Varese

Alla Kolbe di Varese la mostra fotografica di Giuseppe Bottelli

La mostra è costituita da 25 scatti che sorprendono i dettagli delle sculture delle Cappelle del Sacro Monte cercando di offrire la prospettiva di chi guarda dentro le cappelle salendo la Via Sacra

17 Febbraio 2024 - 03 Marzo 2024

La nostra Comunità Pastorale ha conosciuto Giuseppe Bottelli in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione della parrocchia San Massimiliano Kolbe. Con semplicità e passione si è messo a disposizione per ritrarre con la macchina fotografica alcuni momenti della vita della parrocchia attorno alla seducente architettura della chiesa dell’architetto Dahinden. Scegliendo venticinque scatti in bianco e nero ha preso forma una mostra fotografica esposta presso il battistero della chiesa dedicata al santo frate polacco, martire ad Auschwitz. Poi questa mostra ha generato un libro fotografico che è stato stampato in 200 copie.
Da qui l’idea di continuare il connubio tra il fotografo e questi spazi: già in altre occasioni Giuseppe Bottelli aveva esposto alcune delle sue fotografie alle cappelle del Sacro Monte di Varese, che veglia dall’alto sui territori della Comunità Pastorale.
Nel battistero della chiesa Kolbe, situato proprio in quel noto viale Aguggiari che porta il nome del frate fondatore della Via Santa verso il Santuario di Santa Maria del Monte, i fedeli troveranno un percorso spirituale tra le figure delle quattordici cappelle, compagni di viaggio del cammino quaresimale che porta alla Pasqua di Risurrezione di Gesù Cristo.

La mostra è costituita da 25 scatti che sorprendono i dettagli delle sculture delle Cappelle del Sacro monte cercando di offrire la prospettiva di chi guarda dentro le cappelle salendo la Via Sacra, cogliendo particolari che illuminano l’istante, con scatti rigorosamente in bianco e nero, dall’esterno, a luce naturale.

Ci sono volti, sguardi e gesti che parlano alla nostra vita, dolenti, gioiosi, gloriosi, presenti e vivi.
Sono i volti di un’amicizia gratuita, imprevista, vera.
Sono gli sguardi di una speranza che, discreta, non ci abbandona.
Sono i gesti di chi sta attendendo che la nostra libertà risponda.

Questo lavoro nasce da certi volti, da certi gesti, da certi sguardi incontrati nella mia vita.

L’augurio per chi visita questa piccola mostra fotografica è di poter percepire le parole, o almeno i bisbigli, rivolti a noi da mani, volti e sguardi apparentemente antichi e muti.

29 Gennaio 2024

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