Busto Arsizio riceve 600 mila euro dalla Provincia ma il sindaco critica: “Quei soldi li avrei usati meglio”

Antonelli critico in consiglio comunale sull'uso dei fondi provinciali che, però, a Busto serviranno a migliorare la viabilità davanti a due scuole superiori. La consigliera provinciale del Pd Verga: "Per le scuole 11 milioni dal Pnrr"

consiglio comunale busto arsizio 2023

«Riceviamo questi soldi dalla Provincia, merito dell’accantonamento fatto dalla precedente giunta (che guarda caso era quella con Antonelli presidente) ma avremmo preferito che fossero spesi in modo diverso a favore delle strutture scolastiche». La critica è del sindaco Emanuele Antonelli durante la discussione in consiglio comunale della variazione di bilancio nella quale sono finiti anche i soldi distribuiti da Villa Recalcati.

La replica della consigliera del Pd Valentina Verga, che è anche consigliera provinciale di maggioranza in Provincia, è secca: «Vorrei tranquillizzarla perchè stiamo utilizzando 11 milioni provenienti dal Pnrr per mettere a posto le scuole di nostra competenza». Il battibecco si ferma qui ma mette in luce l’astio del sindaco di Busto Arsizio che non ha mai digerito la sua rielezione a presidente.

I 600 mila euro verranno utilizzati comunque per migliorare la sicurezza degli studenti davanti a due istituti scolastici della città: l’Ite Tosi di Busto Arsizio e il liceo Arturo Tosi che beneficeranno dei fondi per incentivare l’uso della bicicletta per raggiungere le scuole e migliorare la sosta dei mezzi del trasporto pubblico locale, nonchè quello delle auto del personale scolastico.

Le schermaglie tra maggioranza e opposizione proseguono anche su un altro punto dell’ordine del giorno, proposto dalla consigliera del Pd Cinzia Berutti che proponeva una mozione perchè Agesp si doti di un centro mobile ambientale, una sorta di casetta del riciclo da portare nei vari quartieri della città, specie quelli più lontani dall’unico centro multiraccolta cittadino che si trova a Sacconago, che permetterebbe un aumento della raccolta differenziata e una conseguente diminuzione del fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti: «Ne abbiamo discusso in commissione e la maggioranza non mi è sembrata pregiudizialmente contraria» – ha detto la consigliere ma la sua proposta viene subito gelata.

A farlo è direttamente la presidente del Consiglio Comunale Laura Rogora in un’inusuale dichiarazione di voto contrario da parte del gruppo Forza Italia che ha colto di sorpresa anche il sindaco il quale ha subito chiesto alla consigliera del Pd di trasformarla in raccomandazione: «Vorrei evitare un voto contrario. D’altra parte Agesp conosce questo sistema e valuterà come dare seguito a questa richiesta». La proposta è stata accolta dai consiglieri di opposizione non senza qualche mugugno.

Approvata all’unanimità, invece, la proposta per stabilire la data di fondazione del corpo di Polizia Locale di Busto Arsizio con relativa festa (oltre a quella del Santo Patrono San Sebastiano, ndr), l’idea di creare uno stemma che li identifichi e di stabilire dei riconoscimenti non remunerativi: «Il tutto per fare in modo che l’appartenenza saldi meglio gli agenti tra loro e dia una dignità ad una componente importante della città» – ha detto il comandante della Locale Stefano Lanna, intervenuto direttamente. A proposito, proprio grazie ad una ricerca negli archivi comunali e della Polizia Locale di Busto  si è riusciti a far risalire al 26 maggio 1862 l’istituzione delle Guardie Campestri di Busto Arsizio.

Nel Regolamento sarà inserita la data di fondazione del Corpo di Polizia Locale, risalente, da fonti storiche in possesso, al 26 maggio 1862, data in cui il consiglio comunale approvò il Regolamento del Corpo di Guardie Campestri e l’allora sindaco del Borgo di Busto Arsizio Pasquale Pozzi assunse le prime 6 guardie campestri “con il compito di difesa delle proprietà rurali, sorveglianza contro i contravventori alle leggi sulla caccia nonché il disimpegno di tutte quelle altre incombenze demandate dal Sindaco”.

Infine è stata approvata la mozione proposta dal consigliere Farioli per fermare la realizzazione del raccordo ferroviario Y da parte di Rfi. Un tentativo estremo del quale il sindaco ha detto che si farà carico anche se le speranze di un successo sembrano essere ormai ridotte al lumicino in quanto l’opera, utile forse 20 anni fa ma oggi superflua, è arrivata all’assegnazione dell’appalto: «Come dice la Presidente del Consiglio Meloni la parola impossibile va cancellata dal vocabolario. Quindi mi aspetto che anche il governo capisca che non è impossibile fermare quest’opera, pensata troppo tempo fa e superata dagli eventi».

 

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Novembre 2023
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