68 nomi di donna e 68 rose rosse sparse per Sant’Anna, il quartiere di Busto Arsizio ha celebrato il 25 novembre

Sono i nomi delle donne uccise nell'ultimo anno da uomini. Parrocchia, coop. Intrecci e l'Oblò-Liberi dentro hanno realizzato un'installazione urbana che ha coinvolto il quartiere contro la violenza sulle donne

giornata violenza contro le donne

La mattina di giovedì 25 novembre il quartiere sant’Anna di Busto Arsizio si è svegliato con una linea rossa che lo attraversa. Una linea che come una ferita percorre le nostre strade, una linea fatta da decine di fiori di stoffa appesi per le vie, ciascuno accompagnato da un cartellino: un nome di donna, una data e un luogo.

Sono i nomi delle donne che dal 25 novembre 2020 al 20 novembre 2021  in Italia sono state vittime della violenza degli uomini, uccise da chi diceva di amarle. Sono 68 boccioli di rosa rossi.

L’idea nasce dal gruppo di lavoro che si è formato attorno alla “Domus” (il dormitorio di sant’Anna). Parrocchia Sant’Anna, Cooperativa Intrecci e l’associazione Oblò-Liberi dentro hanno celebrato la giornata contro la violenza sulle donne con un messaggio che vuole essere un segno silenzioso, per ricordare ai cittadini che passano di lì il dolore che si nasconde dietro ognuno di quei nomi, in ognuna di quelle storie non dette e in chissà quante altre storie, magari molto vicine a ciascuno di noi.

Sul cartellino anche l’hashtag #Tiamodavivere e un QR code, che rimanda al video prodotto lo scorso anno da Coop Lombardia per denunciare la violenza sulle donne mascherata da “amore”.

Spiegano le tre realtà che hanno organizzato l’evento: «Vogliamo così offrire, a chi si lascerà incuriosire, la possibilità di approfondire e riflettere sul tema. I fiori sono stati realizzati da un gruppo di donne della parrocchia. Giovani e meno giovani si sono ritrovate per mettere mano ad un’opera collettiva di semplice bellezza che può e deve essere osservata, può essere presa e conservata e curata, come si fa con ogni ferita. Un gruppo invisibile e silenzioso di donne (ma non solo!), di diverse età, di diversa provenienza che si è ritrovato infine la sera di mercoledì per allestire questa piccola installazione urbana, che arriverà simbolicamente fino al carcere di via per Cassano, una realtà che appartiene alla parrocchia e che insieme alla città ha un importante compito istituzionale verso le tante ferite aperte…».

Il messaggio così come ciascuno di loro «sarà silenzioso e poco maestoso, come lo sono state le donne che le loro storie non le possono più raccontare. Sono nostre sorelle, compagne di una storia femminile collettiva e in loro nome vogliamo lasciare un segno. Perchè non accada mai più».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Novembre 2021
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