#MiFidoDiTe: dopo la salita c’è sempre la discesa. La sesta tappa a Peschiera del Garda

Domenica 26 settembre a Peschiera del Garda si è conclusa la sesta tappa del progetto #MiFidoDiTe, un’impresa sportiva e solidale inserita all’interno del circuito di gare in acque libere organizzato su scala nazionale da Italian Open Water Tour

Generica 2020

Domenica 26 settembre a Peschiera del Garda si è conclusa la sesta tappa del progetto #MiFidoDiTe, un’impresa sportiva e solidale inserita all’interno del circuito di gare in acque libere organizzato su scala nazionale da Italian Open Water Tour, organizzazione che ha sposato il progetto.

Una maratona a nuoto di 42 km in SETTE tappe, a sostegno della ricerca sulla Sindrome di Usher, legati l’uno all’altra, coscia a coscia, da una corda lunga solo 50 centimetri e da una fiducia totale.

Il progetto #MiFidoDiTe, nasce dall’incontro di Alessandro Mennella, ragazzo genovese affetto dalla Sindrome di Usher (una malattia rara che si manifesta con sordità alla nascita e una progressiva perdita della vista) e Rare Partners, una azienda milanese senza scopo di lucro che si occupa dal 2010 di supportare lo sviluppo di nuove terapie nel campo delle malattie rare utilizzando risorse finanziarie non profit. La fiducia reciproca ha dato il nome #MiFidoDiTe al progetto e alla raccolta fondi associata, fondi destinati alla ricerca per questa patologia rara devastante.

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Ecco il diario di viaggio della sesta tappa di Marcella Zaccariello:

Nuotare nelle acque dolci di un lago come il Garda e con le previsioni meteo poco allettanti potrebbe far pensare ad una giornata tutta in salita. Ma, come sempre succede, dopo la salita c’è sempre la discesa. Inizia così la nostra sesta tappa a Peschiera del Garda.

La partenza è anticipata di un’ora, ma la sveglia il giorno di una gara suona sempre presto e avere l’opportunità di vedere l’alba in questo posto meraviglioso è un regalo.
Mentre ti aspetto, sento che un drone ha perso il segnale gps sotto uno dei ponti. Il mio pensiero va subito a te e al tuo orologio che, ogni 500mt, vibra permettendoti di tenere il conto dei km percorsi. Il primo ponte dista 300 metri dalla partenza, e se dovessi perdere il segnale subito? Sarebbe un problema. Se dovesse capitare ad inizio gara gestiremo la cosa mi dico e decido di non condividere con te questo pensiero e lasciare la tua testa libera da questa eventualità.

La corrente contraria alla partenza accelera subito i battiti e costringe le braccia ad una spinta che “a freddo” si fa sentire. Imbocchiamo il primo ponte e il mio sguardo si posa su di te pronto a captare ogni tuo segnale. La tua bracciata è regolare e, come sempre, gestisci il tuo spazio con sicurezza ed eleganza. Segnale ancora attivo penso. Lancio uno sguardo al ponte che pieno di fiori rossi, rosa e bianchi sembra augurarci buon viaggio.

Oggi le boe da superare sono sette, 7 come le tappe di questo fantastico circuito. Non voglio soffermarmi sul conteggio delle boe, anche se è inevitabile. In mio soccorso arriva Pier, uno dei due nostri due angeli di oggi. Dopo tanti km insieme ormai ci capiamo anche con loro senza bisogno di troppe parole. Ad ogni boa, ci incita, urla i nostri nomi. Come vorrei che anche tu sentissi la sua voce e fossi sollevato da questo suo affettuoso modo bizzarro di scandire la distanza di questa tappa.

Il lago è uno specchio d’acqua immobile, intorno a noi le sagome della sponda opposta. Sarà un po’ di stanchezza per questa maratona, oppure quella sottile patina di malinconia, c che in silenzio si sta posando su di me, al pensiero che questa è la penultima tappa di questo viaggio, ma oggi ho la netta sensazione che stiamo assaporando profondamente il tempo che condividiamo in acqua. Una nuotata serena, senza troppa fretta, il tifo di Pier, i commenti di Francesca, Ger che si stiracchia sulla canoa. Sento aria di casa. Non vorrei trovarmi da nessun’altra parte.

Mi avvicino a te un paio di volte per trasmetterti questo stato d’animo.
Ci ritroviamo all’imbocco del Ponte Salvo D’Acquisto che ci apre le porte al giro delle mura cinquecentesche. Il pensiero del tuo gps è ormai lontano. Se dovessi perdere il segnale adesso sapresti comunque che manca poco e so che non sarebbe più un problema.

La corrente torna a farsi sentire, ma ormai sono le ultime bracciate. Sotto al ponte dei Voltoni la voce di Pier rimbomba e chi ci aspetta al traguardo capisce che stiamo arrivando.
Piove, ma la nostra gioia e gli abbracci sono più forti. Butto un occhio al tempo, sorrido e ti stampo un bacio sulla guancia perché so che a breve mi dirai …però siamo andati più veloce a Monate!!

Ci vediamo a Ischia il 9/10 ottobre.

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Pubblicato il 27 Settembre 2021
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