Una festa con guardie e spalloni per la panchina gigante di Saltrio

La panchina è la numero 208 del registro di Big Bench Community Project, e la prima della provincia di Varese

Saltrio - L'inaugurazione della big bench - foto di Andrea Ostoni

(foto di Andrea Ostoni) – Dopo il rinvio della scorsa settimana a causa del maltempo, si è svolta ieri pomeriggio a Saltrio l’inaugurazione della big bench posizionata dagli Amici del Monte Orsa poco sopra la Cava Salnova e a poca distanza dalla Cava Brusada recuperata e valorizzata dall’associazione nel 2019.

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Tantissimi i partecipanti al taglio del nastro, per una domenica di festa arricchita dalla presenza di figuranti in costumi d’epoca, spalloni e guardie di confine, che nel bosco hanno rievocato storie del contrabbando tra Italia e Svizzera ma anche la storia della Linea Cadorna. Commovente l’incontro lungo il sentiero con la storia di Liliana Segre, che proprio in questi boschi cercò insieme al papà la salvezza dalle persecuzioni razziali. Presenti anche i divulgatori di Naturalis Insubria, e don Eugenio che ha benedetto la nuova opera.

La bella passeggiata verso la panchina gigante si è aperta al Mamo – il parco museo all’aperto del Monte Orsa – all’ombra della riproduzione in scala reale  del Saltriosauro con una spiegazione dei fossili ritrovati nella zona, ma anche di flora e fauna del luogo e una visita alla ricostruzione della Linea Cadorna.

All’inaugurazione hanno partecipato anche Barbara Segino e Gianni Montanari, “ambassador” di Big Bench Community Project, che hanno illustrato il progetto internazionale in cui rientra la panchina gigante di Saltrio, una rete di panchine creata dal designer statunitense  Chris Bangle per sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui si trovano queste installazioni fuori scala. Quella di Saltrio, la numero 208 del registro ufficiale del progetto, è la prima posata in provincia di Varese.

Claudio Gavarini dell’associazione Amici del Monte Orsa ha spiegato la scelta dei colori per la panchina: “Bianco è il colore della luce e della purezza, rosso il colore del sangue e dell’amore, ma il bianco e il rosso sono stati scelti anche perché sono i colori della provincia di Varese e della bandiera della Svizzera che è a un passo da qui».

E a riprova della vicinanza e delle interconnessioni tra questo lembo d’Italia e la vicinissima Svizzera, nel corso della giornata inaugurale si è svolta anche una delle letture del progetto teatrale “Vasi Comunicanti” che proprio ieri ha vissuto la sua giornata conclusiva. Un progetto che per una settimana ha unito le comunità di Clivio e Saltrio, a quelle ticinesi di Besazio, Tremona e Arzo.

Tra le iniziative per  la giornata, preparata con grande cura dall’Associazione Amici del Monte Orsa, anche la posa nuovo sentiero naturalistico, con dipinti realizzato da Luciana Bernasconi e Angela Cassano su lastre di pietra di Saltrio: scoiattoli, lepri, cervi, cinghiali e tassi, gli abitanti di questi boschi. Insieme alla grande panchina un nuovo punto di interesse tra i tanti che l’associazione di Saltrio ha realizzato in questi anni, con l’obiettivo di rendere sempre più attrattiva questa zona della Valceresio, vocata al turismo lento e al turismo sportivo all’interno del sito Unesco del Monte San Giorgio.

«Questa panchina è grande, perché anche i grandi sedendosi possano provare la sensazione che provano i bambini quando si siedono per una panchina che di solito è grande per loro. L’augurio che vorrei fare ad Amo e a tutti voi è che si sia sempre capaci di tornare bambini con il cuore e con gli occhi che guardano questo paesaggio bellissimo – ha detto il sindaco Maurizio Zanuso  prima del taglio del nastro – Grazie ad Amo e a tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto. Grazie per questo lavoro e per l’amore che ci avete messo».

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Pubblicato il 16 Maggio 2022
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