Accanimento dei malviventi: anziana presa di mira dalle truffe telefoniche a Varese, tre casi in pochi giorni

Dopo aver circuito l'anziana con una truffa odiosa sulla salute della figlia i truffatori hanno cercato di riprovarci una seconda volta e poi ancora una terza

truffa telefonica

La prima volta l’odioso colpo è andato a segno e i malviventi sono riusciti a sottrarre svariate migliaia di euro all’anziana vittima di Varese ma quello che è successo dopo è ancora peggio: i truffatori hanno cercato di riprovarci una seconda volta e poi ancora una terza. (Foto di repertorio)

Questa volta non sono ovviamente riusciti nel loro intento ma la cosa inquietante è che ad ogni chiamata sembravano aver acquisito sempre più dati e dettagli personali sui famigliari della vittima.

La prima truffa, quella andata a segno, si è svolta così: una telefonata sul numero fisso di una persona che si qualificava come medico chiedendo denaro per le cure mediche della figlia, in vacanza in Toscana. La scusa era l’acquisto di medicinali rari e costosi, acquistabili in Svizzera. La signora, vittima, è stata anche chiamata contemporaneamente sul telefono cellulare: dall’altro lato della “cornetta” una voce femminile che ha finto di essere la figlia della donna, in ospedale, con la mascherina dell’ossigeno, difficoltà ad esprimersi con chiarezza e la voce rotta dal pianto. Dopo 40 minuti di telefonata l’anziana ha consegnato ai truffatori 5 mila euro in contanti e circa 350 grammi tra oro e gioielli che aveva in casa.

Non paghi, dopo appena pochi giorni, i criminali ci hanno riprovato con le stesse identiche modalità ma questa volta senza riuscire ad abbindolare la signora.

La brutta sorpresa è che dopo poco ci hanno provato un’altra volta, questa volta fingendosi la nipote bloccata in vacanza che aveva bisogno urgentemente di una somma di denaro. A rendere tutto oltre che crudele molto inquietante è il fatto che tutti questi tentativi erano conditi da informazioni strettamente personali sui famigliari, “quasi come se qualcuno stesse ascoltando le chiamate o seguendo i nostri movimenti”, ci raccontano.

Questa terza volta, ad esempio, è stato riferito come luogo di vacanza della nipote esattamente quello dove si trovava effettivamente in quel momento. Con molti particolari che effettivamente avrebbero potuto essere verosimili.

Dopo la brutta avventura capitata la prima volta entrambi questi nuovi tentativi non sono arrivati fino in fondo ma è facile pensare allo stato di agitazioni in cui versa la donna e i suoi parenti più stretti. “Condividiamo quanto ci sta accadendo per dire a tutti di stare molto attenti. La persona caduta in questa trappola è molto lucida ed è stata tratta in inganno dai molti particolari veritieri che si è sentita raccontare”.

In questi casi la prima cosa da fare è sempre quella di rivolgersi alla polizia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Luglio 2022
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