Dalla val Vigezzo alla Patagonia: i film di CineCime portano in montagna

Tre serate dedicate al cinema di montagna, più un incontro con Matteo Della Bordella: uno sguardo sul mondo della montagna tra tecnica, attenzione alla dimensione umana, temi ambientali

Generico 06 Nov 2023

Si apre mercoledì sera a Gallarate l’edizione 2023 di “CineCime”, apprezzato cartellone del cinema di montagna proposta dalla locale sezione Cai. Un appuntamento ospitato come sempre nella sala Ex Scuderie Martignoni, divenute ormai un riferimento per questa rassegna.

La programmazione, anche quest’anno, tiene insieme pellicole e proposte che raccontano la montagna da punti di vista differenti, dall’alpinismo al tema ambientale, dall’Italia alla Patagonia, senza dimenticare uno sguardo (quest’anno insolito) sulla montagna “di casa” e accessibile, le valli dell’Ossola. Un bel viaggio che come sempre è proposto anche in collaborazione con il Trento Film Festival.

Si parte appunto il 9 novembre con Montagne di plastica e Plastic river, due pellicole recenti (2021 e 2018) di Manuel Camia.
È la testimonianza filmata di due anni di ricerca, condotta dall’Università degli Studi di Milano tra Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, sulla contaminazione delle microplastiche nei ghiacciai. Un viaggio caratterizzato da molti imprevisti e altrettanti momenti di meraviglia, raccontati dalla bellezza dei luoghi e da una narrazione intima. La divulgazione dei dati concreti dello studio si trasforma, così, anche in un’occasione per esplorare le criticità e l’intricato rapporto di connessioni che il tema ambientale implica nel tempo e nello spazio. I ghiacciai, infatti, non sono solo termometri del cambiamento climatico, ma anche documentazione storica dei nostri comportamenti.
La serata è presentata da Mila Gandino, operatore di Tutela Ambiente Montano dei Cai.

Il 17 novembre invece sarà una serata speciale, per celebrare il trentennale della scuola di alpinismo e scialpinismo Colibrì: ospite a Gallarate ci sarà Matteo Della Bordella, che porterà straordinarie immagini delle sue salite in Patagonia e in Groenlandia. La serata intitolata “La via meno battuta” sarà ospitata al Teatro del Popolo.

Il 22 novembre arriva invece alle Martignoni Fermata a Ziccherville, un delizioso mediometraggio prodotto dalla Cactus production (nato da un gruppo di giovani che hanno studiato all’Istituto Antonioni di Busto) che ha la montagna come sfondo: le riprese sono state fate tra val Formazza e val Vigezzo, in luoghi cari a tanti frequentatori della zona di Gallarate e dell’Alto Milanese.

Sempre il 22 – in collaborazione con Trento Film Festival 365 – viene presentato anche Altavia, documentario Luca Matassoni e Marco Tonoli.
Gabriel Perenzoni e Nicola Castagna si conoscono durante i corsi per diventare guide alpine e scoprono di avere un sogno in comune: scalare tutti gli 82 Quattromila delle Alpi in una sola stagione. Altavia 4000 è un viaggio attraverso i giganti delle Alpi, un’avventura alla scoperta di sé stessi e dei legami profondi che nascono lassù.
Presenta la serata Piera Ciceri, istruttore della scuola di Alpinismo e scialpinismo “Colibrì” del CAI di Gallarate

Il 29 novembre l’ultimo appuntamento, sempre alle Ex Scuderie Martignoni, Gallarate: viene proiettato Finale ’68, documentario del 2018 di Gabriele Canu (da cui è tratta la foto di apertura dell’articolo).
“Cinquant’anni dopo l’apertura della prima via alpinistica sulla Pietra del Finale, i due fratelli Lorenzo e Michele Fanni, appassionati di montagna, decidono di dar luogo ad un’avventura ripercorrendo le tracce dei pionieri che per primi diedero inizio alla storia arrampicatoria di questo luogo. Ne scaturisce un viaggio selvatico alla ricerca di memorie, racconti, tracce, scoperte. Un vagabondaggio in verticale per esplorare gli altipiani e attraversare le tredici principali pareti del Finalese, ma allo stesso tempo un incontro e confronto con i protagonisti di allora, testimoni di un’epoca irripetibile”.
Presenta il film Antonio Maginzali, presidente del Cai ed Istruttore di Alpinismo della Scuola Colibrì.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

Pubblicato il 07 Novembre 2023
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