Crisi Beko a Cassinetta: sindacati e istituzioni chiedono chiarezza su produzione e investimenti
Prossimo appuntamento a gennaio al Ministero: il territorio vuole garanzie sulla tenuta industriale e occupazionale del sito varesino di Beko
Preoccupazione crescente attorno al futuro dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta. Oggi, 10 dicembre, si è svolto in Provincia un tavolo urgente richiesto da FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL per affrontare le criticità già emerse durante l’anno e confermate nell’incontro ministeriale del 17 novembre.
Al centro dell’incontro: produzione in calo e cassa integrazione
Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti istituzionali del territorio – tra cui il Prefetto di Varese, il Presidente della Provincia Marco Magrini, parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, oltre ai sindaci dei Comuni coinvolti e alle RSU di Beko – con l’obiettivo di verificare lo stato dell’accordo siglato al MIMIT lo scorso 14 aprile.
Secondo quanto dichiarato allora, il sito di Cassinetta sarebbe dovuto diventare un polo strategico europeo per i forni e gli elettrodomestici da incasso, con investimenti annunciati per circa 130 milioni di euro, di cui oltre 75 milioni destinati alla linea forni. In parallelo, lo stabilimento avrebbe dovuto trasformarsi anche in un hub per design, ricerca e sviluppo.
Tuttavia, sindacati e istituzioni evidenziano criticità preoccupanti, a partire da: un calo del 30% nei volumi produttivi dei forni rispetto al 2024; ricorso massiccio alla cassa integrazione, già prevista anche per i prossimi mesi; ritardi nell’avvio dei progetti collegati agli investimenti promessi; timori per la perdita di competenze e know-how industriale sviluppato negli anni.
Il territorio chiede trasparenza e impegni verificabili
Tutti i soggetti presenti hanno espresso la necessità di ottenere risposte puntuali e verificabili da parte dell’azienda, in particolare rispetto alle reali intenzioni produttive e commerciali nel comparto dei forni, definito dalla stessa Beko come core business del sito.
L’attenzione è ora puntata sul prossimo incontro ministeriale previsto entro gennaio 2026, che sarà un banco di prova cruciale per misurare la coerenza tra quanto annunciato e quanto effettivamente realizzato.
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