Varese ai vertici del ciclismo mondiale grazie a Tre Valli e Binda

Presentato alla Elmec di Brunello il programma 2024 della società diretta da Renzo Oldani. La "classica" è tra le 10 gare al mondo per qualità dei corridori iscritti. Meglio del Giro d'ItaliaC

Presentazione “Progetto Binda 2024”

A Varese, ma forse questo vale un po’ dappertutto, talvolta non si è capaci di capire il valore e l’importanza di quanto avviene a due passi da casa. O, magari, quel valore viene rimpianto una volta che certe cose non ci sono più. Vale allora la pena sottolineare come, nella nostra provincia, ci siano un evento e una società capaci di rientrare nella top ten mondiale del proprio settore pur avendo a disposizione budget e supporti molto meno potenti rispetto alla concorrenza.

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Stiamo parlando della Società Ciclistica Binda e della Tre Valli Varesine che – la certificazione è esterna e deriva dai punti distribuiti dall’Unione Ciclistica Internazionale – è la decima corsa al mondo a livello di ranking. Cioè: sommando il punteggio dei corridori iscritti, la grande classica di casa nostra ha avuto – nel 2023 – un risultato che la pone tra i giganti del ciclismo internazionale, appena dietro alla Milano-Sanremo e addirittura davanti al Giro d’Italia. Unica corsa non inserita nel World Tour (il circuito massimo) a stare così in alto tra il Tour e la Liegi, tra il Lombardia e il Mondiale. (foto in alto: Renzo Oldani e Rinaldo Ballerio con – sullo sfondo – la vittoria di Nibali nel 2015)

Una particolarità che è giustamente “sventolata” nella serata di giovedì 22 febbraio alla Elmec di Brunello, sede della presentazione dell’attività 2024 della stessa “Binda” che – ormai è la prassi da alcuni anni – non è solo Tre Valli Varesine ma è una filiera lunga e completa a livello organizzativo. Si parte dai bambini, si passa dalle categorie giovanili e si arriva alla Gran Fondo Internazionale, alle prove per le donne “Elite” e per i professionisti ma pure alle gare dedicate alle altre discipline ciclistiche come il gravel o la e-bike o il ciclocross (già ottenuto il mondiale master ’25). Un menu completo presentato davanti a numerose autorità del territorio ma anche (e, cosa ancora più speciale) sotto gli occhi di parecchi ospiti internazionali. I delegati della AIOCC, “colleghi” di Renzo Oldani nell’organizzare corse in giro per il mondo, affascinati da questa corsa così carica di storia.

«Il ciclismo è carico di leggenda – dice la voce più autorevole, quella del direttore della Vuelta a España, Javier Guillen – e io penso che Varese sia una delle culle del nostro sport. Il campione a cui è dedicata la società di Renzo, Alfredo Binda, è forse la figura che più di tutte incarna il corridore leggendario e quindi non posso che augurare un futuro straordinario dopo un grande passato e presente».

Del resto «Renzo (Oldani) non manda inviti, manda convocazioni» scherza, ma non troppo, il padrone di casa Rinaldo Ballerio, presidente di Elmec. «Ogni giorno ci chiediamo come faccia la Binda a competere con certe gare ricchissime, quelle organizzate dagli sceicchi arabi, eppure ci riesce sempre e permette di mostrare Varese e il suo territorio in tutto il mondo, su decine e decine di TV internazionali. La “Tre Valli” è un grande asset economico per la nostra zona oltre che una gara leggendaria. Qui si resiste ai soldi dei colossi come il villaggio di Asterix contro i Romani perché la Binda ha una pozione magica, l’entusiasmo».

Non è (soltanto) una battuta: i dati ufficiali parlano di 111 Paesi collegati per l’edizione dello scorso anno, con oltre 3 milioni di telespettatori in Italia e 7,5 milioni nel mondo, con quasi 20mila pernottamenti generati nelle strutture dell’accoglienza nell’arco dei tre giorni (tra Gran Fondo e gare pro). Numeri che fanno brillare gli occhi agli assessori di Busto (Artusa) e Varese (Perusin, Malerba), città di partenza e di arrivo.

Anche per questo motivo – oltre a quelli strettamente legati allo sport e al tifo – vale la pena restare accanto a una storia che dura da oltre un secolo e a una società che quest’anno festeggia i 95 anni di attività. «Vissuti – sorride Oldani – come una lunga corsa a tappe: a volte con momenti esaltanti, a volte con passaggi difficili ma sempre in sella». Cose da scolpire nel marmo e da ricordare, per evitare di perderle e poi rimpiangerle quando sarà troppo tardi.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Febbraio 2024
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