La straordinaria storia delle orche di Genova: amore materno e misteriose migrazioni

"Lasciami andare" (Edizioni Piemme) è un libro scritto dalla biologa marina Claudia Fachinetti, ispirato a una storia realmente accaduta

varie animali

La natura spesso sorprende l’essere umano, fornendogli spunti e storie dense di significato, straordinarie per la loro potenza simbolica. Se pensiamo all’amore di una madre verso il proprio figlio, mai penseremmo ad un’orca, anzi. Eppure questa bestiona che arriva a pesare cinque tonnellate e passata alla storia cinematografica con l’appellativo – ingiusto – di “assassina” è in grado di esprimere una tenerezza infinita.
Ne sa qualcosa Claudia Fachinetti, autrice di “Lasciami andare” (Piemme edizioni), che ha scritto quel libro ispirandosi alla storia delle orche di Genova. Una storia che vale la pena di conoscere perché, come dice la scrittrice, «non può lasciare indifferenti».

CORREVA L’ANNO 2019

Nel porto di Genova nel dicembre del 2019 arrivò un “pod“, termine che nel linguaggio dei biologi marini indica un gruppo di orche. Una famiglia composta da cinque individui: una mamma, un cucciolo, due giovani maschi e un’altra femmina. Quando è arrivato nelle acque di Voltri, Il cucciolo, che aveva meno di una anno, era in evidente difficoltà, nuotava male e veniva assistito amorevolmente dagli adulti della famiglia che non lo volevano abbandonare al suo destino. Ad un certo punto, quando il piccolo era ormai già morto, mamma orca iniziò a portarlo sul proprio dorso, quasi a volerlo cullare.
«Non è la prima volta che accade – spiega Claudia Fachinetti che oltre ad essere una scrittrice è una biologa marina -. Mamma orca non lascia mai i suoi figli ma se ne occupa per tutta la vita, anche quando sono già grandi. In Canada ci fu il caso di un’orca che portò con sè il cucciolo morto per ben 17 giorni e i componenti del gruppo si davano il cambio per permettere alla madre di mangiare».

DA DOVE ARRIVAVANO QUELLE ORCHE

Come era possibile che delle orche fossero arrivate sulle coste della Liguria e per quale motivo avevano preso quella via? All’inizio tutti pensavano che provenissero da Gibilterra dove vive un gruppo quasi stanziale. La verità però era un’altra, ben più sorprendente. «Una biologa islandese molto esperta – racconta la scrittrice – riconobbe le orche di Genova dalle foto scattate alle loro pinne. Quel pod aveva fatto un viaggio di oltre cinquemila chilometri perché arrivavano proprio dall’Islanda».
Subito dopo la morte del cucciolo, il gruppo di orche puntò verso sud e in un battibaleno arrivò a Messina, dove furono avvistate a Natale. L’ultimo avvistamento venne fatto sulle coste di Israele nel febbraio del 2020, si trattava di un maschio, forse l’unico superstite.

SCRITTRICE E BIOLOGA

Le cause che le portarono sulle coste genovesi e quelle che cagionarono la morte del piccolo sono rimaste sconosciute.
Claudia Fachinetti ha seguito da vicino quella storia e ha scritto un libro per ragazzi e anche per adulti. «Mi è sempre piaciuto scrivere, fin da quando ero bambina – racconta l’autrice -. Una volta conclusi gli studi in biologia marina, ho iniziato a occuparmi di balene e cetacei ed è forse il caso di ricordare che quando parliamo di orche ci riferiamo alla famiglia dei delfini e non alle balene. Con il tempo però ho capito che per quanto fosse meraviglioso essere immersa nella natura e lavorare a stretto contatto con gli animali, ero troppo emotiva e decisamente più brava a a divulgare il lavoro degli scienziati».

LA PROTAGONISTA DEL LIBRO

Oggi scrive di scienza su riviste e ha al suo attivo numerosi libri. In “Lasciami andare” Fachinetti racconta questa storia straordinaria, affidandola alla protagonista, Alaska, un’adolescente che si affaccia alla vita. «Ho scritto questo libro con l’aiuto di tutti i biologi che in quei giorni hanno seguito in prima persona le orche di Genova – conclude Claudia Fachinetti – ricostruendo passo passo con loro la vicenda e affiancandola a quella di fantasia e di formazione di una ragazzina in difficoltà e alla ricerca come le orche della sua strada. L’obiettivo era quello di parlare di scienza ma anche di accettazione delle difficoltà e dell’importanza di trovare la propria strada».

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Lasciami andare” (Edizioni Piemme collana il battello a vapore), scritto dalla biologa marina Claudia Fachinetti, è stati  presentato sabato 2 marzo 2024 alla libreria Mondadori di via Morosini a Varese

 

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 02 Marzo 2024
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