Gino Strada e gli stipendi fanno discutere nel consiglio comunale di Varese

Dopo la prima serata occupata a discutere le linee programmatiche dell'amministrazione, la seduta del consiglio comunale si è conclusa martedì 21 dicembre con la discussione degli altri punti

Consiglio comunale Varese 2021 generiche

Dopo la prima serata occupata a discutere il primo punto all’ordine del giorno, cioè le linee programmatiche dell’amministrazione, la seduta del consiglio comunale di martedì 21 dicembre si è conclusa con la discussione degli altri punti.

Prima fonte di dibattito il punto 4 del regolamento, presentato dall’assessore al bilancio Cristina Buzzetti, che prevedeva la modifica al documento unico di programmazione 2021/2023, e affrontava principalmente le nuove assunzioni nell’amministrazione comunale,  50 persone per un totale di spesa pari circa a un milione 255mila euro.

Una scelta che ha provocato una dura reazione della Lega, in testa il capogruppo Barbara Bison che ha annunciato non solo il voto contrario, ma anche una interpellanza sulle spese dello staff del sindaco, accusando la maggioranza di “essersi rimangiata le sue stesse opinioni”: la consigliera leghista ha ricordato le parole dell’assessore Andrea Civati che all’inizio della scorsa legislatura aveva definito eccessivo il numero dei dipendenti del comune di Varese in confronto con i dipendenti del comune di Busto.  «Delle due l’una – ha commentato Bison – O non erano troppi allora, o state facendo una spesa inutile adesso». In ogni caso il punto all’ordine del giorno è stato votato favorevolmente dalla maggioranza, ma dalla minoranza è arrivato un compatto voto contrario.

Per la cronaca, per verificare un eventuale cambiamento di rotta, abbiamo provato a chiedere in comune se ci fosse stata una variazione del numero dei dipendenti in questi ultimi cinque anni: e, sorpresa, abbiamo scoperto che sono diminuiti di quasi cento unità: dai 795 del 2016 ai 707 del 2021.

UNANIMITA’ PER L’ADEGUAMENTO “DI GENERE” DEL REGOLAMENTO DELLA POLIZIA LOCALE

Si trattava innanzitutto di un adeguamento ai regolamenti europei quello che è stato votato come variazione del regolamento della polizia locale: alcuni particolari, tra cui però uno più interessante degli altri, che prevede esplicitamente “la parità di trattamento tra uomini e donne” in caso di assunzioni. Le variazioni, presentate dall’assessore Raffaele Catalano, sono state approvate all’unanimità.

DUE MOZIONI PASSATE ALL’UNANIMITA’ GRAZIE AD ALTRETTANTI EMENDAMENTI, MA GINO STRADA FA DISCUTERE

I punti successivi all’ordine del giorno riguardavano tre mozioni: la prima presentata dal rappresentante di Varese Ideale Stefano Clerici, che chiedeva l’istituzione del limite dei 30 all’ora nei pressi degli ospedali di circolo e Del Ponte. Una mozione che è stata approvata grazie al voto favorevole dell’intero consiglio dopo l’emendamento presentato da Lorenzo Macchi, che ha demandato a un tavolo interdisciplinare tra commissioni la definizione delle vie interessate.

Unanimità anche per la mozione di Lavoriamo per Varese sulla violenza economica alle donne, grazie questa volta all’emendamento di Francesca Ciappina, presentato da Manuela Lozza che ha specificato, nel testo della richiesta di Bonoldi e Pullara, il fatto che l’aiuto economico del comune verrà gestito da assistenti sociali e centri antiviolenza e non verrà erogato direttamente alle vittime.

Molto più dibattito invece ha suscitato la mozione che voleva intitolare una via di Varese a Gino Strada, promossa dai consiglieri di Progetto Concittadino Dino de Simone e Mariagrazia d’Amico.

Il principale oggetto del contendere era che l’intenzione era di sostituire con il nome di Gino Strada via padre Reginaldo Giuliani, sacerdote che combattè per la dittatura fascista: una scelta che è stata considerata da Stefano Clerici “Una provocazione” per di più inopportuna a sua veduta “visto il passato estremista di Strada”.

Più sfumate le contestazioni di altri rappresentanti dell’opposizioni: Roberto Puricelli ha dichiarato di “Essere d’accordo a dare una via a Gino Strada, che va ricordato non per la sua gioventù ma per quello che ha saputo fare dopo per tutti noi” ma di essere meno d’accordo”Sul togliere la strada a una persona che a suo modo, ha combattuto per il suo paese”.  Luca Boldetti ha affermato che “Senza togliere nulla a Gino Strada, Varese potrebbe avere maggiori motivi per derogare alla regola dell’intitolazione non prima dei dieci anni dalla morte per papa Giovanni Paolo Secondo per esempio, oppure il Dottor Stella, prima vittima del Covid varesina, caduta sul lavoro”. Proponendo di dedicare a Strada “Magari un parco o un giardino”.

Dalla parte della maggioranza se Luca Paris affermava che “A Gino Strada bisognerebbe dare il nobel per la pace, non una vietta” Luisa Oprandi dissente: “Non sono d’accordo nel sostituire un nome di persona con un altro, perché in città ci sono molte vie che non sono dedicate a nessuno in particolare ed è anche poco comprensibile a cosa si riferiscano. Io per esempio abito in via Mirabello, non so quanti sappiano cosa significhi il nome di questa via”

Alla fine della discussione, il consiglio si è diviso esattamente tra maggioranza e minoranza, facendo passare la mozione ma senza partecipazione condivisa. E con l’assenza voluta della consigliera Oprandi, che si è assentata al momento del voto.

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

Il web è meraviglioso finchè menti appassionate lo aggiornano di contenuti interessanti, piacevoli, utili. Io, con i miei colleghi di VareseNews, ci provo ogni giorno. Ci sosterrai? 

Abbonati a VareseNews
Pubblicato il 22 Dicembre 2021
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. carlo_colombo
    Scritto da carlo_colombo

    Mi sento in perfetta sintonia con Luisa Oprandi, che ho votato, per quanto riguarda il cambiamento del nome all’attuale via Padre Reginaldo Giuliani innanzitutto perché il suddetto anche se “fascista”, e chi non lo era in quel periodo, è morto sul campo di battaglia per la Patria ed inoltre, a parte il tempo prematuro (non bisogna aspettare 10 anni dalla morte della persona?), perché non scegliere altre vie o piazze che ormai non dicono nulla almeno alle nuove generazioni tipo Marsala, Parenzo, Laurana, Arbe ecc.ecc.
    Oltretutto sarebbe opportuno scegliere una zona con pochi residenti che saranno costretti a cambiare gli indirizzi su tutti i documenti e comunicarlo a tutti i fornitori.
    Valga di esempio il “casino” capitato a Chiavenna quando si voleva intitolare una via a suor Maria Laura Mainetti, uccisa da tre ragazze sataniste, quando gli abitanti, poche unità, della via soggetta al cambio hanno lamentato disagi per variare l’indirizzo delle utenze.

Segnala Errore

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.