Trovare un tornitore è come trovare il Santo Graal. Ma non a Varese
Nel territorio dove trovare manodopera specializzata è diventato un’impresa epica, nasce l’Academy Metalmeccanici, il progetto di Confapi Varese, Synergie Italia, dell’ISIS “Isaac Newton” e di un gruppo di aziende del territorio, pensato per formare nuovi professionisti e garantire assunzioni reali
In provincia di Varese i tornitori stanno alle metalmeccaniche come il Santo Graal ai cavalieri della tavola rotonda: entrambi sono pressoché introvabili.
Di fronte a una carenza di manodopera qualificata ormai cronica, il sistema produttivo varesino ha deciso di non attendere soluzioni dall’alto, ma di costruirne una dal basso, concreta e immediata. È nata così l’Academy Metalmeccanici (Tornitori), un progetto promosso da Confapi Varese insieme a Synergie Italia, all’istituto ISIS “Isaac Newton” e a un gruppo di aziende del territorio, con l’obiettivo di formare nuove figure tecniche e garantire un inserimento lavorativo rapido e mirato.
Come ha spiegato Amanda Bascialla di Confapi Varese, la carenza di personale specializzato deriva da una combinazione di fattori: un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia e vicino a quello fisiologico (3,6%), la concorrenza salariale della vicina Svizzera e la presenza di circa 20.000 giovani NEET in provincia, un potenziale enorme ma difficile da coinvolgere.
Da queste premesse è nato un progetto pensato per agire in modo pragmatico, mettendo in rete scuola, agenzia e imprese.
TEORIA E PRATICA
Il percorso, iniziato ad ottobre, ha una durata di tre settimane per 120 ore complessive, tra lezioni teoriche nella sede di Confapi e attività pratiche nei laboratori dell’“Isaac Newton”. «Dieci ragazzi sono nell’aula qui a fianco a noi, impegnati proprio oggi in una lezione» ha raccontato durante la presentazione Alessandro Loro di Synergie Italia, sottolineando l’aspetto più tangibile dell’iniziativa: la formazione è già in corso e ha un traguardo preciso: l’assunzione.

LA MOTIVAZIONE PERSONALE
La selezione dei partecipanti si è basata sulla motivazione personale più che sulle competenze pregresse. «Non abbiamo cercato competenze tecniche, ma quella luce negli occhi che racconta la voglia di mettersi in gioco», spiega Marta Bonacalza di Synergie Italia. Il risultato è un’aula variegata, con partecipanti provenienti dai settori più diversi: un ex graphic designer, un cameriere, un operaio e anche una ragazza, decisa a intraprendere una professione tradizionalmente maschile ma oggi sempre più aperta alla componente femminile. Tutti accomunati dalla stessa volontà: costruirsi un mestiere.
LE AZIENDE SONO PRONTE AD ASSUMERLI
Il cuore del modello è il placement garantito al 50%. Sono cinque le aziende partner: Pozzi Group con Varesina Stampi (Sumirago), Mebu (Osmate), F.G.S Italia (Solbiate Olona), Claustra (Mesenzana) e Officine Barichello (Solbiate Arno) hanno scelto due candidati ciascuna, impegnandosi ad assumerne almeno uno al termine del corso. Per gli altri, Synergie e Confapi seguiranno un percorso di accompagnamento personalizzato. «È un progetto costruito a misura delle piccole e medie imprese – osserva Davide Selle, responsabile formazione di Confapi Varese – che consente di inserire personale già formato e subito operativo».
I CONTENUTI DIDATTICI
Le aziende hanno partecipato anche alla definizione dei contenuti didattici: «Pozzi Group ci ha fornito disegni tecnici reali, Claustra ha chiesto di trattare argomenti specifici», spiega Loro, a conferma di una collaborazione concreta e su misura.
Il dirigente scolastico Daniele Marzagalli ha evidenziato la coerenza del progetto con la missione educativa dell’istituto: «Dare speranza a persone che forse l’avevano persa e offrire una possibilità di ripartenza». Per il docente Rosario Pace, che coordina la parte tecnica, la sfida è stata enorme: condensare in 90 ore ciò che normalmente richiede mille. «Abbiamo messo in un concentrato di tre settimane tutto ciò che serve per farli partire col piede giusto – ha raccontato – È come insegnare a guidare una macchina da corsa partendo dal parcheggio: serve concentrazione, ma la voglia che vedo in questi ragazzi fa la differenza».
LA CONVERSIONE DEL NEET
Durante la presentazione, Alessandro Loro ha ricordato anche un’esperienza passata che spiega bene lo spirito del progetto: un giovane NEET, inizialmente demotivato, seguito da una coach di Synergie, oggi lavora con entusiasmo ed è assunto a tempo indeterminato. «Non voleva nemmeno tornare a casa dal lavoro – ha raccontato Loro – perché aveva finalmente trovato qualcosa che gli piaceva davvero».
UN ECOSISTEMA VIRTUOSO
Le aziende coinvolte vedono nell’Academy una risposta concreta alle difficoltà del mercato del lavoro. Lorenzo Pozzi (Pozzi Group) parla di «una possibilità per trovare persone pronte a lavorare, motivate e con cui costruire un senso di appartenenza». Simone Frattini (Claustra) sottolinea il valore della fase pre-assuntiva: «Molti nuovi assunti hanno la scadenza come lo yogurt. Questo percorso ci aiuta a capire chi ha davvero interesse, riducendo i rischi di abbandono». Frattini osserva anche un cambio di prospettiva generazionale: «Oggi i giovani chiedono prima l’orario, non lo stipendio. È un segnale che dobbiamo imparare a interpretare».
Federica Aste (F.G.S Italia) mette invece in luce l’importanza del supporto di Synergie nella valutazione delle soft skills: «Per una piccola impresa, nei momenti di picco produttivo, è difficile gestire la formazione interna. Questo progetto ci consente di selezionare e crescere persone con consapevolezza». Accanto a loro, Mebu e Officine Barichello confermano il valore di una sinergia che trasforma la formazione in investimento strategico.
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