Dall’Avulss in dono alla pediatria di Busto due macchinari per trattare l’insufficienza respiratoria

“La donazione è arrivata nel momento più impegnativo dell’anno - spiega la dottoressa Simonetta Cherubini, primario della pediatria - dato l'aumento dei casi di bronchiolite"

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Una donazione preziosa per il benessere dei bambini ricoverati. L’ha effettuata AVULSS, Associazione per il volontariato socio sanitario, di Busto Arsizio, con destinazione la Pediatria dell’Ospedale cittadino.

Si tratta di due apparecchiature di importanza primaria nel trattamento dell’insufficienza respiratoria di grado lieve e medio in età pediatrica.

“La donazione è arrivata nel momento più impegnativo dell’anno, allorquando la patologia infettiva respiratoria raggiunge il picco massimo, interessando la fascia pediatrica più a rischio per insufficienza respiratoria, ovvero neonati e lattanti – spiega la dottoressa Simonetta Cherubini, primario dell’Unità Operativa di Pediatria e Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’ASST Valle Olona -. Da qualche settimana si è registrato un aumento dei casi di bronchiolite e la Società Italiana di Pediatria è allarmata da questa emergenza: la dotazione di qualche apparecchio in più significa poter curare più bambini contemporaneamente e tempestivamente, offrendo cure precoci che favoriscano il miglioramento clinico dei piccoli pazienti colpiti da questa patologia, che non consente ritardi diagnostici e terapeutici. Insieme ai medici e infermieri del reparto pediatrico, ringraziamo AVULSS per questo ennesimo gesto d’amore nei confronti dei bambini”.

Il dono è in memoria di una volontaria di AVULSS, Graziosa Boscaro, come afferma la Presidente Alda Acanfora: “Graziosa è stata una meravigliosa persona, un’artista sensibile, una volontaria speciale, una rara realtà. Arrivata dal Cadore nei primi anni Trenta con il padre e due fratellini, rimasti orfani di madre, si è trovata subito ad affrontare le difficoltà della vita con un profondo senso di responsabilità, sorretta da una fede senza limiti. L’essersi presa cura dei fratellini è stata la molla che l’ha spinta a essere sempre vicina ai più fragili e ai bisognosi, a essere infermiera degli immaturi in Pediatria dell’Ospedale di Busto Arsizio, a essere “dama” dell’UNITALSI, ad accorrere a Ain Karen in Israele e in Egitto per assistere i bambini abbandonati e malati della Comunità Drusa, un piccolo ospedale gestito da suore francescane italiane, ad essere volontaria AVULSS, all’istituto La Provvidenza di Busto Arsizio, per tanti anni, anche accanto a Don Isidoro nella sua opera di recupero di tossicodipendenti”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Dicembre 2021
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