Giorni di lavoro nei boschi per recuperare il sentiero “Frecce gialle” intorno a Olgiate Comasco

La storia di un gruppo di appassionati di mountain bike di Olgiate Comasco, che insieme hanno rimesso in sesto un sentiero abbandonato da anni e ora di nuovo a disposizione di tutti

Il tragitto "Frecce gialle"

Una vera e propria avventura dietro casa per riportare alla luce un vecchio sentiero dimenticato. A buttarsi in questa iniziativa è stato Matteo Antonio Rubino, di Olgiate Comasco, che insieme alla moglie e con l’aiuto di amici e sconosciuti incontrati per caso è riuscito a recuperare e mappare l’itinerario “Frecce gialle“.

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Il tragitto copre oltre 54 chilometri e circa 1100 metri di dislivello complessivo, attraverso boschi, campi, accanto a cascine, torrenti, alle fortificazioni della “Linea Cadorna” lungo i comuni di Olgiate Comasco, Colverde, Drezzo, Cavallasca, Como, Cardano, Montano Lucino, Lurate Caccivio, Beregazzo, Appiano, Tradate, Binago.

La scoperta dell’itinerario “Frecce gialle”

Bloccati a casa quando tutta Lombardia era ancora zona rossa, Matteo e sua moglie sono stati costretti ad abbandonare gli sport che praticavano abitualmente, e hanno colto l’occasione per dedicarsi con più passione alla mountain bike. «Abbiamo una certa praticità con il mezzo – spiega Matteo Antonio Rubino -. da cicloturisti abbiamo girato in lungo e in largo, percorrendo anche il famoso Kardung La, nella regione del Ladakh (India). Dopo aver percorso tutti i sentieri più noti intorno a Olgiate Comasco, abbiamo deciso di cercare nuovi itinerari. Ed ecco apparire in un sito svizzero una pagina dedicata alle “famose frecce gialle di Olgiate Comasco».

Subito grande curiosità. Da dove passa questo percorso noto anche in Svizzera, ma che nessuno in paese conosce? In che condizioni si trova? Ma soprattutto, chi è stato a tracciarlo per primo con queste frecce gialle? Tutte domande rimaste senza risposta, almeno fino a qualche giorno dopo quando Matteo – durante una passeggiata col cane – non sposta un ramo caduto, ed eccola qui! È vecchia e scolorita ma è lei: una freccia gialla.

Inizia così la ricerca di tutte le altre frecce. «Durante tutto il percorso – spiega il sito svizzero – vi basterà seguire le frecce! sono un po’ dappertutto: sui rami, sui sassi, sui muri… in alcuni casi si nascondono dietro la vegetazione… cercatele e vi porteranno loro». Indicazioni che si rivelano affidabili. «Abbiamo scoperto – spiega Matteo – un itinerario emozionante, segnato la prima volta da un vero maestro di orientamento, capace di affrontare e scovare un percorso logicissimo, sempre nei boschi e su sterrate o sentieri, tranne laddove è del tutto necessario attraversare paesi o strade».

«Per ripercorrere il “Frecce gialle” – racconta poi Matteo -, ho tagliato rami, pulito rovi invadenti, sistemato pietre pericolose, pulito sentieri, spostato alberi caduti, ripassato con la vernice tutti i segni preesistenti del tracciato originario fino a Monello, smosso ostacoli, cancellato (e di questo, chiedo venia all’originale tracciatore, che spero non me ne voglia) delle frecce gialle che deviavano in modo incomprensibile dal percorso originario, spesso perdendosi nel nulla: forse opere di successiva revisione e manutenzione, non effettuate con accortezza».

Dopo 40 chilometri, però, una brutta sorpresa: le frecce scompaiono. Non volendo rassegnarsi del fatto che il sentiero a Binago finisse del nulla. Matteo, sua moglie e tre loro amici hanno trascorso giorni nel loro tempo libero a cercare altri segnali, ma nulla da fare, boschi pieni di sentieri, ma nessuna freccia gialla.

È a questo punto che entra in scena un “amico” sconosciuto, che per caso – nello stesso momento in cui il gruppo di Matteo stava inseguendo le “Frecce gialle” – ha preso in mano la situazione, continuando a tracciare il percorso in autonomia e facendolo ricongiungere alla Gran fondo dei longobardi nei boschi di Albiolo.

Un nuovo percorso per tutti gli appassionati di mountain bike

Sabato 31 luglio 2021, Matteo ha completato la traccia GPX del tragitto “Frecce gialle”. La mappa è a diposizione di chiunque fosse interessato alla frequentazione del percorso in tutta sicurezza, senza rischio di perdersi sul sito della Asd Ibex bike run di Binago.

Il tracciato adesso acquisisce un’importante funzione: congiungere la Gran fondo dei longobardi e i sentieri per Mtb all’interno dei boschi di Tradate ed Appiano, consentendo agli appassionati di MTB di passare, potenzialmente, fino a tre giorni nella zona dell’olgiatese e percorrere oltre cento chilometri in Mtb su tracce sempre emozionanti e adatte a ogni livello di capacità tecnica.

Matteo ha inoltre tracciato un piccolo raccordo col cimitero di Olgiate Comasco, all’interno del circuito. Il luogo, dotato di un ampio parcheggio, è un buon punto di partenza per volesse percorrere il “Frecce gialle”. In questo modo il tragitto si potrà spezzare in due parti, fattibili in giorni diversi: una prima parte, dal cimitero, passando per la spina verde e tornando a Olgiate, in località ponte di Baragiola (totale 30 km); una seconda parte (di 24 km), partendo dal ponte di Baragiola verso Lurate, Appiano e via discorrendo, fino ad Olgiate Comasco, lungo l’ultimo tratto del percorso della vecchia ferrovia e, quindi, di nuovo al cimitero.

«Ora – afferma Matteo – il “Frecce gialle remastered” è diventato realtà: un regalo alla comunità dei ciclisti e affidato al buon senso, al rispetto, alla cura di tutti i frequentatori. Associazioni come la Asd Ibex bike run di Binago contribuiranno fattivamente alla sua salute e al suo mantenimento nel tempo. Io spero soltanto che gli sforzi che ho fatto possano essere apprezzati e valorizzati dalla comunità degli appassionati di Mtb e dalle amministrazioni comunali coinvolte dal tragitto che, potranno cogliere questa novità come occasione di promozione del territorio in modo turistico e, pressoché, a costo zero».

Alessandro Guglielmi
aleguglielmi97@gmail.com

 

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Pubblicato il 09 Agosto 2021
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