldetti (Lista Orrigoni) «Questo piano è un buon Pums ma non parla alla città di Varese». Per Francesco Spatola (PD) «L’assessore è stato coraggioso, e i motivi per cui i ciclisti varesini non ci sono è perchè hanno paura della situazione stradale attuale». Per Valerio Vigoni (Lista Orrigoni): «Questo Piano mi fa immaginare una Varese ad appannaggio dei residenti, come già succede con il piano sosta». Infine, per Elena Baratelli (Varese 2.0) «Noi voteremo ovviamente si, ma vogliamo un cronoprogramma per la sua realizzazione».

Alla fine, come prevedibile, il Pums è stato approvato a maggioranza: 18 favorevoli (Malerba, Galimberti, Oprandi, Miedico, Ciappina, Conte, Corbetta, Paris, Spatola, Fisco, Pepe, Macchi, Cocchiere, Crugnola, Coletta, Pullara, Baratelli, Laforgia) contro 8 contrari (Infortuna, De Troia, Esposito, Longhini, Galparoli, Vigoni, Boldetti, Clerici). Curiosamente, uno dei protagonisti del dibattito, Fabio Binelli, non è stato poi presente al voto.

I CONTENUTI DEL PUMS

Tra i vari punti strategici del piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), emerge l’esigenza di aumentare la pedonalità di alcune zone, per una maggiore vivibilità dei quartieri, individuando nella Zona ad Accessibilità Controllata (ZAC) uno strumento flessibile da poter applicare. «Uno strumento peraltro indicato anche da molti cittadini, dal momento che la fase preliminare ha previsto la condivisione e raccolta delle osservazioni della cittadinanza» precisa la nota comunale che presenta il pums.

Centralità poi al progetto di Largo Flaiano, al quale è associata anche la nuova uscita autostradale di viale Europa, la via Selene e la via per Schianno, per una generale riduzione della pressione del traffico in alcune zone critiche della città. I lavori per l’eliminazione del semaforo all’uscita dell’autostrada di Largo Flaiano sono stati aggiudicati. Era l’ultimo passaggio amministrativo prima dell’avvio dei lavori.

Rientra nella progettualità anche il fatto di aver definitivamente archiviato interventi critici come la Gasparotto Borri. Interessante inoltre l’investimento per implementare il trasporto ferroviario, con l’obiettivo di ridurre il tempo per la connessione della linea Varese Milano.

In sede di Consiglio comunale sono state valutate – nella prima serata – le molte osservazioni presentate da diversi soggetti, come la Rete Ferroviaria Italiana, la Sopraintendenza, Arpa Lombardia, l’Università dell’Insubria, auspicando quest’ultima una sempre maggiore integrazione tra l’ateneo e la città, anche attraverso il trasporto pubblico e la possibilità di collegamenti ciclo-pedonali, o con possibili fermate per un ipotetico tram treno, manifestando l’auspicio da parte dell’Università di un maggiore inserimento dell’ente nel tessuto cittadino.
Diversi anche gli interventi di associazioni e cittadini, accomunati da una generale richiesta di più collegamenti ciclo-pedonali, per una maggiore valorizzazione di alcune aree cittadine.

IL COMMENTO DEL SINDACO GALIMBERTI “NELLO STESSO GIORNO PUMS E CONCLUSO L’ITER AMMINISTRATIVO PER LARGO FLAIANO”

Il Sindaco Galimberti, a margine del consiglio, rivendicando l’importanza dell’approvazione del PUMS per pianificare al meglio la città per i prossimi anni, ha osservato: «Bello che, nello stesso giorno in cui viene approvato il PUMS, si concluda l’iter amministrativo per l’avvio dei lavori per l’eliminazione del semaforo di Largo Flaiano. L’eliminazione di quel semaforo rappresenta una criticità della viabilità cittadina, adesso avanti verso l’avvio dei lavori. La città ha atteso troppi anni per risolvere questo problema che le ha fatto perdere competitività ed irritato tanti automobilisti per le attese infinite».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Luglio 2021
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