Un anno e 4 mesi per l’omicidio stradale dell’anziana fra la Rasa di Varese e Sant’Ambrogio

I fatti nel 2017: un neopatentato in aula racconta: “Sono stato abbagliato, non stavo usando il cellulare”. La donna, 87 anni, è deceduta dopo 20 giorni

controllo vigili polizia locale di varese per coronavirus

«Sono stato abbagliato da una lama di luce, appena è successo ho staccato il piede dall’acceleratore e ho frenato. Solo allora mi sono reso conto della tragedia».

Investire un’anziana a 18 anni, con la patente presa quattro mesi prima. È successo fra Sant’Ambrogio e la Rasa nel l’inverno del 2017 quando un ragazzo allora diciottenne non si è accorto dell’anziana e l’ha travolta: almeno questa è l’accusa (siamo al primo gradi di giudizio) che ha fatto decidere il Collegio presieduto dal giudice Andrea Crema per una condanna a un anno e 4 mesi con sospensione condizionale della pena e non menzione a fonte dei 4 anni richiesti dal pubblico ministero Lorenzo Dalla Palma per omicidio stradale.

«Quella mattina di gennaio 2017 mi sono preparato per uscire dalla mia casa a circa 300 metri dalla tragedia. Alla fine della Via Vico, allo stop ho svoltato a sinistra sulla via Virgilio e non appena immessomi ho cominciato ad andare pianissimo perché era sabato ed è una zona molto trafficata. Avevo notato sulla destra vicino a una banca una macchina parcheggiata vicino alla fermata del pullman: mi sono spostato sulla sinistra e ho continuato a proseguire è una volta giunto a 3-4 metri dalle strisce e sono stato abbagliato da un fascio luminoso che mi ha fatto frenare e nel
momento in cui ho iniziato a frenare mi sono accorto di un forte impatto sulla parte anteriore destra della macchina e subito dopo quando sono sceso mi sono reso conto di quanto successo».

L’anziana, classe 1930, rimane a terra, viene chiamata l’ambulanza e arrivano i vigili: è grave. Dopo venti giorni il decesso. L’auto, una Polo Cross di bassa cilindrata, non aveva sistema di frenata “abs“.

«Dopo la morte della donna ho voluto rimanere vicino ai parenti e mi sono sentito di andare al funerale della donna. Ero sconvolto dall’accaduto», ha ricordato il ragazzo, imputato, durante le dichiarazioni rese alla corte prima della discussione e della decisione del giudice.

«Ora dovremo aspettare 45 giorni per le motivazioni della sentenza, anche in ambito medico non ritengo si sia arrivati alla prova di un nesso eziologico fra causa ed evento morte», ha commentato il legale del giovane avvocato Cristian Silipo che ha parlato di «esito congruo», per la decisione, sebbene siano da attendere i ragionamenti tecnico giuridici elaborati dal Collegio. «Inoltre non è stata raggiunta la prova in ordine al fatto che il conducente stesse usando cellulare al momento dei fatti: poteva esserci una connessione alla rete attiva, come spesso accade per ogni smartphone, ma non è assolutamente provato che il mio cliente lo stesse usando in quel momento. Siamo di fronte a una tragica fatalità».

Durante le fasi istruttorie del procedimento in aula vene escusso come teste anche il comandante della polizia locale di Varese Matteo Ferrario.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 20 Gennaio 2022
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Commenti

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  1. Ela
    Scritto da Ela

    Il ragazzo ha ragione! E’ successa anche a me questa cosa. D’inverno il sole è molto basso ed all’altezza del ex Bar Binetti, in prossimità delle strisce, fino a pochi giorni fa ti colpiva una luce molto forte. I pedoni che stavano attraversando si sono spaventati, ho frenato all’ultimo momento.
    Fortuna che andavo piano….Mi spiace moltissimo per la Signora deceduta e non conosco neppure il ragazzo ma ha ragione!

  2. Scritto da Viacolvento

    Sentenza 17390/18 della Cassazione: “In tema di circolazione stradale, l’abbagliamento da raggi solari del conducente di un automezzo non integra un caso fortuito e, pertanto, non esclude la penale responsabilità per i danni che ne siano derivati alle persone. In una tale situazione (di abbagliamento) il conducente è tenuto a ridurre la velocità e anche ad interrompere la marcia”

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