Francesca Soldati, l’artista di Ternate che con le sue opere parla di resilienza

Dopo aver partecipato ad alcune mostre collettive in Italia e in Corea del Sud, il 19 ottobre l'artista inaugura la sua prima mostra personale a Villa Leonardi

Francesca soldati

Trauma e trasformazione sono due parole simili: dopo una ferita c’è un percorso di guarigione, se ne esce con una cicatrice ma anche con una consapevolezza nuova. La resilienza, la capacità di adattarsi dopo un evento negativo, è proprio il tema al centro della prima mostra personale di Francesca Soldati, artista di Ternate che a ottobre esporrà cinque sue opere legate da un filo preciso, ma sempre aperte all’interpretazione.

Curata da Giorgia Manfrin, l’esposizione è a ingresso libero e si potrà visitare domenica 19 ottobre a Villa Leonardi in Piazza Libertà a Ternate.

Opere in cui specchiarsi

Non esiste un modo giusto o sbagliato per osservare i quadri di Francesca Soldati. Nelle sue tele, un abbraccio può essere gioia e amore, ma allo stesso tempo soffocamento e oppressione. «In queste opere – spiega l’artista – ho messo tanto di me stessa, ma ogni quadro invita lo spettatore a guardare dentro di sé e a dialogare con le proprie luci e le proprie ombre».

I cinque quadri che verranno esposti a Villa Leonardi sono stati realizzati con l’aiuto della psicoterapeuta Naike Michelon. Attraverso i suoi consigli, Soldati ha potuto fissare sulla tela gli aspetti simbolici più profondi, quelli che scavano nelle zone sommerse dell’animo umano.

«Questa mostra – sottolinea Soldati – chiude un progetto durato cinque anni. Quando ci si racconta con le proprie opere, è come mettersi a nudo. Bisogna avere la pelle dura ed essere pronti anche a ricevere delle critiche».

La passione di una vita che diventa lavoro

Francesca Soldati ha già partecipato ad alcune mostre collettive in Italia e in Corea del Sud, ma quella in programma a Ternate sarà la sua prima esposizione personale. Del resto, nonostante l’arte sia una passione che l’ha accompagnata per tutta la vita, è diventata il suo lavoro solo alcuni anni fa.

«Conclusa l’accademia di belle arti – racconta Soldati -, ho lavorato come arredatrice d’interni, ma sapevo che la mia strada fosse un’altra. Quando durante il Covid ho perso il lavoro per essere rimasta incinta, ho deciso che era arrivato il momento di cominciare un lavoro che fosse tutto mio. Vivere d’arte non è facile, ma è stata una buona rinascita».

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Alessandro Guglielmi
alessandro.guglielmi@varesenews.it

 

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Pubblicato il 11 Settembre 2025
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