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Farhad Bitani racconta il dramma afghano a Legnano: «Abbiamo fallito su educazione e cultura»

Farhad Bitani, ex militare afghano e autore de "L’ultimo lenzuolo bianco", è stato ospite a Legnano per portare la sua testimonianza agli studenti dell'Istituto Barbara Melzi. L'INCONTRO IN DIRETTA VIDEO.

Farhad Bitani, ex militare afghano e autore de “L’ultimo lenzuolo bianco”, ospite a Legnano per portare la sua testimonianza agli studenti dell’Istituto Barbara Melzi.  

Figlio 35enne di un generale delle forze militari, rifugiato politico in Italia, ha deciso di dedicare la sua vita al dialogo interculturale e alla pace consapevole che l’unico modo per aiutare il suo popolo è attraverso l’educazione: «Sono cresciuto nell’esercito e ho visto tutta la violenza possibile, dalle teste tagliate per strada ai maltrattamenti delle donne – ha raccontato in Comune dove ha risposto alle domande dei giornalisti prima di incontrare gli studenti – Nei miei libri porto tutto il dolore del mio popolo». Bitani definisce un fallimento l’intervento dell’Occidente in Afghanistan che in 20 anni «non ha mai usato le vere armi: l’educazione e la cultura». Tutto questo ha permesso  ai Talebani di tornare al potere senza una vera opposizione «perchè l’80% del popolo è con loro».

Farhad Bitani ha vissuto i fatti accaduti nell’agosto 2021 che ricordano tristemente quelli del 1996 quando i talebani si impadronirono di Kabul sventolando le loro bandiere bianche. «Sono passati venticinque anni – spiega nei suoi incontri – e i talebani non sono più un manipolo di contadini che viaggiano in moto brandendo il kalashnikov come un bastone. Oggi sanno usare i media, i social network e, soprattutto, hanno tantissimi soldi. Già sono venuti meno i titoli in prima pagina, gli occidentali sono tornati a casa, l’Afghanistan non fa più notizia.  La tragedia di un popolo si è normalizzata. Ma nulla è normale in questa terra. Gli Afghani non sono scomparsi, non si sono arresi, non hanno smesso di rivendicare il diritto ad una vita vera, ad una vita piena».

«Il compito della scuola – spiega il preside dell’Istituto Barbara Melzi, Flavio Merlo – è stare di fronte alla realtà, conoscerla e comprenderla e fare in mode che l’umanità di ciascuno sia chiamata a prendere posizione, sia chiamata a giudicare. Da qui un percorso formativo, che, modulato sull’età degli studenti, desti la loro curiosità, fornisca gli strumenti per non smettere di cercare, consenta incontri straordinari e interpelli il loro Io.
Per questo l’Istituto “Barbara Melzi” ha invitato Farhad Bitani»

Farhad Bitani

Farhad Bitani, figlio 35enne di un generale delle forze militari, è stato capitano dell’esercito afghano. Ha vissuto la guerra prima sotto il regime dei mujaheddin e poi dei talebani. Ha compiuto i suoi studi in Italia, prima all’Accademia Militare di Modena e successivamente alla Scuola di Applicazione di Torino. Accusato di tradimento religioso, è stato condannato a morte e ferito in un attentato. Dopo essersi definitivamente trasferito in Italia come rifugiato politico, ha deciso di dedicare la sua vita al dialogo interculturale e alla pace; è tra i fondatori di GAF Global Afghan Forum. La sua storia e quella del suo popolo sono descritte nel suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”, un successo editoriale pubblicato da Neri Pozza Editore

I ragazzi coinvolti nel progetto “In viaggio nella notte dell’Afghanistan” seguono dalle loro aule e potranno incontrare Farhad prima della sua testimonianza.

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 08 Ottobre 2021
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