Quattro sguardi sulla Tuscia tra vicoli, vulcani, laghi e Viterbo che sorprende
Un territorio visto da chi lo vive e da chi lo scopre. Con Marco Giovannelli, il narratore di comunità Antonello Ricci e i sindaci Marco Fazio e Massimo Mastromarino, un viaggio condiviso tra Viterbo, vulcani, laghi e borghi senza tempo
Lunedì 1 dicembre alle 21, a Materia, andrà in scena una serata speciale dedicata a un territorio che conquista chiunque lo attraversi: Viterbo e la Tuscia. Un incontro fatto di voci, immagini, memorie e sguardi diversi, guidato da quattro protagonisti che, per ragioni differenti, hanno intrecciato le loro strade con queste terre antiche.
Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, che ha vissuto i suoi primi vent’anni a Viterbo e ha attraversato la Tuscia in lungo e largo e poi sulle tracce della Via Francigena;
Antonello Ricci, narratore di comunità, capace di far vibrare perfino i vicoli più silenziosi;
Marco Fazio, sindaco di Germignaga;
Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa.
Due amministratori che, prima ancora di essere ospiti, sono stati viaggiatori affascinati: hanno scelto la Tuscia per le loro vacanze e vi hanno trovato molto più che “un bel posto”.
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Un territorio che sorprende: l’incrocio tra Etruschi, santi e vulcani
La Tuscia è un luogo in cui la storia fa rumore anche quando tace. Tra i tagli rupestri scavati dagli Etruschi, le acque profonde del lago di Bolsena — nato dentro un antico vulcano — e le pareti di peperino che reggono secoli di vicende, tutto sembra parlare.
È una terra in cui il fuoco e l’acqua convivono da millenni: i laghi vulcanici, i monti Cimini coperti di boschi, la pietra scura che costruisce borghi interi, e poi luci, atmosfere, silenzi che diventano racconto.
Qui la natura ha un carattere forte e al tempo stesso accogliente: una sintesi perfetta tra paesaggio, memoria e immaginazione.
E qui si inseriscono le storie degli ospiti della serata: sguardi diversi che, sommati, compongono una geografia affettiva, un atlante emotivo della Tuscia.
Viterbo: il medioevo che non ha fretta
Il viaggio comincia spesso da Viterbo, la città medievale che sorprende chi la visita per la prima volta. Un luogo in cui il tempo sembra aver imparato a rallentare.
Passeggiare tra i vicoli di San Pellegrino, attraversare piazze che di notte sembrano galleggiare nella penombra, sentire l’eco del conclave più lungo della storia o il profumo delle pietre bagnate dopo la pioggia: tutto questo crea una suggestione difficile da dimenticare.
Antonello Ricci — che di questa città è una delle voci più appassionate — guiderà il pubblico dentro storie, immagini, leggende e piccoli segreti, offrendo uno sguardo che unisce rigore e immaginazione.
La Macchina di Santa Rosa: 30 metri di luce che camminano nella notte
Tra le immagini più potenti di Viterbo c’è sicuramente la Macchina di Santa Rosa, la torre luminosa che ogni 3 settembre attraversa la città portata a spalla dai facchini. È una di quelle esperienze che vale il viaggio: una processione di luce che taglia il buio, una scultura mobile che nella notte sembra sospesa.
Sarà uno dei momenti evocativi della serata: non un racconto tecnico, ma un’immersione nella meraviglia.
Dalla città ai laghi: la Tuscia come esperienza sensoriale
Dal cuore medievale di Viterbo ci si muove verso la provincia, in quel mosaico di colline, boschi, acque e borghi che rende unica la Tuscia. Il paesaggio vulcanico plasma colori e atmosfere: i riflessi del lago di Vico, il blu profondo del lago di Bolsena, il verde fitto dei Cimini, i campi di noccioleti, le pietre vive dei borghi.
Un viaggio che è prima di tutto un’esperienza sensoriale: odori, luci, silenzi, sapori, incontri.
A portare la loro voce saranno anche Marco Fazio e Massimo Mastromarino, i due sindaci del Varesotto che hanno scelto la Tuscia per le proprie vacanze. Luoghi, persone, sorprese, scoperte inattese: porteranno quel tipo di racconto autentico che nasce quando un territorio ti conquista senza preavviso.
La Tuscia ha una qualità rara: non si impone, ti viene incontro. Ed è proprio questa sensazione che la serata vuole portare a Materia: l’impressione di un viaggio che comincia prima ancora di partire.
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