Coach Nardi e il football tra Skorpions e Nazionale: “Puntare sui giovani è la carta vincente”

Intervista al direttore tecnico della squadra varesina di football americano che è stato chiamato come assistente allenatore anche in Azzurro

giorgio nardi skorpions varese

Chi ha dimestichezza con il mondo del football americano, sicuramente conoscerà Giorgio Nardi (foto Robby Marcellini). Varesino, grande giocatore con Skorpions, Rhinos e Frogs, tre volte campione d’Italia oltre che linebacker per anni con la maglia della Nazionale. Oggi è il responsabile tecnico degli Skorpions e – da pochi giorni – uno degli allenatori difensivi dell’Italia Under 19.

Una “convocazione” che evidenzia l’ottimo lavoro che coach Nardi e i suoi collaboratori stanno svolgendo con le giovanili della squadra varesina di football americano. Non solo l’obiettivo di far crescere i giovani, ma anche dare una prospettiva futura alla disciplina che, come molte altre, ha subito l’impatto con il Covid.

Coach Nardi, come si è avvicinato al football americano e qual è stato il suo percorso?

Tutto è nato nel 1983, anno della fondazione degli Skorpions. Per me era l’anno della maturità, c’erano in giro per la città dei volantini e ho deciso di provare. Ho giocato a Varese fino al ’90 poi mi hanno acquistato i Rhinos di Milano, assieme ad altri compagni, e in quell’anno abbiamo vinto il campionato. Nel ’91 la squadra si è sciolta e siamo andati tutti ai Frogs di Legnano, dove ho giocato fino a fine carriera vincendo altri due campionati, nel ’94 e ’95, oltre alla Coppa Italia nel ’92. Ho vestito la maglia della nazionale dal ’90 al ’97 giocando due europei nel ’93 e ’95, entrambi persi con la Finlandia. Nel ’95 ho vinto il titolo di Mvp difensivo sia semifinale, sia in finale.

E com’è stato il ritorno agli Skorpions?

Da allenatore ho iniziato sempre negli Skorpions quando c’era la Winter League, poi il lavoro mi ha portato ad Arco di Trento e quando sono tornato ho seguito un po’ la pallavolo. Nel 2012 sono tornato a seguire dal vivo una partita e il presidente Mangano mi ha chiesto di riprendere ad allenare. Ho deciso di accettare ma ho chiesto di lavorare per i giovani. Sono responsabile tecnico da allora. Stiamo portando avanti un lavoro mirato con gli altri allenatori Enzo Petrillo, Maurizio di Gennaro, Marianna Tessera e Marco Santagostino che sta dando buoni frutti.

skorpions giorgio nardi

Da pochi giorni è stato chiamato come allenatore della difesa della Nazionale Under 19. Come è arrivata questa “convocazione”?

L’allenatore dell’Under Giorgio Longhi mi ha contattato per seguire la difesa e più in particolare i linebacker. Ci conosciamo da anni, abbiamo giocato spesso contro, visto che lui era un running back.

Per lei è un ritorno in nazionale. Cosa si prova ad indossare l’azzurro sotto un’altra veste?

Per me significa molto perché lo vedo come un riconoscimento per il lavoro che stiamo facendo a Varese e fa ancora più piacere sapendo la fatica economica e fisica che serve per portare avanti il progetto. È senza dubbio il riconoscimento di anni di impegno quotidiano. Dal punto di vista personale mi piace lavorare con i giovani ed è bello farlo a livello nazionale.

Quali devono essere le caratteristiche di un bravo linebacker?

Da quando giocavo a ora il football è cambiato tantissimo: ora è molto più atletico, prima era più maschio. I giocatori in campo variano in base agli schemi di lancio o di corsa. I linebacker devono essere più tecnici, veloci ed eclettici perché devono difendere su corse o lanci e avere spirito di adattamento.

Come valuta il football americano in Italia attualmente?

La nazionale ha vinto gli europei e questo ha dato una grossa spinta, anche se il movimento lo vedo in p0’ in crisi. Il Covid non ha aiutato: servono tanti giocatori e tanti soldi, oltre a tanta gente che lavora. Gli Skorpions sotto questo punto di vista aiutano a capire che si può tornare a crescere solo lavorando con i giovani. Mi auguro che le società decidano di investire sulle giovanili e non spendendo soldi dove non serve. Bisogna avere pazienza per aspettare i risultati.

L’anno scorso agli Skorpions è arrivato un allenatore di grande caratura come Nick Holt. Come siete arrivati a lui?

Negli anni scorsi abbiamo ci siamo avvicinati a George Contreras per portare avanti un progetto almeno di tre anni. Dopo il primo anno, nel corso del secondo è arrivata la pandemia che ha fermato tutto. George voleva tornare ma la mamma anziana non gliel’ha permesso. Ci ha fatto il nome di Nick Holt e quando siamo andati a vedere il suo curriculum ci sembrava fin troppo per la nostra realtà perché ha vinto finali universitarie e dalle sue mani sono passati tanti giocatori della Nfl. Era stanco di fare questa vita così stressante, le sue soddisfazioni se le era prese e voleva venire ad allenare in Italia.

skorpions giorgio nardi
foto Stefano Sciacca

Com’è stato lavorare con un coach che ha allenato per anni nel mondo universitario statunitense?

Holt è arrivato carico di entusiasmo, con la moglie che è una dinamite, oltre a essere tra le prime 10 al mondo di crossfit. Ci ha fatto fare un salto di qualità nel farci capire quanto è importante l’organizzazione sportiva. La scaletta del pregame è scansionata al minuto e i giocatori così arrivano concentrati al massimo. La cosa che lo ha colpito di più è stato l’entusiasmo dei ragazzi che giocano dopo aver lavorato tutto il giorno e senza ritorno economico. Stiamo applicando la sua metodologia anche alle categorie giovanili. Ci ha reso consapevoli nei nostri . Tornerà il primo febbraio, inizio campionato verso l’inizio di marzo.

Con l’Under 18 state facendo un’ottima stagione

Il lavoro decennale che stiamo facendo sui giovani ci permette di toglierci delle soddisfazioni. Giocheremo domenica (16 gennaio ore 14.30 a Vedano Olona al campo di via Volta, ndr) la semifinale del campionato contro i Lions Bergamo e in palio c’è l’ingresso in finale. Siamo favoriti e questo mi spaventa, oltre al Covid. La squadra è fortissima in tutti i ruoli ma abbiamo un giocatore per ruolo e ho paura in qualche positività che potrebbe toglierci giocatori. Con la rosa completa non rimpiangerei nulla, spero di non avere brutte sorprese. Mi piacerebbe chiudere un cerchio. Nell’altra semifinale ci sono Parma e Guelfi di Firenze e a questo punto sono tutte squadre forti. Stiamo facendo vivere i ragazzi in una bolla

Tutto sui giovani, quindi?

Questa è la politica che portiamo avanti e che ci sta pagando. Vogliamo fare crescere i ragazzi e cerchiamo di coinvolgerli anche con eventi ed esperienze che possano ricordare. Per questo organizziamo anche il Seven Lake, un torneo di flag giovanile con squadre da tutta Europa e che quest’anno vedrà partecipare sarà anche un’americana. Tre anni fa abbiamo fatto un viaggio negli Stati Uniti e abbiamo avuto il privilegio con i nostri ragazzi di giocare in uno stadio Nfl nell’intervallo di una partita. Due di questi ragazzi stanno facendo esperienza alla Nfl Academy a Londra: Filippo Petrillo e Andrea Volonnino, entrambi ricevitori. Cerchiamo di far fare loro esperienze nuove che li facciano crescere.

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 15 Gennaio 2022
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