«Ragazzi, siate le Sentinelle della legalità, la lotta alla mafia parte anche da voi»

Allo stadio Franco Ossola di Varese l'incontro fra studenti e magistrati per parlare di legalità, ricordando Falcone e Borsellino. «Ragazzi, siate operativi contro la mafia»

Giornata Legalità Varese

«I giovani devono essere “Sentinelle della legalità”»: questa frase di Piero Calabrò, presidente della Nazionale Italiana Magistrati, potrebbe riassumere la giornata per la legalità tenutasi sabato mattina allo stadio Franco Ossola di Varese.

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La partita Vecchie glorie – Nazionale Magistrati 4 di 38

Da una parte i magistrati, di fronte a loro, seduti sulla tribuna dello stadio, gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato all’iniziativa “Per non dimenticare. 30 anni dopo in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino“.

Dopo i saluti del sindaco Galimberti e del prefetto Pasquariello,  i relatori hanno raccontato a questa giovane generazione come la mafia rappresenti un problema attuale e serio, di cui non c’è ancora consapevolezza.

Tutta la Comunità deve cooperare contro la mafia

«Se ci avessero detto 30 anni fa che in Lombardia ci sarebbe stata una commissione antimafia non ci avremmo creduto. Eppure oggi questa è la realtà – ha evidenziato Calabrò, invitando il giovane pubblico a riflettere su come il problema della mafia interessi tutti – Siamo a distanza di 30 anni dalle stragi, ma dobbiamo chiederci se ciò che è accaduto allora sia confinato in un tempo e in luogo specifici o se ci riguarda tutti da vicino».

E in questo “Da vicino” il ruolo dell’istruzione è fondamentale, ma non basta: «Non è solo la scuola che deve fare la sua parte ma è tutta la comunità che deve cooperare seguendo i valori della legalità».

Falcone e Borsellino non erano extraterrestri

Dito puntato su ciascuno di noi, dunque, per realizzare quello scatto di mentalità che può aiutare chi veste una divisa o indaga sulle infiltrazioni mafiose. A spiegarlo bene è Alberto Nobili, magistrato della Procura di Milano: «Nessuno vi chiede di fare gli investigatori, di stanare la mafia, ma potete fare la differenza facendo semplicemente il vostro dovere di cittadini, e non è una cosa da poco». E subito dopo l’invito a non pensare a chi ha perso la vita nella lotta alla mafia come a un supereroe: «Falcone e Borsellino non erano extraterrestri: se li pensiamo come lontani, diventano difficili da emulare. Tutti noi dobbiamo ambire a seguire il loro esempio di legalità. Se la lotta alla mafia fosse uno scontro fra magistrati e mafia, avremmo perso in partenza, ma se si coinvolge la società civile possiamo farcela».

Giornata Legalità Varese

Sport e Legalità contro la mafia

Nel pomeriggio, dopo la mattinata dedicata agli studenti, ci sarà una partita di calcio fra nazionale magistrati e vecchie glorie. Monica Forte, presidente della Commissione Antimafia di Milano, fa riferimento proprio allo sport per parlare di lotta alla mafia: «Pensiamo allo sport: fare parte di una squadra ci insegna a fare scelte che non abbiano ripercussioni negative sugli altri: ogni azione è tesa alla tutela dei diritti di tutti. Così deve essere per la legalità, nel nostro quotidiano, per avere una cultura della legalità e una cultura antimafia».

Di sport ha parlato anche un ospite d’eccezione, Alessandro Costacurta, che ha rivolto un messaggio di speranza ai ragazzi. GUARDA IL VIDEO

 

“Importante saper riconoscere i segni della mafia anche in provincia di Varese“

Ragazzi, siate operativi

A far sobbalzare sulle sedie gli studenti è Alessandra Dolci, coordinatrice della direzione distrettuale antimafia di Milano a Varese con un aneddoto sul pentito Antonino Belnome: «Perché crivellai di colpi quel bar? No, non era una questione di pizzo: io e i miei uomini bevevamo sempre il caffè – chiaramente senza pagare – in quel locale e il gestore, un giorno, osò mettermi in mano uno scontrino». Questa mentalità mafiosa, il fascino del potere, è il pericolo anche per chi, come Belnome, è nato e cresciuto qua al Nord: «Ho scelto la mafia per contare agli occhi della gente, non pagavo il caffè, se dovevo comprare l’auto praticamente me la regalavano: questo mi piaceva» ha raccontato Dolci, riportando le dichiarazioni del boss.

Giornata Legalità Varese

«Per contrastare la mafia occorre non abbassare la guardia, informarsi ed essere consapevoli che nel nostro quotidiano siamo continuamente chiamati a fare scelte etiche, non seguendo la via più facile – ha concluso Dolci – sollevando poi lo sguardo e rivolgendosi a ciascuno dei giovani presenti al Franco Ossola in questo sabato mattina di maggio – Guardate dentro di voi, nella vostra anima e scegliere da che parte stare . Forza ragazzi, vi voglio operativi»

Santina Buscemi
santina.buscemi@gmail.com

Amo raccontar dei paesini, dove la differenza la fanno le persone comuni che si impegnano in piccole associazioni. È di loro che scrivo..e mi emoziono sempre un po'. Anche questo è VareseNews.

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Pubblicato il 21 Maggio 2022
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