Sui ristorni dei frontalieri a rischio la Lega attacca: “Non è colpa di Giorgetti ma di chi firmò quella legge”
L'onorevole Candiani e il consigliere Monti replicano alle polemiche sollevate dal PD sui minori ristorni dati ai comuni di confine e spiegano che i numeri li stabilisce la normativa del 2023 firmata da Alfieri
«Non è il Ministro Giorgetti a sottrarre i fondi dei ristorni ma è una legge scritta male proprio da chi oggi fa polemica». L’onorevole Stefano Candiani e il consigliere regionale Emanuele Monti puntano il dito contro Alessandro Alfieri che, da senatore, volle quella legge e anche contro il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino.
Alla vigilia della riunione dei sindaci di frontiera, i due leghisti hanno dato la propria versione su fatti che stanno sollevando un gran polverone politico.
I fatti sono che, in base alle legge firmata nel 2023 tra Stato Italiano e Confederazione Elvetica, all’art 10 si dice che lo Stato si impegna a versare ai comuni di confine 89 milioni di euro: « Non c’è scritto “a partire da..”. La cifra stabilità è definitiva» ha chiarito Monti. Quest’anno, però, con i dati dei frontalieri per la prima volta precisi perchè la Svizzera ha dato i numeri esatti dei lavoratori che quotidianamente si muovono dalla fascia di confine, l’ammontare dei ristorni versati sia di 129 milioni: i 40 milioni sono il nodo del contendere.
L’onorevole Candiani, testo normativo alla mano, ha raccontato che non è prevista una destinazione ulteriore rispetto alla cifra stabilita a forfait: « È chiaro che, con il passare degli anni, quei ristorni pagati dalla Svizzera continueranno a diminuire a causa dei pensionamenti mentre i nuovi frontalieri, che pagano le tasse anche in Italia, in una prospettiva decennale, ventennale e oltre, garantiranno ai propri comuni una quota di finanziamenti crescente. in modo esponenziale. In questa fase, però, la normativa firmata nel 2023 non fa cenno alle somme eccedenti gli 89 milioni come, invece, era stato previsto nel memorandum preparatorio del 2020 in cui si faceva riferimento a una destinazione specifica delle eventuali eccedenze. Invece, l’art 11 fa genericamente riferimento a progetti di sviluppo territoriale».
Ed è proprio a questi progetti che la Lega fa riferimento con la mozione urgente presentata in consiglio regionale e di cui si parlerà martedì prossimo: « Io credo che il PD stia usando in modo strumentale la polemica per attaccare il Governo – ha affermato Monti – Invece dovremmo essere compatti per chiedere che quei 40 milioni di euro di ristorni extra vadano impiegati sempre nel territorio di confine. Per questo come Lega chiediamo che si apra una discussione politica in Regione e si costruisca un accordo con lo Stato per trattenere questa quota».
«I restanti 40 milioni – ha concluso Candiani – vanno trattati con un accordo Stato-Regione, ma non è corretto attaccare il governo come se stesse tagliando i fondi. Anzi, il governo sta garantendo stabilità».
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