Ad Azzate un party in silenzio per conoscere la lingua dei segni ed accogliere gli atleti sordi dell’Eurocap

Una bella iniziativa organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con due insegnanti di InclusiVa, in vista del Torneo Internazionale di Basket con atleti sordi che si terrà a Varese a novembre. Ecco come partecipare al party

Campionato basket sordi Azzate (Mauro Dori, Mauro De Paoli)

Parlare guardandosi negli occhi. Non c’è altro modo per capirsi: prestare la massima attenzione senza distrarsi mai. Mauro Dori e Mauro De Paoli sono sordi e sono bilingue. Hanno imparato ad esprimersi con la voce ma usano anche la lingua dei segni italiana. (nella foto da sinistra Stefania Petullà, Mauro De Paoli e Mauro Dori)

Comunicare con loro è semplice, basta, appunto, guardarsi negli occhi e abbandonare ogni preconcetto.

Sono insegnanti di “Inclusiva” e fanno corsi di Lis, lingua dei segni italiani, nelle scuole e ovunque venga richiesto.
Saranno loro a gestire un incontro davvero particolare che si terrà ad Azzate il 4 maggio dalle 15.30 alle 19 (centro socio ricreativo via Alessandro Volta, 24 Azzate- Ingresso 10 euro) . Si chiama “SSHHH Party” e prevede che i partecipanti, massimo una cinquantina, non parlino mai. Ma non sentiranno neppure e dovranno esprimersi solo attraverso la scrittura o i segni. Una bella sfida che nasce da un progetto più ampio.

«Abbiamo deciso di riorganizzare questo evento dopo aver saputo che a novembre il territorio varesino ospiterà  l’Eurocap la massima competizione europea del basket per atleti sordi – spiega Stefania Petullà, della Pro Loco di Azzate, promotrice dell’iniziativa. Abbiamo preso contatti con gli organizzatori, l’ASD GS Ens Varese e così abbiamo conosciuto Mauro Dori. Da qui l’idea di offrire a un gruppo di persone un mini corso per imparare la lingua dei segni in modo da poter accogliere e comunicare con i giocatori di Basket che arriveranno anche ad Azzate».

Il party è quindi un modo per raccogliere volontari. Chi parteciperà all’incontro di sabato 4 maggio potrà poi decidere, se lo riterrà opportuno e se i due insegnanti coglieranno delle capacità, di continuare il corso: più avanti verranno organizzati incontri di due ore con 35 persone e un approfondimento di 30 ore.

Mauro Dori, 39 anni e Mauro De Paoli, 47 fanno parte da molti anni di GS ENS Varese, un gruppo sportivo affiliato all’Ente Nazionale Sordi che vanta, ad oggi, numerosissimi campionati vinti in diverse discipline sportive tra cui minigolf, ciclismo, pallavolo e, naturalmente, pallacanestro.

«Il nostro percorso parte da lontano, da quando, bambini frequentavamo le scuole  – spiega Mauro Dori che vive a Varese – All’epoca, trenta, quaranta anni fa, le insegnanti erano poco preparate e i compagni non sapevano come trattarci. Entrambi siamo stati vittime di bullismo. Sono stati anni durissimi. Seguire le lezioni era impresa ardua: finché le insegnanti parlavano rivolte verso di noi andava tutto bene, ma se ci davano le spalle per noi era impossibile seguire. I nostri genitori, entrambi sordi, non sapevano come rapportarsi con una realtà che non aveva gli strumenti per accoglierci. Poi sono arrivati gli insegnanti di sostegno, ma molto tempo dopo e spesso non erano preparati per gestire bimbi sordomuti».

Percorso analogo è stato quello di Mauro De Paoli che ha frequentato le scuole a Vergiate e ora vive a Somma Lombardo: «I compagni di classe ci prendevano in giro per il suono della nostra voce. Per molto tempo siamo stati isolati, alle elementari come alle medie. Ma lo scoglio più difficile è stata l’università: le aule erano troppo grandi e non riuscivamo a leggere le labbra. Così sia io che Mauro ci siamo fermati: ora lui fa l’operaio e io l’impiegato bancario. Ma dal nostro percorso è nata la forza per dire che era arrivato il momento di cambiare le cose. Io ho due figlie, entrambe sordomute, e per loro voglio una vita diversa».

Una grinta e un’energia che hanno saputo come incanalare: fondando una scuola per la lingua dei segni, “InclusiVA”,  in cui sono insegnanti e tutor e formano assistenti alla comunicazione e una start up, Unik3: «Si tratta di un’università telematica che consente anche alle persone sorde, di avere titoli di studio equiparati alla laurea, operiamo in collaborazione con le Università telematiche riconosciute in Italia» Ma i “due Mauro” sono anche da sempre amanti dello sport ed è così che è nata l’idea di portare avanti il progetto di GS End Varese. «Abbiamo squadre di bocce, pallavolo, calcio, tennis, sci di fondo e basket. Al torneo internazionale partecipano atleti che arrivano da tutta Europa. A Varese saranno più di trecento e verranno ospitati tutti all’UNAHOTELS a Varese». 

Tutto organizzato alla perfezione, persino lo sponsor è più unico che raro: il club biancorosso ha il sostegno di Mady Gio, nome d’arte di Ioana Madalina Filip, influencer di OnlyFans, di origini rumene ma da tanti anni residente a Busto Arsizio. «È stato incredibile – spiegano – ci ha contatto lei. Appassionata di basket ha conosciuto la nostra storia e ha deciso di sponsorizzarci. Una vera sorpresa: per una volta non dovevamo bussare di porta in porta per raccogliere un po’ di denaro».

Adesso tocca ai varesini: bisogna metterci la faccia …e le mani. «Imparare la lingua dei segni richiede pratica e dedizione, ma può essere un modo efficace per comunicare con le persone sorde e per essere inclusivi verso di loro – concludono Mauro Dori e Mauro De Paoli – Il riconoscimento e il supporto alla lingua dei segni rappresentano anche un atto di rispetto per la diversità linguistica e culturale delle persone sorde. Invece di considerare la lingua dei segni come una forma “inferiore” di comunicazione, è importante riconoscerlo come una lingua a sé stante, completa e complessa».

Per partecipare allo SSHHH Party occorre prenotarsi al 340 – 7044972, solo inviando SMS

Roberta Bertolini
roberta.bertolini@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Aprile 2024
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