Identificato e descritto un minuscolo pesce osseo dal Triassico del Monte San Giorgio

Con una lunghezza di soli 35 millimetri, la specie Marcopoloichthys mirigioliensis è tra i pesci fossili più piccoli. I suoi resti sono stati ritrovati sul Monte San Giorgio in depositi marini risalenti a 242 milioni di anni fa

Generico 10 Jun 2024

Un nuovo piccolo pesce fossile è stato ritrovato negli scavi fossiliferi del sito Unesco del Monte San Giorgio è stato recentemente identificato e descritto. La notizia in un articolo scientifico pubblicato sullo Swiss Journal of Palaeontology, in cui Gloria Arratia dell’Università del Kansas, Toni Bürgin del Museo di Storia Naturale di San Gallo e Heinz Furrer dell’Istituto di Paleontologia dell’Università di Zurigo descrivono in dettaglio la nuova specie fossile.

Si tratta della più piccola specie conosciuta del genere Marcopoloichthys. Le altre quattro specie, significativamente più grandi, provengono da depositi coevi del Cantone Grigioni, dell’Italia settentrionale e della Cina meridionale. Il nome del genere, legato alla sua ampia distribuzione geografica, ricorda Marco Polo, noto commerciante veneziano del XIII secolo e viaggiatore dell’Asia.
Dal punto di vista sistematico, il genere Marcopoloichthys è alla base dei moderni pesci ossei, che comprendono tra l’altro lucci e trote. La particolare struttura dell’apparato boccale, privo di denti, indica che si nutriva di plancton e che trasportava le prede aspirandole nella bocca.

I piccoli pesci furono scoperti già nel 1968 durante il più grande scavo paleontologico diretto dall’Università di Zurigo in località Mirigioli sul Monte San
Giorgio, nel Ticino meridionale. Per molto tempo, però, i fossili di pesci furono messi in ombra dagli spettacolari ritrovamenti di sauri marini provenienti dai depositi del Triassico medio del Monte San Giorgio. La situazione iniziò a cambiare negli anni ’90. Tuttavia, non tutti i reperti sono stati ancora analizzati e pubblicati. In futuro è quindi lecito attendersi la descrizione di nuove specie.

(Foto di R. Roth, Università di Zurigo)

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Pubblicato il 14 Giugno 2024
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