Da Malpensa i sindaci “chiamano” gli industriali: “Il futuro parte dalle aree intorno a Malpensa”

Rispondendo alle riflessioni del presidente Univa Grassi, il sindaco di Somma Lombardo offre l'esperienza dei nove Comuni intorno a Malpensa. E propone di mettere al centro le aree "delocalizzate", su cui costruire sviluppo

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«La politica auspicata dal Presidente Grassi, quella che sa andare oltre la singola municipalità e sa avanzare proposte per il rilancio sostenibile dell’economia dell’intorno aeroportuale (e non solo) esiste già.Da almeno quattro anni i Sindaci dei nove comuni del CUV, che rappresentano un territorio di quasi cento chilometri quadrati e ottantacinquemila abitanti, hanno indirizzato al gestore aeroportuale e alle istituzioni di livello superiore idee concrete per coniugare sostegno all’economia del territorio e garanzia di qualità della vita dei cittadini».

Lo dice il sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria, riferendosi all’intervento del presidente dell’Unione Industriali all’annuale assemblea dei produttori. Bellaria pone appunto come esempio positivo il lavoro condiviso di nove sindaci dell’area di Malpensa, che hanno lavorato anche per comporre esigenze che anni fa erano contrapposte.

Le proposte «le abbiamo suddivise in alcune categorie: Sviluppo sostenibile dell’aeroporto; Infrastrutture; Diffusa e buona occupazione; Rilancio dell’economia del territorio (Zes e Rigenerazione urbana)» continua Bellaria. «Siamo naturalmente pronti a condividere con Univa e con le altre parti sociali le idee che abbiamo elaborato, per questo riteniamo necessario organizzare tavoli (non solo vetrine) di confronto».

Bellaria torna anche a ciò che unisce i nove Comuni del Cuv (e buona parte della provincia, a dire il vero), vale a dire Malpensa. «È a buon punto la definizione del cosiddetto Masterplan di riqualificazione delle aree delocalizzate intorno a Malpensa».

Grassi: “Noi siamo pronti a far tornare a volare Varese. E voi?”

Le aree delocalizzate sono quelle aree non più compatibili con la residenza a causa del rumore degli aerei: acquisiti gli immobili e i terreni da Regione Lombardia, completati gli abbattimenti di edifici fatiscenti,  oggi sono una grande area “diffusa” – tra Somma, Ferno e Lonate Pozzolo – che attende una ridefinizione: «Il recupero di tali spazi prevede anche l’insediamento di incubatori di impresa, di attività di formazione e ricerca, di terziario avanzato. L’accordo di programma che Regione, Provincia, Comuni andranno a perfezionare prevede la possibilità di coinvolgere in questo processo virtuoso di programmazione territoriale anche altri attori. E allora quale occasione migliore per Univa e per Sea per fare concretamente la loro parte?» si chiede ancora Bellaria. «I sindaci sono già pronti e attendono fiduciosi».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 28 Settembre 2021
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