Sequestrati 110 milioni di euro al consorzio Sgai, proprietario della Pro Patria

A novembre il consorzio ha acquistato la società bustocca e dopo pochi giorni è stato arrestato il presidente Galloro, oggi il sequestro. Avrebbero ottenuto e monetizzato crediti d'imposta per lavori mai eseguiti

consorzio sgai

Nuova pesante tegola e conseguente ombra sul consorzio Sgai di Napoli, recentemente diventato proprietario del 90% delle quote della società calcistica di Busto Arsizio, Aurora Pro Patria 1919.  Per delega del Procuratore della Repubblica distrettuale di Napoli la Guardia di Finanza comunica di aver eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza richiesto nella fase delle indagini preliminari, riguardante circa 110 milioni di euro di crediti d’imposta relativi al cosiddetto “Superbonus 110%”, nei confronti del Consorzio operante nel settore.

A novembre 2021 era stato arrestato il 48enne Roberto Galloro, presidente del consorzio, nell’ambito di un’altra inchiesta che riguardava una presunta maxi-truffa nel settore energetico.

In manette il presidente del consorzio Sgai, nuovo proprietario della Pro Patria

Perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti nei confronti di altri soggetti che sarebbero, a vario titolo, coinvolti nell’attività finita sotto la lente di ingrandimento della Procura. In totale sono state eseguite attività di perquisizione e sequestro presso le residenze di 21 persone fisiche, le sedi di 3 enti/società nonché sequestri preventivi di crediti presso 16 soggetti (istituti finanziari, società e persone fisiche).

L’attività trae origine da un’analisi di rischio sviluppata dall’Agenzia delle Entrate – Divisione Contribuenti – Settore Contrasto Illeciti sulla spettanza del bonus in materia edilizia previsto dal Decreto “Rilancio” (D.L. 34/2020); si tratta come è noto di un beneficio fiscale riconosciuto nella misura del 110% dell’ammontare delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, finalizzati a mettere in sicurezza gli immobili dal rischio sismico nonché migliorarne il rendimento energetico. Il beneficio riconosciuto dalla legge consiste nella detrazione fiscale, ovvero nella possibilità di utilizzare, ai sensi dell’art. 121 del Decreto “Rilancio”, un credito d’imposta pari al 110%, cedibile a terzi e quindi monetizzabile.

Sulla base delle risultanze dell’analisi dell’Agenzia delle Entrate, gli accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria di Napoli al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria alla stessa sede avrebbero fatto emergere un sistema fraudolento che agiva attraverso una rete di procacciatori, proponendosi nei confronti di privati cittadini interessati a effettuare i lavori rientranti nell’applicazione del superbonus, facendo stipulare loro dei contratti per “appalto lavori con cessione del credito d’imposta” e chiedendo la consegna della documentazione necessaria, salvo interrompere subito dopo i rapporti ovvero eseguire solo attività di carattere burocratico.

Basta leggere i commenti ai vari post sulla loro pagina facebook dove moltissimi clienti lamentano il fatto che, nonostante i contratti stipulati anche più di un anno fa, i lavori non siano ancora partiti.

Ricevuti i contratti, il Consorzio avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei privati committenti in cui si faceva riferimento a uno stato di avanzamento lavori per una percentuale non inferiore al 30% (percentuale minima richiesta per vantare la cessione del credito d’imposta). Solo a seguito di richiesta di informazioni da parte di alcuni Reparti del Corpo, i soggetti privati riscontravano nel loro cassetto fiscale la presenza delle suddette fatture, che sarebbero state emesse a fronte di lavori mai eseguiti, cui erano correlate successive cessioni di crediti a favore del Consorzio, precedute dalla comunicazione dei commercialisti che avrebbero apposto il visto di conformità.

Le prescritte asseverazioni tecniche sui lavori svolti dal Consorzio, che sarebbero state rilasciate da professionisti abilitati, presentavano rilevanti anomalie, evidenziate dalla competente Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA).

Il Consorzio, operando in questo modo avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni di euro di crediti d’imposta, accumulati a partire dal mese di dicembre 2020, poi ceduti a intermediari finanziari e ottenendone la monetizzazione, per un importo di oltre 83 milioni di euro.

Al fine di contrastare ed arginare l’attività delittuosa sopra descritta, la Procura della Repubblica di Napoli sezione di criminalità economica ha richiesto ed ottenuto la misura cautelare d’urgenza, eseguita con i correlati decreti di perquisizione e sequestro così da interrompere la circolazione dei crediti, individuare i responsabili e consentire agli ignari cittadini coinvolti di adottare iniziative legali a propria tutela.

Le attività di polizia giudiziaria, eseguite nei confronti del Consorzio e dei relativi membri del consiglio di amministrazione, dei cessionari finali dei crediti, degli intermediari nonché dei professionisti che avrebbero rilasciato le asseverazioni o il visto di conformità, hanno interessato le regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto e sono state svolte anche con il contributo dei Reparti della Guardia di Finanza dislocati nelle rispettive sedi.

IL NO COMMENT DI PATRIZIA TESTA

L’ex-presidentessa del club bustocco Patrizia Testa, oggi consigliera comunale della lista Antonelli, non commenta le notizie diffuse in merito al consorzio a cui ha venduto le quote della società ma specifica: «Entro il 31 gennaio devono verificarsi una serie di cose che sono state richieste in sede di atto notarile. Se queste non si verificheranno ci saranno delle azioni conseguenti. Di più, ora, non posso dire»

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 19 Gennaio 2022
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