Lo spaccio colpisce anche i boschi tra Albizzate e Jerago, si intensificano i pattugliamenti dei carabinieri

Lo smercio di stupefacenti nei boschi colpisce tutta la provincia ed è l’ultimo ingranaggio del più esteso meccanismo del traffico di droga

boschi albizzate

L’area boschiva al confine tra i comuni di Albizzate, Sumirago e Jerago con Orago è da qualche tempo presa di mira dagli spacciatori che, così come in altre zone della provincia, adottano la tecnica del “mordi e fuggi” per condurre lo smercio illecito di stupefacenti.

In molti, già dagli scorsi mesi, hanno notato la presenza di un via vai sospetto nei pressi delle vie Montello e via Menzago con tutta evidenza già noto anche alle forze dell’ordine che a più riprese effettuano controlli e pattugliamenti su tutta la zona.

Proprio sul finire della scorsa settimana è stato fermato dai carabinieri anche un uomo che aveva tentato la fuga nei pressi dell’area boschiva, un’operazione che evidentemente rientra nei servizi mirati alla repressione del fenomeno di spaccio messo in campo dal comando albizzatese.

Lo spaccio boschivo rientra in un fenomeno particolarmente complesso da contrastare proprio per le caratteristiche con cui si svolge. Varesenews lo ha raccontato a più riprese in seguito alle operazioni messe in campo dalla forze dell’ordine praticamente ad ogni latitudine del territorio provinciale: dai boschi della Valcuvia a quelli a cavallo con il milanese.

Lo smercio di stupefacenti nei boschi è l’ultimo ingranaggio del più esteso meccanismo del traffico di droga. Viene svolto per lo più da personaggi ai margini, gente che da perdere ha poco o nulla. Svolgono l’attività illegale spostandosi di bosco in bosco a seconda delle zone con le caratteristiche più adatte.

La propria clientela li segue attraverso messaggini che rimbalzano tra whatsapp, Telegram o i semplici sms, su numeri e utenze che cambiano di continuo. Gli spacciatori si spostano in una zona, dove solitamente rimangono per poche ore, e lanciano l’appuntamento per il ritiro in prossimità di un segnale che di solito viene lasciato a bordo strada: può essere un segno a vernice, uno straccio colorato o qualunque altro segno distintivo.

I clienti si fermano in quel punto, dal bosco esce uno degli spacciatori che consegna la merce, e poi nel giro di breve tempo svaniscono.

Le forze dell’ordine possono intervenire con più incisività quando alcuni luoghi diventano particolarmente frequentati, a volte addirittura con bivacchi più stanziali. Sono molte le operazioni condotte in questi anni dalle forze dell’ordine. Più difficile l’intervento quando gli episodi sono più veloci e sporadici, come sembrerebbe ad Albizzate, ma anche qui i pattugliamenti dei carabinieri proseguono quotidianamente e producono comunque un effetto di dissuasione.

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 12 Gennaio 2022
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Commenti

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  1. Castegnatese ora Insu
    Scritto da Castegnatese ora Insu

    fenomeno che va avanti da anni e che si espande sempre di più.
    non sarebbe il caso di mandare l’esercito a compiere rastrellamenti nei boschi ?

    arresti ed immediate espulsioni !!!

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