Sventata rapina al confine: i reparti speciali svizzeri arrestano quattro persone armate tra cui un ricercato

All'operazione hanno preso parte i “RIS" della polizia ticinese. Gli arrestati, tutti italiani, erano pericolosi e a bordo di un'auto dove sono state trovate anche fascette, passamontagna e guanti in lattice

Polizia cantonale

Armi in pugno, fascette e passamontagna: erano quelli delle rapine brutte al confine dove si impugnano le armi lunghe con canne segate, criminali pericolosi, tutti italiani, tra cui anche un ricercato per il clamoroso colpo al portavalori del luglio 2019 nel quale venne rapito anche il conducente del mezzo, poi trovato in Italia non distante da Arcisate ancora legato.

Rapina a Monteggio: ritrovati ad Arcisate il furgone portavalori e l’autista rapito

La polizia di Lugano stava indagando da tempo sugli strascichi lasciati da quella banda – sventrata dopo gli arresti dell’agosto 2020 – e così magistratura e polizia cantonale hanno assestato un ulteriore colpo alla banda: ieri, 9 dicembre sono stati arrestati 4 uomini a Molinazzo di Monteggio.

Si tratta di un 67enne, di un 59enne, di un 58enne e di un 53enne, tutti cittadini italiani residenti in Italia già noti alla giustizia. In quest’ambito si sottolinea che il 53enne, su cui pendeva un mandato di cattura spiccato dalla Magistratura ticinese, era ricercato per la rapina ai danni del furgone di una ditta di trasporto valori, avvenuta il 05.07.2019 a Molinazzo di Monteggio.

All’operazione hanno preso parte agenti della Gendarmeria, della Polizia giudiziaria e del Reparto interventi speciali (RIS).

Il pericoloso quartetto, intenzionato a colpire nella regione, si trovava a bordo di una vettura rubata con targhe italiane, intercettata in un parcheggio. Grazie a un intervento mirato e veloce da parte di agenti del RIS, sono stati fermati rapidamente e non si lamentano feriti.

A bordo dell’auto sono state rinvenute delle armi, dei passamontagna, delle fascette di plastica e dei guanti in lattice.

Le ipotesi di reato nei loro confronti sono di tentata rapina aggravata, atti preparatori punibili di rapina, furto d’uso e infrazione alla Legge federale sulle armi. L’inchiesta è coordinata dal Sostituto procuratore generale Moreno Capella.

Il successo dell’operazione, che ha permesso di sventare una rapina, è stato possibile grazie al dispositivo di controllo e ricerca messo in atto dalla Polizia cantonale in collaborazione con l’Amministrazione federale delle dogane nonché grazie all’intenso lavoro svolto nelle scorse settimane dagli inquirenti della Polizia giudiziaria, che ha permesso di raccogliere gli elementi necessari per giungere al fermo dei pericolosi malviventi. Al momento non saranno rilasciate ulteriori informazioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Dicembre 2021
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  1. carlo_colombo
    Scritto da carlo_colombo

    Speriamo che la Giustizia svizzera sia meno di manica larga rispetto alla nostra anche se recentemente avevo letto di qualche scarcerazione inopportuna.

  2. Scritto da lenny54

    Da come viene descritta l’operazione e’ sulla falsariga di quella di anni fa dove vennero arrestati nella stessa zona altri malviventi armati provenienti dall’Italia. L’operazione era seguita dalle segnalazioni della polizia italiana fin da Milano. E’ sempre meglio che li abbiano presi in CH, perche’ li restano per tanto tempo! In Italia uscirebbero prima!

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