Pro Patria, giorni decisivi per la sopravvivenza e Farioli propone: “Mettiamo lo stadio sul piatto”

Mentre si lavora sotto traccia per garantire continuità alla storica società calcistica bustocca, l'ex-sindaco propone l'idea di vendere lo stadio perchè diventi di proprietà della società

Lo stadio \"Speroni\" si rifà il look

Salviamo la Pro Patria. L’ex-sindaco e oggi consigliere comunale di opposizione Gigi Farioli ha inviato una lettera-appello a imprenditori, cittadini, appassionati, oltre che al sindaco Emanuele Antonelli, al presidente del Consiglio Comunale Laura Rogora e ai consiglieri comunali con una proposta choc, vendere lo stadio Speroni a chi acquisterà la società.

«Siamo ormai giunti a metà maggio e la sabbia nella clessidra che inesorabilmente dà i tempi delle prossime scadenze federali, ricorda a tutti noi appassionati di calcio ed innamorati della Pro Patria, della sua storia gloriosa, che si avvicina il tempo di scelte che potranno segnare il futuro dei tigrotti» – scrive con grande preoccupazione Farioli.

Tuttavia, da voci raccolte, così come da resoconti dei media, pare che vecchi e nuovi pretendenti si stiano facendo avanti e sondando il terreno, così come, finalmente, pare che proprio in questi giorni  imprenditori bustocchi stiano per promuovere una cordata locale «per scongiurare un default di una società che, grazie alla gestione degli ultimi anni, ha meritato ampiamente sul campo e fuori , encomi e giudizi ottimi anche dal punto di vista etico e gestionale» – ricorda il consigliere comunale.

Se da un lato in queste fasi delicate un certo riserbo sia quasi auspicabile, soprattutto se sono davvero in corso serie manifestazioni di interesse e trattative in buona fede, dall’altro l’ex-primo cittadino si sente in dovere di porsi il tema di cosa possa fare per garantire alla storia dei biancoblù di continuare nel mondo professionistico: «Qualcuno (il sindaco Antonelli e l’assessore allo Sport Artusa, ndr) dice che l’amministrazione comunale ben poco possa fare, trattandosi di presente, futuro e destino di una società privata . Ma è proprio così? Da tifoso appassionato vorrei lanciare una proposta a voce alta. E’ ormai consolidata convinzione del mondo del calcio professionistico che un asset fondamentale, strategico per la solidità nel tempo di una società di calcio sia lo stadio di proprietà».

Arriva la proposta: «E allora perché, essendo lo stadio Speroni parte del patrimonio comunale ma non del patrimonio indisponibile, perché non emanare un bando pubblico e trasparente di alienazione dello Speroni e delle pertinenze, vincolando la cessione a chi detenga la maggioranza della società professionistica? Accompagnato ciò ad una previsione urbanistica che consenta investimenti che rendano possibile realizzazione di standard sportivi, investimenti commerciali, di recettività, tempo libero?».

Farioli sa bene che ciò dovrà essere predisposto con particolari attenzioni giuridico amministrative: «Sulla scorta delle esperienze, di altre città, non solo metropolitane ( Torino innanzitutto, ma anche Milano e Bergamo ) e società non solo di serie A ( Juve , Atalanta, Roma, Lazio, Sassuolo, ma anche Renate e Albinoleffe ) si può tentare. Con potenziale ritorno ed interessi per molti . E per la riqualificazione urbana, sociale e sportiva dell’intera zona . Vogliamo provarci ? Sarebbe un enorme incentivo».

In conclusione Farioli chiede all’amministrazione di provarci: «Certo, le normative e la burocrazia potrebbero ritenere impossibile un percorso che credo invece legittimo e praticabile. E porterebbe attorno alla città di Busto e alla sua volontà di avere coraggio una attenzione e la riprova che la città anche attraverso i suoi amministratori, di maggioranza e di opposizione, sono disponibili a creare una cornice di particolare positività. Sarebbe un assist e un atout importante. E per di più mentre il Pnnr apre opportunità mai avute anche per i privati. Nell’evidente, a mio parere, interesse pubblico. Qualcuno direbbe una operazione win -win . Qualcuno potrebbe definirla idea folle. Credo però che nulla vada aprioristicamente scartato».

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 15 Maggio 2022
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