Luca Spada lancia “Dinamo”, una nuova avventura imprenditoriale dedicata a chi vive per lo sport

Dall'alimentazione ai viaggi, dalle attrezzature alla cura del proprio corpo: il fondatore di Eolo ha dato vita a un nuovo progetto tutto varesino dedicato agli "amatori maturi" che fanno dello sport un modo di vita

luca spada

In attesa di raggiungere la carovana del Giro d’Italia per l’ultima settimana di corsa, l’agenda di Luca Spada – il fondatore e presidente di Eolo – resta molto fitta, ma prevede ugualmente qualche spazio per un allenamento in bicicletta. L’imprenditore di Morosolo, del resto, è uno sportivo a tutto tondo e in un certo senso è il cliente ideale di… se stesso e della nuova avventura lavorativa che lo vede coinvolto. In questi giorni infatti Spada ha iniziato a togliere i veli a “Dinamo”, un nuovo progetto nel quale lo sport praticato sarà al centro di un universo più vasto che comprende diverse aree di intervento.

Nei primi “lanci” sui canali social abbiamo visto il nome “Dinamo” associato soprattutto ad alcuni integratori alimentari. Sappiamo però che il progetto è molto più vasto: cosa comprende nel dettaglio?

«Proprio così. Quello che stiamo lanciando in questi giorni è una delle quattro linee che compongono il progetto “Dinamo”, quella che chiamiamo “Nutrition”. Un’area dove intendiamo offrire prodotti al 100% naturali, realizzati interamente in Italia con materie prime di alta qualità e senza ingredienti chimici. Gli altri tre “pilastri” del progetto sono quelli che chiamiamo “Equipment”, “Travel” e “Care”.

Fino a oggi eravate presenti sul mercato degli integratori alimentari con il marchio “Kratos”. Un’esperienza che vi è servita per compiere un ulteriore passo in avanti?

«Sì, senza dubbio: oggi i prodotti della gamma Kratos confluiscono all’interno di “Dinamo” ma il nuovo marchio offrirà anche altre referenze come quelle legate alla cosmetica e alla cura della persona. Kratos rimarrà come unità produttiva per il comparto degli integratori alimentari con il nostro stabilimento di Busto Arsizio. La scelta di produrre in Italia, e in provincia di Varese, è ben precisa e ponderata: sono molto pochi i marchi che realizzano questi tipi di prodotti nel nostro Paese e non all’estero. Qui i costi sono più alti, non tanto per la manodopera quanto soprattutto per una legislazione alimentare molto più stringente rispetto alle altre nazioni. I controlli, le certificazioni, le analisi da effettuare sono molto più approfondite e ciò causa un aumento dei costi; allo stesso tempo però i prodotti finiti “made in Italy” danno grandi garanzie. Gli integratori “Dinamo” sono, tra l’altro, gli unici realizzati in provincia di Varese».

Veniamo al resto del progetto “Dinamo”. Partiamo dall’area travel.

«Diciamo subito che tutto il progetto è destinato a un target di sportivi che io definisco “amatori maturi”, persone cioè che fanno dello sport uno stile di vita, lo praticano con continuità, hanno imparato a stare bene con il proprio fisico e amano avere a disposizione attrezzature, allenatori, alimenti ed esperienze di qualità. Con l’area “Travel” abbiamo intenzione di creare pacchetti “tutto incluso” che permettano a questi sportivi di vivere esperienze uniche: porteremo i clienti in zone selezionate dove – pensando al ciclismo – ci sono percorsi adeguati, ben tenuti, magari anche storici perché hanno ospitato grandi gare. All’interno del pacchetto saranno compresi i breafing prima dell’uscita, i meccanici per sistemare le biciclette, un’ammiraglia che segue gli sportivi lungo il percorso, un campione di oggi o del passato che accompagna i clienti durante l’allenamento. E ancora, prevediamo spazi e attività per coniugi e figli che accompagnano queste persone ma che non intendono aderire alla parte sportiva della vacanza. La nostra speranza è di lanciare “Dinamo Travel” in autunno con i primi pacchetti da sottoporre ai potenziali clienti».

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Il marchio “Dinamo” sulla divisa di Diego Rosa della Eolo-Kometa al Giro d’Italia

Anche le aree “equipment” e “care” sono strettamente legate a questo target di clienti.

«Con la parte “equipment” intendiamo selezionare attrezzature, strumentazioni e vestiario di altissima gamma: saranno commercializzati con il marchio “Dinamo” oppure con quelli di aziende che lavoreranno con noi. Il principio è lo stesso: forniamo a uno sportivo maturo il meglio che c’è sul mercato così da accompagnarlo senza preoccupazioni durante la performance sportiva. Chi acquisterà i nostri pacchetti turistici avrà anche l’occasione di provare sul campo attrezzature e capi d’abbigliamento: se ne sarà soddisfatto li potrà comprare. L’area “care” coinvolge invece alcuni professionisti sia nel campo della salute sia in quello dell’allenamento: a questo ambito ci si rivolgerà per evitare infortuni, per recuperare da precedenti malanni o per ottimizzare il proprio programma di allenamenti. Un embrione di questo progetto è già stato presentato qualche tempo fa a “Casa Eolo” a Besozzo: in quel caso la disciplina coinvolta era quella del trail running».

Chi c’è accanto a lei, a livello imprenditoriale, nel progetto “Dinamo”?

«Si tratta di una start-up praticamente familiare e tutta varesina. Accanto a me ho mia moglie Tiziana che è molto coinvolta, mentre in società insieme a noi c’è la famiglia Ballerio, Rinaldo (presidente di Elmec ndr) e i suoi fratelli».

Quali obiettivi vi siete dati per “Dinamo”?

«Dal punto di vista economico abbiamo naturalmente pensato a un obiettivo di fatturato, anche se come ho detto siamo una start-up che andrà valutata nel tempo. “Dinamo” naturalmente dovrà sostenersi e camminare con le sue gambe da questo punto di vista. L’obiettivo che invece ho ben chiaro dal lato dei nostri clienti è quello che ho raccontato prima: dare un servizio di alto livello a quegli sportivi “amatori maturi”».

In Italia ci sono già esperienze di questo genere? Vi siete ispirati ad altri servizi simili?

«No, che io sappia “Dinamo” è la prima a offrire questo genere di servizi sotto un unico marchio. Ci sono naturalmente offerte legate a questa o a quella area, ci sono aziende che anche a livello “travel” forniscono queste possibilità a spot, per certi eventi, ma senza la continuità che pensiamo di dare noi».

Chiudiamo con un riferimento al Giro d’Italia dove “Dinamo” è già presente sui calzoncini dei corridori della Eolo-Kometa e, soprattutto, con un camion-cucina che rappresenta una ulteriore novità nella corsa rosa.

«Il nostro kitchen-truck è a disposizione dei corridori della Eolo-Kometa e il motivo è presto detto. Gli alberghi che ospitano i corridori durante il Giro offrono servizi di colazione e cena a buffet in base ai programmi del loro personale. Noi abbiamo deciso di preparare i pasti nella nostra cucina viaggiante: in questo modo ogni corridore ha il proprio piatto, adatto alle esigenze personali di ciascuno sia in termine di quantità sia di nutrienti. Nelle grandi corse a tappe è necessario curare anche i dettagli e l’alimentazione è una parte fondamentale nella vita degli atleti».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 19 Maggio 2022
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