Racconti, aneddoti, confidenze: Varese dice addio a Valerio Crugnola, cittadino appassionato e brillante
Moltissimi amici, colleghi, ex alunni hanno affollato la sala del commiato al cimitero di Giubiano per dire addio a un uomo che ha lasciato un segno importante nella città
Una lunga cerimonia. A tratti una chiacchierata tra vecchi amici, a volte un “amarcord” carico di commozione, altre dissertazioni culturali. Il commiato a Valerio Crugnola avvenuto questo pomeriggio nella sala del cimitero di Giubiano è durato a lungo. Più di 90 minuti densi di storie, di amore, di amicizia, di riconoscenza, di attivismo.
Davanti alla bara, hanno preso la parola gli amici nuovi e di lunga data, la nipote, il collega, il sindaco di Varese Galimberti, la vicesindaco Ivana Perusin, gli ex studenti ed artisti.
Ciascuno ha lasciato un ricordo per dare spessore a un uomo che non è certo passato inosservato. Appassionato e acuto, curioso e critico, portava avanti con convinzione le sue idee senza paura di scontarsi, nel solco del confronto dialettico.
A raccogliere gli scorci di una vita la moglie Eva a cui lo stesso Valerio Crugnola aveva dedicato un tenerissimo ringraziamento in uno dei suoi ultimi scritti: «Giovane donna che mi ama ed è amata, che si sacrifica per me…. Con lei, vivere è bellissimo».

La sala del commiato di Giuliano non è stata sufficiente a contenere il grande affetto della città che lo ha visto protagonista fino all’ultimo: « Nel letto dell’ospedale – ricorda l’architetto Luca Crespi – era indaffaratissimo a inviare messaggi e email. Aveva un obiettivo: fermare la pista di trotto all’Ippodromo».
Ed è stato proprio l’impegno civico, che Valerio Crugnola ha svolto fino all’ultimo istante della vita, ad avergli riservato le soddisfazioni maggiori, come lui stesso ha ricordato nel suo ultimo articolo: «non la carriera da professore che non mi ha appassionato fino in fondo, ma l’impegno civile».
Insofferente alla malattia, si batteva per mantenere una qualità di vita accettabile anche se ammetteva: “Bisogna prepararsi a morire, come diceva Marco Aurelio. Ma ognuno invecchia a modo suo. E per quanto, in tanti anni di docenza, abbia insegnato la senescenza, quando si giunge alla fine, non si è mai pronti».
Per ricordare Valerio Crugnola verrà organizzato un concerto, appena i suoi amici e tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato saranno di ritorno in città. Sarà il saluto che lui desiderava.

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