Nel parco di Villa Baragiola una cittadella delle scienze, della natura e della cultura

Il Centro geofisico si era appena trasferito nei locali della dacia quando scoppiò la pandemia. Ora riapre le sue porte e attende studenti e cittadini per mostrare le sue attività. Vicina di casa è la sede di coordinamento della Protezione civile

Il centro geofisico trasloca alla dacia

Nel parco di Villa Baragiola una cittadella delle scienze e delle arti. Nei piani del Comune di Varese, questo parco fino a oggi un po’ defilato, è destinato a diventare un punto nevralgico della città. Collegato direttamente con il quartiere di Masnago, avrà, al suo interno, spazi artistici per ospitare la creatività di giovani che potranno anche trovare alloggio.

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Il centro geofisico trasloca alla dacia 4 di 23

L’obiettivo, ancora tutto da costruire, si coniuga, però, con alcune certezze, già operative, e presenti all’interno della proprietà comunale: dal Museo Tattile alla Dacia che ospita il Centro Geofisico Prealpino, con oltre 50 anni di storia della meteorologia e della sismografia, e la centrale di coordinamento della Protezione civile varesina.
Il sogno di Giuseppe Zamberletti e di Salvatore Furia che si realizza: due enti importanti come il Centro che fa le previsione del tempi e la Protezione civile, primo baluardo nelle emergenze, vicini di casa per una collaborazione stretta.

Il centro geofisico trasloca alla dacia

Questa mattina, il Centro Geofisico ha ufficialmente riaperto le porte della sua nuova sede dopo l’improvvisa chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. Personale e strumentazioni si erano appena trasferiti nella prestigiosa sede quando l’arrivo del virus interruppe ogni attività divulgativa: «Avevamo allestito una mostra pronta per le scolaresche – ricorda Luca Molinari presidente del Centro – ma dovemmo sospendere tutto».

Ora, il Centro riapre alla cittadinanza, offrendo percorsi didattici ma anche laboratoriali per comprendere il lavoro del meteorologo ma gli effetti del cambiamento climatico: « La rilevazione della temperatura avviata nel 1967 – ha spiegato il ricercatore Simone Scapin – ci mostra l’innalzamento della temperatura globale: negli questi 50 anni ci sono 2 gradi di più in media».

Nel giardino antistante la dacia, i diversi strumenti, per misurare qualità dell’aria, intensità delle precipitazioni e temperatura, sono ancora quelli storici utilizzati dal padre del centro Salvatore Furia. All’interno dei locali, però, ci sono altri strumenti, innovativi e digitali, che consentono di leggere contestualmente la fotografia degli eventi naturali. C’è anche il “pluviometro” che conta la quantità d’acqua che cade in un determinato periodo e racconta di una stabilità nella quantità di precipitazioni annue ma anche di un profondo cambiamento se si guarda all’intensità. 

Presto, il Centro Geoficico riprenderà a ricevere studenti e mostrar loro come si registra un sisma, come avvengono i terremoti, come si creano i fulmini e da dove arrivano i dati delle previsioni del tempo. Un laboratorio affascinante che narra il pianeta dove viviamo.

Al piano di sopra, gli uffici tecnici della Protezione civile dove arrivano tutte le informazioni vitali al controllo del territorio e da cui partono gli ordini per organizzare gli interventi.
Nei due piani le sale dedicate ai due illustri padri: Furia e Zamberletti, spazi della memoria per rendere omaggio a chi volle la realtà che oggi è a disposizione di tutta la collettività.

«Una sinergia importante per la ricerca e la tutela del territorio, oltre a consentire la valorizzazione del parco con attività divulgativa rivolte alle scuole e ai cittadini – ha commentato il sindaco Davide Galimberti – In questo modo Villa Baragiola diventa un vero polo in grado di unire arte, natura, scienza e cultura, anche grazie all’intervento, con il finanziamento di 15 milioni ottenuto, per la riqualificazione della villa a cui verrà data una vocazione culturale con nuovi spazi espositivi, esperienze residenziali per artisti e la realizzazione di un orto botanico».

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Pubblicato il 25 Settembre 2021
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