Il consiglio regionale approva il piano strategico operativo per affrontare una pandemia influenzale

Il documento di 78 pagine, stabilisce ruoli, procedure, pianificazione ma anche comunicazione

coronavirus tamponi

Il consiglio regionale della Lombardia ha adottato all’unanimità il Piano Strategico Operativo regionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale.
Il documento di 78 pagine prevede un elenco di azioni di pianificazione, la definizione puntuale del chi fa/che cosa nelle diverse fasi (interpandemica, allerta, pandemia), un coordinamento del Sistema di sorveglianza regionale e l’istituzione del Comitato pandemico, la previsione, in raccordo con il livello nazionale, di una scorta di DPI e DM essenziali da mettere a disposizione dei territori colpiti da improvvise crisi pandemiche; la possibilità di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per elaborare e disegnare scenari futuri” e la previsione di momenti di formazione continua ed innovativa per il personale di ogni azienda territoriale.

Il piano regionale, che traduce a livello locale le indicazioni del Piano Nazionale sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità così come recepite dal Ministero della Salute, prevede la realizzazione di Piani Operativi Locali a cura delle ATS e delle strutture di ricovero e cura e delle UDO sociosanitarie. Tali piani locali dovranno rispondere ad alcuni criteri: aspetti operativi generali, la catena di comando, azioni chiave, formazione.

Centrale il ruolo del Comitato pandemico, presieduto dal Presidente di Regione Lombardia e coordinato dall’Assessore al Welfare. Il Comitato Pandemico, composto da due nuclei, nucleo sanitario e nucleo non-sanitario, si riunisce due volte l’anno nei mesi di marzo e settembre per la condivisione dell’attività di sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil-influenzali e virologica dell’influenza nonché per la sorveglianza delle malattie infettive che spetta ai Direttori Sanitari di ATS/ASST/IRCCS. Nell’incontro di marzo, con l’apporto dell’Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene evidenziato lo stato di applicazione del Piano. Nella riunione di settembre – anche in previsione dell’epidemia influenzale – il Comitato si riunisce in “versione aperta”, con la partecipazione di ulteriori istituzioni o articolazioni regionali.

Affianca il Comitato, la “Task Force Regionale”, struttura organizzativa attivata formalmente dalla Direzione Generale Welfare al momento della dichiarazione della fase di allerta pandemica. Nella Task Force, oltre alle figure sanitarie/organizzative, lavorano un funzionario di raccordo nazionale (Ministero della Salute) e uno di raccordo internazionale (Organizzazione Mondiale della Salute); un coordinatore della comunicazione verso i cittadini, esperti invitati direttamente dal coordinatore della Task force.

«Dotarsi di un piano antinfluenzale, adempiendo a quello che era un obbligo di legge, non giustifica il fatto che Regione Lombardia non abbia una legge che disciplini le modalità di accreditamento e contrattualizzazione dei privati, in ambito di sanità. Tale legislazione è presente da anni in diverse regioni d’Italia, mentre in Lombardia abbiamo solo tante e confuse delibere di Giunta. Sembrerebbe che la maggioranza voglia impegnare il Consiglio regionale in attività diverse, rispetto alle reali necessità della legislazione». Così il Consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Marco Fumagalli, in seguito al voto all’unanimità del Consiglio regionale della Lombardia in relazione al piano strategico e operativo regionale di preparazione e risposta a una eventuale pandemia influenzale.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Maggio 2022
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