Busto Arsizio vota la vendita del 70% di Agesp Energia: “Scelta necessaria e urgente ma indolore”

Il sindaco Antonelli ha rassicurato che l'operazione non avrà ripercussioni sugli utenti finali e sui dipendenti ma che è necessaria se si vuole rimanere sul mercato e investire per tornare a crescere. Dal Pd voto contrario

consiglio comunale busto arsizio 2022

Il Consiglio Comunale ha approvato ieri sera, martedì, la vendita del 70% delle quote di Agesp Energia con una procedura di vendita ad evidenza pubblica. La maggioranza ha approvato da sola questa scelta, a fronte di diverse critiche che sono arrivate dai banchi dell’opposizione.

Una decisione che arriva dopo un anno travagliatissimo per la società che commercializza gas naturale ed energia ai privati e detiene la rete di teleriscaldamento con relative centrali in Busto Arsizio. La prima tegola era arrivata quando il fornitore di gas ha deciso unilateralmente di rescindere il contratto, mentre infuriava la pandemia, poi è arrivata la crisi dei prezzi dell’energia che ha costretto i soci a cedere gli utili per chiudere il buco che si stava creando.

Il sindaco Emanuele Antonelli ha fatto il quadro della situazione, facendo capire la gravità del momento: «In questa situazione si deve pensare ad un’aggregazione. Lo abbiamo fatto, ne abbiamo discusso con i vertici della partecipata e di tutto il gruppo Agesp. L’ipotesi è quella di vendere il 70% con una procedura di evidenza pubblica ma in tempi rapidi. Questo non significa uscire completamente ma avere tre anni di tempo per decidere poi cosa fare: se mantenere la quota, se venderla, se provare a riacquisire».

L’obiettivo principale è la salvaguardia di tutto il personale impiegato per almeno 3 anni, il mantenimento della sede legale e operativa a Busto per lo stesso periodo di tempo ma non solo: «La capacità della società è al limite e per fare nuovi investimenti servono capitali che ora non ci sono. Ad esempio le centrali sono al massimo della loro potenzialità e la rete di teleriscaldamento è satura».

Al 30 settembre il professor Miglietta ha definito il valore della società con tutti i suoi asset attorno ad una cifra di 40 milioni di euro. Il ricavato della vendita servirà a pompare nelle casse dell’amministrazione un bel gruzzoletto che verrà investito per alcune opere pubbliche a beneficio della cittadinanza.

Le critiche più forti sono arrivate dal Pd con il consigliere Maurizio Maggioni: «Questa scelta è arrivata all’improvviso e senza una vera condivisione delle scelte con l’opposizione. A settembre Agesp energia era valutata come società solida e oggi invece è un grave problema che va risolto in poco tempo. Qual è dunque la strategia? Questo per noi è importante perchè razionalmente ci dobbiamo dire dove vogliamo andare. Usciamo dal settore dell’energia? Manca un indirizzo e la fatica di definire un fatto politico. Da parte della nostra forza politica non c’è mai stato un atteggiamento pregiudiziale sulla riorganizzazione delle partecipate. Lo abbiamo fatto anche noi dove abbiamo governato. Un pezzo del nostro patrimonio non ci sarà più».

Per Popolo, Riforme e Libertà ha parlato Gigi Farioli che, invece, ha chiesto di riflettere complessivamente sulla galassia Agesp: «Agesp è carne viva di questa città e non è patrimonio della giunta di turno. Non siamo contrari alla vendita di una quota ma vogliamo che la nostra società rimanga a Busto Arsizio. Chiedo di riflettere anche sulla percentuale di quote da vendere. Sarebbe inoltre necessario che entro marzo si avvii una discussione complessiva su Agesp e sulle partecipate del Comune in una fase di grande cambiamento delle prospettive per queste realtà. Basti pensare a cosa sta succedendo con Neutalia».

La delibera che stabilisce l’alienazione è stata votata in modo positivo dalla maggioranza compatta mentre si sono astenuti Popolo, Riforme e Libertà e Busto Al Centro. Contrari solo i consiglieri del Pd.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 21 Dicembre 2022
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