Il parco (dimenticato) delle Rimembranze di Busto Arsizio rinasce grazie a 91 studenti e 2 prof.

Il progetto di rigenerazione è stato realizzato da alcune classi dell'Istituto Verri e delle scuole medie De Amicis ed è stato chiamato Busto Revolution. Tutto è partito dall'idea di Alessandro che si definisce "portavoce" delle idee di comunità

progetto parco rimembranze busto arsizio

Sapevate che nel parco delle Rimembranze di Busto Arsizio si ricordano i 327 caduti bustocchi della Prima Guerra Mondiale? Sapevate che ad ogni caduto dovrebbe corrispondere un albero di quelli presenti nei 19 mila metri quadri di parco? E sapevate che gli alberi sono solo 285?

Tutte queste informazioni (e molte altre come l’incredibile storia del monumento della vittoria alata, ndr) sono state ricercate e divulgate da un gruppo di 91 studenti e due professoresse delle scuole IeFP Verri e delle scuole medie De Amicis che si sono messi insieme partendo da un’idea di Alessandro Critelli (già candidato della lista Antonelli e oggi portavoce delle idee di comunità a Madonna Regina) che desiderava fare qualcosa per il quartiere di Madonna Regina.

Busto Revolution, la rinascita del parco delle Rimembranze

Questa idea iniziale è diventata un progetto, chiamato Busto Revolution, che ha come obiettivo la rigenerazione urbana, sociale e culturale del parco che si trova propria a fianco del cimitero principale della città. Da tempo trascurato e lasciato alla mercè di frequentazioni non proprio felici, il prossimo 4 giugno vedrà il primo atto della sua rinascita con un pic nic aperto alle famiglie e a chiunque abbia voglia di passare qualche ora all’aperto in un’area verde. Tutte le varie fasi sono state raccontate in un sito che potete trovare qui https://insegnarebranding.wixsite.com/bustorevolution

Busto Arsizio ha tutto ma si sentono molte lamentele

«L’idea mi è venuta in campagna elettorale – racconta Alessandro Critelli, originario di Mortara e da 5 anni residente a Busto -. Vengo da una città in cui c’è poco e qui a Busto ho trovato molte di quelle cose che mancavano alla mia città. Sentivo, però, molte lamentele da parte dei cittadini e così ho deciso di impegnarmi in prima persona». Critelli, pur non essendo stato eletto, ha voluto insistere e il sindaco Antonelli gli ha affiancato l’assessore all’Istruzione Daniela Cerana e il consigliere delegato al verde Orazio Tallarida.

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La scuola come motore delle idee e della partecipazione

Così ha spiegato l’iniziativa l’assessore Cerana: «C’è una metodologia educativa sempre più diffusa nella scuola che è il gioco di realtà. Quando ho ascoltato Critelli ho subito pensato ad una collaborazione con le scuole. Gli studenti, coinvolti dalle professoresse Caterina Stefanazzi del Verri e Cristina Colombo delle De Amicis, sono partiti dal quartiere di Madonna Regina con una presa in carico del parco e un sondaggio. Così è nato Busto Revolution, il progetto di rigenerazione dal basso del parco delle Rimembranze».

Prosegue Daniela Cerana: «Siamo orgogliosi come amministrazione perché quel parco merita rispetto per quello che rappresenta e i ragazzi hanno studiato a fondo la storia degli uomini che l’hanno ispirato e l’aspetto ambientale attraverso un’attenta classificazione delle piante. Il 4 giugno abbiamo pensato ad un momento istituzionale che prevede l’inaugurazione di alcuni pannelli esplicativi e il posizionamento di una targa dedicata al Milite Ignoto. Spero che questi ragazzi siano di esempio per i loro compagni e per altre scuole».

Anche la presidente del Consiglio Comunale Rogora ha voluto esprimere apprezzamento a nome di tutti i consiglieri comunali e in particolare di Orazio Tallarida che non ha potuto presenziare in quanto impegnato a completare il Cammino di Santiago con la moglie: «Ringrazio le professoresse perché l’educazione nelle scuole è fondamentale. Questa iniziativa si sposa bene con il mio progetto di avvicinare i cittadini al bene pubblico. Questo progetto è la dimostrazione che si può fare».

I giovani vogliono essere protagonisti della città

Particolarmente orgogliosa la professoressa Caterina Stefanazzi: «I ragazzi avevano bisogno di toccare con mano la realtà dopo due anni di pandemia. Sono contenta perchè siamo riusciti a riunire più classi e più scuole. Questi giovani hanno voglia di cambiare le cose. Un dato significativo è il numero di questionari che sono riusciti a far compilare ai residenti di Madonna Regina. L’obiettivo di 300 è stato quasi triplicato con 825 risposte. Quello che più sorprende è che non è emersa nessuna polemica ma tanto affetto della comunità nei confronti del quartiere. Il 10% di chi ha risposto ha più di 60 anni. Hanno risposto tutte le fasce d’età. Da queste risposte abbiamo capito che si sente un gran bisogno di un posto che faccia riunire le famiglie. Per questo l’evento del 4 giugno è fondamentale: rappresenta la riappropriazione del parco da parte della comunità».

La professoressa Cristina Colombo: «Abbiamo coinvolto tre classi, una di prima e due di terza. È stato fatto un lavoro di classificazione arborea e un approfondimento storico andando a cercare le vie e i monumenti che ricordano la Prima Guerra Mondiale. Si sono appassionati alle storie di quei nomi che hanno letto sulle lapidi in giro per la città. I ragazzi ci sono e sono il primo presidio di legalità. Si è creato un legame sano anche con le persone che lo frequentano e se ne prendono cura come possono».

Per gli studenti hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione anche Simone Iaquinta e Giorgio Giampiccolo. Simone ha voluto raccontare come è nata la scintilla per questo progetto: «Alla mia prima visita al parco ho parlato con due persone che lo frequentano. Dal loro attaccamento a quel posto è nata la volontà di non far cadere la cosa e portarla a termine» Giorgio, invece, ha voluto rivendicare l’importanza del protagonismo giovanile: «Quello che più mi ha rinfrancato è l’essere stato trattato dalle istituzioni come un essere senziente con delle idee e la voglia di lavorare».

Alla presentazione del progetto erano presenti anche i rappresentanti delle associazioni d’Arma (Alpini, Marinai e Bersaglieri) che hanno contribuito donando la targa del Milite Ignoto.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 26 Maggio 2022
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