La Vergine del Campo dei Fiori torna in vetta a Luvinate dopo 8 anni

Il lavoro è stato coordinato, in accordo con il Comune, dallo studio di architettura Bertolini Galli, con Cristiana Alexy oltre al consulente per le strutture ingegnere Marco Carcano e la restauratrice dottoressa Maria Pia Navire

La Vergine del Campo dei Fiori è tornata in vetta

Dopo 8 anni la Statua della Vergine è ritornata questa mattina (lunedì 19 luglio) in cima al Parco Campo dei Fiori a Luvinate.

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Una mattinata speciale per il Campo dei Fiori, la montagna dei varesini. Fin dalle 80 gli operai incaricati del Comune di Luvinate hanno lavorato per ricollocare la Vergine sul piedistallo situato vicino alla zona del Belvedere dopo il lungo iter di restauro iniziato nel 2013.

«Ringrazio gli architetti Bertolini e Galli per la dedizione e l’impegno di questi anni e Lorenzo Martinoli di Barasso con i suoi collaboratori per il lavoro compiuto in questi giorni. Finalmente la statua è ritornata al suo posto. Con piacere – sottolinea il sindaco di Luvinate Alessandro Boriani – la nostra comunità ridona la “Regina Angelorum” al Campo dei Fiori e a tutti gli amanti della nostra montagna. Fra l’altro i costi finali del progetto sono stati tutti coperti da un benefattore che ha chiesto l’anonimato e che comunque desidero qui ringraziare».

Il lavoro è stato coordinato, in accordo con il Comune di Luvinate, dallo studio di architettura di Alberto Bertolini ed Alesandra Galli, con Cristiana Alexy oltre al consulente per le strutture ingegnere Marco Carcano e la restauratrice dottoressa Maria Pia Navire.

Il via libera della Sovrintendenza è arrivato proprio il giorno dedicato alla “Madonna di Fatima”, il 13 maggio scorso. I lavori per riportare in vetta al Campo dei Fiori la Statua della Madonna si sono dunque conclusi entro l’estate, come promesso dal sindaco di Luvinate Alessandro Boriani.

La statua era stata rimossa per motivi di sicurezza nel 2013 dopo alcune segnalazioni arrivate in Comune. Da quel momento è iniziato un percorso abbastanza articolato di ricerca documentale per capire quale fosse la modalità più opportuna per procedere, ricostruendo la storia della statua, a partire dalla proprietà del manufatto e dal percorso che ne aveva portato la collocazione in quel luogo in collaborazione con il Comune di Luvinate, l’Osservatorio Astronomico, gli Amici Campo Fiori, il Cai Varese, gli Alpini di Varese, Protezione Civile Valtinella e l’Ente Parco Campo dei Fiori.

LA STORIA DELLA STATUA

La Colonna della “Regina Angelorum” è ubicata nel territorio montano del Comune di Luvinate, lungo il sentiero 1 del Campo dei Fiori, a circa 1100 m di altitudine ed era stata realizzata – come riportato sul retro del piedistallo in pietra – nel 1938. Fu poi modificata, su iniziativa del Direttore del Centro Geofisico Prealpino, Salvatore Furia, nel corso del 1968. Secondo le cronache degli anni 1965-67, la statua in terracotta venne realizzata da Luigi Tardonato per sostituire quella originaria in bronzo colpita e distrutta da un fulmine nel 1965. La statua del 1938, posta in cima alla colonna classica, era assai probabilmente in bronzo (lo scrivono anche le cronache dell’epoca), o di un altro materiale rivestito con lamina di bronzo o dorata. La statua di Tardonato del ’68, invece, fu realizzata in terracotta di colore rosso naturale, probabilmente di proporzioni del tutto simili a quella del ’38. Tra gli elementi originari, vi erano alcuni elementi a forma di “cuscino” o di “nuvola”, dal quale emergevano in rilievo alcune teste di angioletti. Nella Colonna votiva del 1968 non compare più questo elemento a forma di nuvola con teste di angioletti. Si può dedurre che l’artista, dopo essere stato incaricato nel 1965 di rifare completamente la statua distrutta dal fulmine, avesse pensato di cambiarne sia il materiale (con la più economica terracotta al posto del bronzo, forse anche in omaggio al materiale costitutivo delle sculture delle cappelle al Sacro Monte) sia in parte l’aspetto: la Madonna di Tardonato ha infatti il capo scoperto con i capelli lunghi e sciolti come quelli di una ragazza semplice, mentre la precedente, più “ieratica”, aveva la tunica che le copriva la testa.

I LAVORI DI INTERVENTO AVVIATI DAL COMUNE DI LUVINATE

La statua della Madonna è andata in seguito incontro al degrado nel giro di poco più di quarant’anni, tanto che si è deciso di rimuoverla nel 2013, su ordinanza del sindaco di Luvinate, per motivi di sicurezza. L’intervento di restauro è stato curato dalla dottoressa Maria Pia Navire. La statua in terracotta si presentava crepata e frantumata in circa 30 pezzi, concentrati soprattutto nella porzione inferiore. Questo è anche una conseguenza del fatto che nel 1968 la base della statua era stata fissata al capitello con un “bulbo”in cemento di circa 30 cm che aveva molto probabilmente causato le crepe di rottura nella terracotta. Il resto del degrado è stato inoltre provocato dalla pioggia e dall’umidità , oltre che dalla neve e dal ghiaccio che si depositavano alla base della statua.

IL PROGETTO DI RICOLLOCAZIONE

La proposta, studiata dagli Architetti Bertolini e Galli e su cui è arrivato il via libera della Sovrintendenza, prevede dunque il riposizionamento della statua restaurata in cima alla colonna classica e al suo piedistallo in pietra esistenti, così da ripristinare integralmente la fisionomia del monumento sacro così come configuratosi nel 1968, con però alcuni interventi migliorativi: la rimozione completa del “bulbo” in cemento (diametro 30 cm, altezza 30 cm) esistente in cima al capitello e l’inserimento di un perno in acciaio zincato saldato dove appoggiare una struttura di sostegno per la statua, composta da 4 tubolari di ferro. Tale struttura terrà sollevata la statua di qualche centimetro così da consentire l’areazione all’interno della cavità della statua, facilitando il passaggio dell’aria e la opportuna asciugatura. Una piccola rete, posta alla base, eviterà inoltre che all’interno della statua si introducano animali, insetti o eventuale materiale vegetale, come in passato, lasciando fuoriuscire l’acqua di condensa che dovesse formarsi all’interno.

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Pubblicato il 19 Luglio 2021
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