Finestrino rotto e minacce, coppia aggredita da 10 persone a Laveno Mombello

L’episodio segnalato al 112 sabato scorso: un gruppo di giovanissimi ha incrociato l’auto di alcuni conoscenti in località Monteggia da cui sarebbe nata una violenta lite

Carabinieri Verbania

L’auto circondata da una decina di ragazzi molto giovani, alcuni probabilmente minori, altri al massimo ventenni che hanno incontrato sulla loro strada una coppia di altrettanto giovanissimi conoscenti finiti nel mirino fuggiti alla malaparata per poi avvisare prima i genitori, e poi i carabinieri.

Sembrerebbe che il duello stile cavalleria rusticana sia avvenuto a vista, cioè nato da un gioco di sguardi fra pretendenti per una ragazza, quella nell’auto del ventenne alla guida che si è trovato attorno alle 21 di sabato scorso (18 maggio) in una zona isolata della oltremodo tranquilla Laveno Mombello. Si tratta della località Monteggia fatta di belle vile con affaccio sul Lago Maggiore e un’unica strada per la salita che si prende dalla sp 69, la provinciale lacuale che costeggia tutto il Verbano fino al confine di stato di Zenna. Un posto scelto da un ventenne alla guida di un’auto in compagnia di una sedicenne, forse alla ricerca di un posto tranquillo dove stare.

Ma, intercettati da un gruppo di quasi coetanei, ecco scattare la sfida prima a colpi di sguardi fra il conducente del veicolo e alcuni dei componenti del gruppo che sono passati alle vie di fatto: «Cos’hai da guardare? Che ti guardi?» E via di seguito, il pretesto per attaccare briga che ha sortito gli effetti sperati. E così è stato: il vetro dell’auto che si spacca forse per una sassata o altro (sarebbero escluse armi) minacce pesanti e la chiave della macchina che gira il quadro e scende a valle.

I ragazzi nella macchina a quanto risulta hanno telefonato subito ai genitori per avvertirli di quanto stava loro accadendo e più tardi, circa un’ora dopo, è stato chiamato anche il 112: sul posto attorno alle 22 è arrivata piuttosto rapidamente una pattuglia dell’Arma (Compagnia di Luino), ma a cose già fatte. Alcuni degli aggressori sarebbero stati riconosciuti, altri sono in via di identificazione.

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Pubblicato il 24 Maggio 2024
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