In Lombardia l’influenza colpisce i più piccoli: oltre 26 casi ogni mille bimbi tra 0 e 4 anni
L’ultimo bollettino settimanale dell'ISS registra un aumento delle infezioni respiratorie in Italia e in Lombardia. L’influenza aviaria resta sotto controllo, con 25 focolai nel pollame a livello nazionale e nessun contagio umano rilevato tra gli operatori esposti
In Italia, le infezioni respiratorie acute sono in aumento, con una particolare incidenza tra i bambini più piccoli.
In Lombardia la situazione è simile: numeri in crescita, ma ancora sotto la soglia di allerta. Intanto, l’influenza aviaria registra 25 focolai nel pollame, di cui 9 in Lombardia, ma senza segnalazioni di casi nell’uomo. (immagine creata con AI)
Crescono le infezioni respiratorie, soprattutto tra i più piccoli
Nella settimana epidemiologica 47 del 2025, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) ha raggiunto 8,96 casi ogni 1.000 assistiti a livello nazionale, in aumento rispetto alla settimana precedente. I più colpiti restano i bambini tra 0 e 4 anni, con circa 29 casi ogni mille. Nelle altre fasce d’età si registrano circa 9 casi ogni mille, mentre tra gli over 65 l’incidenza scende a 5,4.
Casi in Lombardia
In Lombardia l’incidenza è leggermente più alta rispetto alla media nazionale, con 9,35 casi per 1.000 assistiti e 4.374 ammalati rilevati nella settimana analizzata. Sono i bambini a guidare l’aumento: 26,54 per mille nella fascia 0-4 anni. L’incidenza è più contenuta ma comunque significativa tra i 15 e i 44 anni (tra 10 e 11 casi per mille), mentre tra i 45 e i 64 anni si scende a 7,72 per mille e a 5,76 tra gli over 65.
Virus in circolazione: domina l’influenza, calano i casi di Covid
Tra i virus respiratori circolanti, dominano i virus influenzali, seguiti da Rhinovirus e Adenovirus. In forte contrazione invece la diffusione del SARS-CoV-2, passato da 15 a 4 casi per mille tra la settimana 42 e la 47.
Nei dati raccolti a livello ospedaliero, si registra un aumento dei test positivi all’influenza rispetto alla settimana precedente. I Rhinovirus restano i più rilevati, seguiti dai virus influenzali e dagli Adenovirus. Per quanto riguarda il Covid, i tassi di positività più elevati si osservano nella fascia degli over 65.
Influenza A: circola soprattutto il ceppo H3N2
Nella comunità, tra i virus influenzali si conferma la prevalenza del ceppo A(H3N2) rispetto al ceppo A(H1N1)pdm09. In ospedale le due tipologie si equivalgono, anche se si nota una lieve crescita degli H3N2. Importante segnalare che non è stato ancora rilevato alcun caso di influenza stagionale riconducibile a ceppi aviari, che sarebbero identificabili attraverso la presenza di virus A non sottotipizzabili.
Influenza aviaria: 25 focolai nel pollame, nessun caso nell’uomo
Alla data del 27 novembre 2025, in Italia sono stati segnalati 25 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) del sottotipo H5N1 nei polli da allevamento. Di questi, 9 si trovano in Lombardia, 7 in Emilia-Romagna, 4 in Veneto, 4 in Piemonte e 1 in Friuli Venezia Giulia. A questi si aggiungono 75 focolai tra volatili selvatici.
In provincia di Varese è stata attivata una proceduta a Olgiata Olona per l’allevamento di galline ovaiole (175.000). Si tratta di infezione da aviaria confermata lo scorso 15 novembre. Il monitoraggio, su disposizione dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, si protrarrà nel mese di dicembre: la data di chiusura della protezione è indicata al 20 dicembre, quella di fine sorveglianza al 29 dicembre.
La Direzione Welfare di regione Lombardia ha segnalato che nei mesi di ottobre e novembre 2025 sono stati rilevati diversi focolai in particolare nei territori di Crema (60 mila tacchini), Lodi (quasi 15 mila fagiani), Brescia (quasi 34 mila tacchini), e in più allevamenti nel mantovano, oltre al già citato caso di Varese. Si calcola il coinvolgimento di circa 353mila animali e si stima un indennizzo diretto complessivo di 3 milioni e 640 mila euro. I focolai sono riconducibili all’ingresso del virus trasmesso dalla fauna selvatica. I territori coinvolti, infatti, rientrano nelle rotte migratorie di queste specie in stato di naturale libertà.
Al momento, non risultano casi di infezione da virus aviari tra i mammiferi né tra le persone. È comunque attivo un programma nazionale di sorveglianza sanitaria per i soggetti esposti al contatto diretto con animali infetti, come allevatori o operatori coinvolti nelle operazioni di abbattimento. Ad oggi, tutti i test effettuati sugli individui esposti sono risultati negativi.
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