Francesco Cancellato e lo spyware di Stato: «O vivi col trauma o ribalti il sistema»
Il 17 dicembre il direttore di Fanpage Francesco Cancellato presenterà a Materia "Il nemico dentro", il racconto di come ha scoperto che il suo smartphone era stato infettato da uno spyware israeliano in uso solo ai governi
«Io la porta l’ho presa in faccia, ma come è capitato a me può succedere a chiunque». La porta è la scoperta di essere stato spiato da uno spyware israeliano che viene venduto solo ai governi finito sul proprio smartphone. E a raccontare questa esperienza è il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, che ha raccontato questa vicenda in “Il nemico dentro”, libro uscito per Rizzoli che presenterà mercoledì 17 dicembre a Materia.
Era uno di quelli che scherzava sulla possibilità di essere intercettato, al telefono diceva «salutiamo il maresciallo in ascolto». Fino a che, il 31 gennaio 2025, non ha ricevuto un mesaggio da WhatsApp che lo avvisava del fatto che uno spyware era stato installato sul suo telefono.
«È stato un trauma», racconta a VareseNews, «di fronte al quale hai due strade: o lo ignori, lasciano che il governo ti spii e pagandone poi le conseguenze, oppure fai in modo che questo non succeda più. Ma per riuscirsi devi ribaltare il sistema». E “Il nemico dentro” è esattamente parte di questo tentativo di ribaltare un sistema che, oltre a Cancellato, si è inserito anche negli smartphone del direttore di Dagospia Roberto D’Agostino e del caporedattore di Fanpage Ciro Pellegrino, dei fondatori di Mediterranea Saving Humans Luca Casarin e Beppe Caccia, di Francesco Nicodemo, ex dirigente del Pdce responsabile della comunicazione di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, oggi comunicatore che ha seguito diverse campagna elettorali per il centrosinistra.
Non è finita: nelle ultime settimane alla lista si sono aggiunti il finanziere Francesco Caltagirone, azionista di Mediobanca, Mps e Generali al centro del riassetto del sistema bancario di questi mesi al pari dell’amministratore delegato di Generali Andrea Orcel, anche lui “infettato” dallo spyware.
Il libro contiene anche il racconto delle inchieste Lobby Nera, che ha raccontato la continguità di esponenti di Fratelli d’Italia come l’europarlamentare Carlo Fidanza con ambienti di estrema destra, e Gioventù meloniana, che hanno mostrato i militanti della giovanile di FdI tra saluti romani, frasi razziste e antisemite, nostalgia del fascismo. E che, secondo Cancellato, sarebbero il motivo per cui sul suo smartphone è stato installato lo spyware che Paragon mette a disposizione solo di governi democratici e amici di Israele. Tra questi anche l’Italia, il contratto con la quale è stato rescisso dall’azienda israeliana dopo la vicenda Cancellato.
E ora che succede? «Il paradosso è che tutti si aspettano che sia io ad andare a fondo di questa vicenda. Ma io sono la vittima, le novità vanno chieste a Giorgia Meloni e nessuno lo ha fatto, tranne Matteo Renzi», spiega. «Come dice John Scott Railton (ricercatore di Citizen Lab che ha scoperto lo spyware sul telefono di Cancellato, ndr), ogni volta che casi come questo sembrano chiusi, si riaprono in qualche modo. Aspettiamo che altri elementi vengano a galla, che arrivino altri pezzi del puzzle da incastrare». Nel frattempo, si continua a raccontare ciò che è successo perché rimanga alta l’attenzione.
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