Cosa sono le Città per la Fraternità? Ce lo spiega il sindaco Matteo Acchini

Il sindaco Matteo Acchini racconta il percorso che porterà Lozza ad aderire all’associazione nazionale nata dal messaggio dei Focolari: “Coltivare relazioni, unire le persone e amministrare con uno stile di comunità”

Radio Materia

Un piccolo paese di 1.200 abitanti, dodici associazioni attive e un grande sogno: costruire relazioni autentiche e promuovere la cultura della fraternità.

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È da questo spirito che nasce il percorso del Comune di Lozza, guidato dal sindaco Matteo Acchini, verso l’adesione all’associazione nazionale “Città per la Fraternità”.

L’occasione è stata raccontata ai microfoni di Radio Materia, durante la trasmissione Soci All Time realizzata in collaborazione con CSV Insubria.

«È bello parlare di questa realtà — ha spiegato Acchini — perché ci invita a uno stile di amministrazione fondato sulle relazioni. Non si tratta di un’associazione tra persone, ma tra enti, comuni e territori che scelgono di vivere la fraternità come valore pubblico».

Nata nel 2008 su ispirazione del pensiero di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Città per la Fraternità riunisce oggi oltre 160 Comuni italiani e promuove un modo diverso di amministrare: più umano, dialogico e inclusivo. Nel Nord Italia la rete si sta ampliando solo negli ultimi anni, con esperienze significative in Piemonte e in Lombardia — dove, finora, l’unico Comune aderente è Vedano Olona. Proprio da lì, racconta Acchini, è arrivato lo spunto per intraprendere questo cammino.

Un esempio concreto è il Festival dell’Intercultura, evento che lo scorso anno ha messo in rete le associazioni locali per costruire “ponti” tra generazioni e culture diverse. «Abbiamo voluto partire dal dialogo e dall’incontro — spiega il sindaco — perché anche nel piccolo si può generare un cambiamento vero, fatto di relazioni e fiducia reciproca».

Il cammino verso l’adesione è stato condiviso non solo con la cittadinanza, ma anche all’interno del gruppo consiliare. «Siamo una lista unica — racconta Matteo Acchini — ma discutiamo molto. Abbiamo voluto confrontarci a fondo, perché entrare in questa rete non è un gesto formale: è scegliere uno stile, un impegno quotidiano. Amministrare significa prendersi cura del territorio e delle persone, ma anche promuovere valori di pace, intercultura e solidarietà».

Tra le sfide più care al sindaco c’è quella di coinvolgere i giovani: «Lozza ha tanti ragazzi impegnati in oratorio, nell’amministrazione, nelle attività culturali. Hanno bisogno di fiducia e di spazio, non solo di parole. Quando li si mette alla prova, rispondono con entusiasmo».
Un esempio? Il docufilm Lozzesi, realizzato da tre giovani del paese, che racconta con sguardo fresco le storie e i volti della comunità. Dopo la prima proiezione durante il Festival dell’Intercultura, il film sarà ripresentato a Natale.

«Crediamo che anche un piccolo Comune possa lanciare messaggi grandi. In un tempo in cui prevalgono divisione e contrapposizione, scegliere la fraternità significa scegliere il dialogo. E questo è già un modo di fare politica, anzi di vivere la comunità», con questa riflessione si chiude l’intervista del sindaco ai microfoni di Radio Materia.

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chiara.ferraro@varesenews.it
Pubblicato il 12 Novembre 2025
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