Ancora Dad, mascherine all’aperto e violazioni della privacy nelle scuole

I comitati Priama a scuola e #GiùLeManiDallaScuola segnalano a presidi e Provveditore irregolarità e errate interpretazioni delle norme per la sicurezza nelle scuole

prima a scuola varese e  provincia

Dopo essersi battuti in primavera per la riapertura delle scuole, i comitati Prima a Scuola Varese e Provincia e #giùlemanidallascuola Gorla Minore scrivono una lettera aperta ai presidi, al provveditore (direttore dell’ufficio scolastico della provincia di Varese) e al garante regionale per i diritti dell’infanzia per segnalare “irregolarità ed errate interpretazioni del Decreto Legge per la sicurezza delle attività scolastiche.
In particolare i comitati evidenziano norme più restrittive adottate dai singoli Istituti scolastici (incluso il ricorso alla Dad anche fuori da situazioni di quarantena, l’estensione dell’uso delle mascherine all’aperto e violazioni della privacy) nonostante la Lombardia, che vanta un tasso di vaccinazione pari al 89% della popolazione target, sia classificata come “area di rischio basso“.
Di seguito il testo completo della lettera.

Egregi Dirigenti Scolastici,
scriviamo la presente per sottoporre alla Vostra attenzione quanto segue.
Gli scriventi comitati Prima a Scuola Varese e Provincia e #giùlemanidallascuola Gorla Minore operano a Varese e provincia dal marzo 2021 e hanno l’obiettivo principale di difendere il normale svolgimento delle lezioni in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado della Provincia. Entrambi i Comitati aderiscono inoltre alla Rete Nazionale Scuola in Presenza, organizzazione che conta oltre 40 comitati su tutto il territorio nazionale.

I Comitati, tenuto conto delle finalità per cui si sono costituiti, hanno avviato un monitoraggio della situazione delle scuole di ogni ordine e grado nella Provincia di Varese al fine di verificare la corretta interpretazione ed applicazione delle disposizioni normative e delle varie norme attuative relativamente ai vari temi che interessano la scuola. Ciò al fine di scongiurare che, per il corrente anno scolastico, vista la attuale situazione epidemiologica, possano essere adottate interpretazioni fantasiose e discriminatorie delle previsioni normative ad oggi vigenti.

Come forse è a Voi noto, ad oggi, in Provincia di Varese la situazione epidemiologica ci rende moderatamente ottimisti, poiché è stato già raggiunto un tasso di vaccinazione di circa 89% della popolazione target, e la corrente classificazione della Regione Lombardia elaborata da parte dello European Centre for Disease Control (ente di coordinamento europeo per le malattie infettive) è quella di “area di rischio basso”. Tali circostanze devono essere tenute in debito conto poiché sono già un elemento significativo per non giustificare, ex se, interpretazioni ulteriormente restrittive rispetto alle attuali regole disposte per le scuole.

In base al monitoraggio, svolto tramite un sondaggio su oltre 100 famiglie di Varese e Provincia e contatti diretti tra i comitati e genitori, sono emerse delle criticità non trascurabili delle attuali modalità organizzative delle scuole della Provincia, che creano spesso un clima intimidatorio sia nei confronti di bambini e ragazzi che delle loro famiglie.
In particolare, i Comitati intendono sottolineare quanto segue affinché i destinatari della presente lettera, ciascuno per quanto di competenza, possano adottare opportuni provvedimenti, nell’interesse degli studenti, delle famiglie e dell’intera comunità:

1. Il ricorso alla Didattica a Distanza, anche se solo parziale e/o in alternanza, non è previsto in alcun modo dal Decreto Legge che adotta il Piano Scuola 2021: tale modalità può essere adottata esclusivamente sulla base di una situazione epidemiologica critica e cioè in zona arancione o rossa e con motivazione dell’autorità sanitaria. Pertanto, ogni ricorso alla DAD al di fuori di questa fattispecie è da ritenersi in contrasto con le norme vigenti. Presunti affollamenti negli edifici scolastici o nei trasporti non giustificano il ricorso alla DAD, infatti lo stesso Ministero dell’Istruzione sottolinea come il distanziamento sia auspicabile, ma non requisito necessario per lo svolgimento delle attività scolastiche in presenza. Tuttavia, sulla base di quanto emerso nel nostro monitoraggio, gli scriventi Comitati hanno registrato che nel 5% dei casi del campione testato, la DAD viene utilizzata “a causa” del sovraffollamento dei trasporti o della mancanza di spazi adeguati nell’ Istituto.

2. Come notato in questi giorni dal Garante della Privacy, nessun operatore scolastico, che sia Dirigente, insegnante o personale ausiliario, può richiedere agli studenti di comunicare dati sanitari come l’essere stato sottoposto o meno a vaccinazione COVID; né tantomeno devono essere effettuate indagini sullo stato vaccinale dei componenti della famiglia. Ogni violazione di questo basilare principio è passibile di segnalazione della scuola direttamente al Garante.
Ad oggi, sulla base del nostro sondaggio, circa un terzo delle famiglie riportano che ai propri figli è stato richiesto di comunicare in classe il proprio status vaccinale, e questo rappresenta una grave lesione del diritto alla privacy del singolo, in particolare rispetto ai suoi dati sanitari.

3. Come per gli studenti, anche per gli insegnanti la scuola non può richiedere altro che il Green Pass, ma non certo dettagli sulla situazione vaccinale dell’individuo che lo detiene: in alcune scuole è stato segnalato che nelle riunioni del collegio docenti si diffondono dati personali sulla situazione sanitaria dei singoli insegnanti, il che costituisce ugualmente una violazione della privacy passibile di segnalazione al Garante.

4. L’applicazione del decreto Green Pass rimane spesso interpretata in base alla discrezionalità del singolo Dirigente Scolastico, in particolare si rilevano le seguenti applicazioni discriminatorie e ingiustificate:
a. Il Green Pass viene richiesto anche per accedere ai locali esterni della scuola 15% dei casi, circostanza assolutamente non conforme alle disposizioni del decreto Green Pass e alla nota esplicativa diramata dell’Associazione Nazionale Presidi.
b. Il Green Pass viene richiesto agli studenti per accedere alla mensa scolastica (ulteriore circostanza assolutamente non accettabile, e non previsto dal decreto);
c. ai genitori che hanno un’esenzione dalla vaccinazione, viene comunque richiesto il Green Pass da ottenere tramite tampone (nonostante il decreto riporti a chiare lettere che chi è esente da vaccino è anche esente dal dover presentare il Green Pass).
d. In alcune scuole, i Dirigenti Scolastici impongono per l’accesso ai locali scolastici restrizioni aggiuntive rispetto alla semplice richiesta del Green Pass per i genitori, ad esempio limitando l’accesso a scuola ad un solo membro famigliare dello studente, di fatto costringendo i genitori o accompagnatori a dover compiere un illecito “abbandono di minore” dovendo lasciare fratelli e sorelle al di fuori dei locali scolastici.

5. Ulteriori restrizioni sono applicate in maniera del tutto discrezionale e ingiustificata da vari istituti, come: costringere gli studenti a lasciare i propri effetti personali in una sacca al di fuori dall’aula.

6. Anche l’uso della mascherina viene imposto anche in situazioni in cui non sarebbe necessario sulla base della libera interpretazione dei vari Istituti, pertanto gli scriventi Comitati intendono ricordare che:
a. la mascherina non è obbligatoria per chi non ha compiuto 6 anni, indipendentemente dalla classe di appartenenza (quindi anche in prima elementare chi non ha compiuto 6 anni non deve mettere la mascherina)
b. la mascherina non si deve indossare né all’aperto né al chiuso durante l’ attività fisica.
c. Per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina in classe, preme ricordare che il Comitato Tecnico Scientifico, nel verbale del 12 luglio con cui ha risposto ai quesiti del Ministero dell’Istruzione, ha sottolineato che in caso di distanziamento e posizione statica al banco il suo utilizzo non è necessario, semmai alternativo al distanziamento, nel caso questo dovesse mancare, come ribadito anche da una nota del Ministero dell’Istruzione che testualmente prevede che: […] “L’impossibilità di mantenere i necessari distanziamenti nelle aule non determinerà però l’automatica interruzione della didattica in presenza quanto, piuttosto, esigerà l’adozione delle altre misure, ormai ben note, di prevenzione del contagio, ivi incluso l’obbligo di indossare mascherine chirurgiche nei locali chiusi.”

Considerato che, tutti i casi sopra citati derivano da iniziative personali dei Dirigenti Scolastici degli Istituti in questione, con la presente lettera, gli scriventi Comitati invitano Codesti Dirigenti Scolastici ad attenersi scrupolosamente a quanto previsto dal Decreto Legge e dalle disposizioni attuative correlate interrompendo l’adozione delle pratiche scorrette sopra elencate come emerse nell’ambito della nostra azione di monitoraggio, al fine di evitare profili di responsabilità ed eventuali azioni legali da parte delle famiglie degli studenti coinvolti.

Dall’altra si invita altresì Codesto Provveditore e Codesto Garante a voler vigilare e monitorare l’operato dei Dirigenti Scolastici affinché venga garantita, nell’interesse degli studenti e delle famiglie, una corretta interpretazione ed applicazione del citato Decreto Legge e delle disposizioni attuative correlate.
Gli scriventi Comitati Prima a Scuola Varese e Provincia e #giùlemanidallascuola Gorla Minore si rendono quindi disponibili a collaborare con Codesti Dirigenti Scolastici, Provveditore e Garante affinché possa esser diffusa una corretta informazione sui contenuti delle disposizioni normative e sulle concrete modalità applicative, ciò al fine di rafforzare sempre più la sensibilità sul tema delle misure di contenimento dei contagi che, peraltro, già esiste ma con l’obiettivo specifico di creare un clima di corretta informazione ed applicazione senza distorsioni delle disposizioni normative vigenti.
A tal fine, gli scriventi Comitati continueranno la loro opera di monitoraggio della situazione nelle scuole della Provincia, certi che una scuola che osservi le attuali regole in vigore debba e possa essere anche inclusiva e rispettosa delle famiglie e degli studenti che la frequentano.

Cordialmente,
Comitato #giùlemanidallascuola Gorla Minore
Comitato Prima a Scuola Varese e provincia

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Settembre 2021
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