Processo per l’omicidio di Malnate, lettera di Domenichini: “Non ero andato da Carmela Fabozzi per rubare”

In aula sfilano i testi dell’accusa tra i quali anche Sabino Famiglietti ex presidente dell’associazione Anteas di Varese dove l’imputato prestava volontariato. Ancora intemperanze da parte del figlio della vittima

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Sergio Domenichini, imputato per l’omicidio di Carmela Fabozzi nel luglio del 2022 a Malnate, ha scritto una lettera dopo essere stato arrestato un mese dopo i fatti; una missiva inviata all’allora presidente di Anteas, associazione di volontariato che si occupa di trasporto di infermi e malati di cui Domenichini faceva parte.

«Mi spiace per quello che è successo, ti chiedo scusa. Non ho mai commesso truffe servendomi di Anteas. Mi spiace per quello che è successo con la Fabozzi Carmela, non doveva accadere. Non ero andato lì per fare truffe o furti». Questo il testo della lettera che il teste Sabino Famiglietti ha letto nel corso della sua escussione di fronte alla Corte d’Assise di Varese, dove ha testimoniato anche il fratello della vittima, Gaetano Fabozzi, e la cognata, che ha descritto la signora come una persona riservata e con la quale andava dal parrucchiere, in alcune occasioni accompagnate entrambe proprio dal Domenichini. (il testo integrale e autografo dell’imputato nella foto qui sotto)

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Nel corso dell’udienza sono stati chiamati a testimoniare anche altri due testi: la ex compagna dell’imputato e Antonio Crisafulli, l’uomo che era in auto col Domenichini la mattina dell’omicidio (e condannato in primo grado con rito abbreviato per favoreggiamento personale); in entrambi i casi i due testi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Ma è stata proprio la presenza del Crisafulli fuori dall’aula a causare l’ennesima intemperanza del figlio della vittima presente all’udienza che ha approfittato di un momento immediatamente precedente alla sospensione per questioni procedurali per cercare di raggiungere il teste in attesa con l’evidente intento di fronteggiarlo: è stato placcato una prima volta da un carabiniere e poi, arrivato ai piani superiori del palazzo, di nuovo bloccato dal personale della polizia giudiziaria. Un comportamento già ripreso nelle precedenti udienze dal presidente Cesare Tacconi che ha disposto l’allontanamento dall’aula riservandosi di valutare per le prossime udienze in calendario per il 13 dicembre quando verranno sentiti sette testi della difesa.

Sempre la difesa a margine dell’udienza ha fatto sapere che il rifiuto dell’imputato di farsi interrogare esternato durante la giornata di mercoledì 29 novembre non necessariamente coinciderà col totale silenzio di Domenichini durante il dibattimento: «È probabile che renderà spontanee dichiarazioni», ha spiegato l’avvocata Francesca Cerri.

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Pubblicato il 29 Novembre 2023
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