L’ultimo saluto ad Antonella Benetatos: “Il dono più bello che ci lascia è il suo sorriso”

Non solo non bastava la chiesa, ma non bastava nemmeno il sagrato dell’abbazia di san Donato per contenere quanti si sono riuniti per dare l’ultimo saluto all'imprenditrice

Funerali Antonella Benetatos

Non solo non bastava la chiesa, ma non bastava nemmeno il sagrato dell’abbazia di san Donato a Sesto Calende per contenere quanti si sono riuniti per dare l’ultimo saluto ad Antonella Benetatos, imprenditrice e benefattrice amatissima nel comune dove risiedeva, e molto conosciuta a Gallarate, dove è nata e ha trascorso la giovinezza, e a Carbonate, dove ha sede l’azienda di famiglia, la Tecnofibra.

Sesto Calende e Carbonate piangono l’imprenditrice Antonella Benetatos

Oltre alle persone che riempivano chiesa e sagrato, decine di altri partecipanti hanno infatti assistito alla funzione sul marciapiede dalla parte opposta alla strada provinciale che passa davanti alla chiesa, pur di mostrare vicinanza e sostegno alla sua famiglia.

Con loro c’erano anche il corpo volontari ambulanza di Angera, una rappresentanza della stazione locale dei carabinieri, la polizia locale e altre autorità, tra cui il consigliere regionale Marco Colombo, già sindaco di Sesto Calende.

«Io so che oltre alla tristezza e al dolore, in questo caso c’è anche la rabbia: se ascoltiamo i nostri cuori la proviamo dentro di noi – ha ammesso don Giorgio Longo nell’omelia – Perchè c’è un punto interrogativo che ci schiaccia davanti a questa morte, che dobbiamo affrontare. Qui non siamo venuti solo per salutare per l’ultima volta qualcuno, ma per affidare alla comunità la mamma Michaela, la sorella Alessandra, il marito Marco, i figli Alice e Nikos: Questa non è una commemorazione, è un affidamento. Antonella non e piu con noi fisicamente ma c’è, e dobbiamo far sentire alla famiglia questa vicinanza: l’amore infatti è l’unica medicina che può sanare questa perdita».

Un sentimento, quello della perdita, che pervadeva non solo i suoi parenti piu stretti, ma anche le tante persone che hanno partecipato in lacrime alla funzione, nel ricordo della donna ancora giovane, strappata a una vita professionalmente di successo e incredibilmente piena d’amore nel privato: «Quando sono andato a casa sua negli ultimi giorni ho visto una donna straordinariamente legata alla vita – ha aggiunto don Giorgio – Aveva un vero amore per la vita. E il dono più bello che lascia a tutti noi è il suo sorriso».

Un sorriso pieno d’amore:  «Troppo spesso noi abbiamo vergogna ad ammettere che sappiamo amare: lei non aveva questa vergogna – ha ricordato don Giuseppe, il sacerdote di Lecco che ha sposato 25 anni fa Marco e Antonella e che li conosce da decenni – Antonella viveva nella speranza, e chi vive nella speranza vive nella vera gioia come ha fatto lei».

L’amico sacerdote ha concluso rivolgendosi direttamente a lei: «Hai combattuto per 20 anni la malattia in modo indipendente e senza pesare su nessuno: grazie Antonella per la tua vita coraggiosa e piena di gioia. Non è finita qui».

Un futuro tratteggiato anche nelle ultime parole del marito Marco che ha detto, a conclusione della cerimonia; «Eri una donna bellissima, soprattutto quando mettevi il tuo rossetto rosso, eri una moglie innamorata, una madre fantastica, una donna con il cuore in mano che ha lasciato il segno in tutti, senza giudicare nessuno. E ora, nello stesso momento in cui ti salutiamo, qualcuno molto lontano da qui sta piantando un albero in tuo onore».

Il suo corpo ora riposa accanto a suo padre, nella cappella di famiglia, proprio di fronte all’abbazia.

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 03 Gennaio 2022
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