I grandi impianti sportivi di Varese, tra riqualificazioni e orizzonti “multisport”

L'ingegner Riccardo Aceti fa il punto sulle principali strutture cittadine con una particolare attenzione sulla piscina "Comunale" destinata a diventare un impianto aperto a vari sport (con la pallavolo protagonista)

La puntata di martedì 9 dicembre de “La Materia del Giorno” – il talk show pomeridiano in diretta su VareseNews – ha avuto come ospite l’ingegner Riccardo Aceti, intervistato da Damiano Franzetti: il confronto ha offerto una panoramica aggiornata sullo stato dei principali impianti sportivi della città di Varese. Dalla riqualificazione del palasport agli sviluppi polivalenti dell’ippodromo, ecco i punti chiave emersi dalla trasmissione.
Palasport “Lino Oldrini”: ristrutturazione e passi futuri

I lavori al palazzetto di Masnago, relativi al primo lotto funzionale finanziato da Regione Lombardia, sono ultimati dal punto di vista edilizio. Parliamo (lo avevamo già fatto in questa puntata di “Luci a Masnago”, sempre con ospite Aceti) della riqualificazione degli spazi sopra la tribuna ovest, dove sono stati sviluppati i locali destinati agli skybox e – nella porzione superiore – degli spazi dedicati al Museo del Basket (oggetto del finanziamento di Regione Lombardia). L’intervento ha anche permesso di riqualificare la porzione ovest del palazzetto che «per più di trent’anni è rimasta inevasa, con la presenza di centinaia di piccioni che ne avevano accelerato il degrado».
Per quanto riguarda la capienza, l’attuale numero di spettatori (circa 5.100) non ha subito ampliamenti: un eventuale aumento futuro è ipotizzabile nella galleria nord (qualora si trovino i fondi per i lavori):  «In quella porzione ci sono 5-600 posti che si potrebbero approntare, portando la capienza totale a circa 5.700-5.800 spettatori». Non va dimenticato infine che esistono progetti, già approvati dal Coni nel 2021, che prevedono interventi come «completamenti sulla copertura, fotovoltaico, interventi di miglioramento delle aree esterne, e anche di perfezionamento estetico sulle aree esterne». Ma anche in questo caso serve una copertura finanziaria.

Piscina Comunale “Fausto Fabiano”: da vasca a impianto multisport (?)

La piscina comunale, chiusa da qualche mese, è destinata a essere trasformata in un palazzetto multisport: l’indirizzo politico è quello di farne un centro per la pallavolo, attività che manca di una struttura dedicata in città ma comunque sarà convertita in una sorta di piccolo palazzetto in grado di ospitare varie discipline. L’impianto vanta un’importante storia architettonica: fu costruito nel 1966 per celebrare i 150 anni di Varese come città (ricorrendo al 1816) ed è stato progettato da Sergio Brusa Pasquè, “papà” anche del palasport e di altre opere importanti a livello nazionale. La vetustà dell’impianto ha reso oneroso il suo mantenimento come struttura natatoria ma anche un’eventuale gestione futura. Mantenendo intatto l’involucro architettonico però è percorribile l’ipotesi di una conversione confermata da una tesi sviluppata da uno studente del Politecnico di Milano.
«Riqualificare la “Fabiano” come palestra ha un costo che sarebbe di circa la metà rispetto a ripristinare un impianto del nuoto moderno e anche negli anni successivi i costi relativi al consumo energetico è meno della metà rispetto a una piscina». Una prospettiva rafforzata anche dalla futura realizzazione di una nuova vasca da 50 metri nell’area Ex Aermacchi.
L’idea per rinnovare l’impianto prevede l’inserimento del campo da gioco all’altezza del fondo vasca. La tribuna attuale, che può contenere «circa 300-400 spettatori, potrà essere mantenuta, ma andrà rimodulata di pari passo con una riqualificazione degli spazi interni relativi agli spogliatoi, ai locali tecnici e altro». la materia del giorno riccardo aceti

Stadio “Franco Ossola”: capienza ideale e criticità

Lo stadio si trova in una fase di impasse tra le proposte del Varese Calcio e le eventuali decisioni dell’Amministrazione Comunale. «Qualsiasi progetto di riqualificazione ottimale deve necessariamente tenere conto della viabilità che ruota attorno e della presenza del palazzetto» sottolinea Aceti che poi ricorda che “la stessa serie B di calcio aveva proposto un progetto sostenibile per la realizzazione o la riqualificazione di impianti esistenti con capienza di 10-15mila spettatori». Il costo di costruzione per posti a sedere è stimato, in media, tra i 2.000 e i 2.500 euro a spettatore.
Nel caso in cui si optasse per uno stadio con tribune a ridosso del campo, gli spazi circostanti al Franco Ossola verrebbero rimodulati per creare «spazi polivalenti, polifunzionali, commerciali, anche probabilmente dei ristori, alberghi. Non va inoltre dimenticato il Velodromo Ganna che è stato costruito sulla pista storica del 1935 e riqualificata appunto nel 1968».

Ippodromo: nuova gestione e vocazione polivalente

A partire da gennaio la gestione dell’Ippodromo passerà alla nuova società “Varese Turf & Sport” che intende mantenere l’attività ippica (galoppo ed equitazione) ma è aperta anche a ospitare altre discipline. «Il discorso legato allo sviluppo dell’ippodromo è molto interessante perché la società che che prenderà in gestione le Bettole ha già manifestato l’idea di farne una riqualificazione polifunzionale e polivalente per quanto possibile». Corsi e ricorsi storici visto che l’ippodromo venne fondato nel 1911 proprio con un criterio di polifunzionalità.
E poi l’ippodromo «è strategicamente posizionato vicino al Palaghiaccio e a un tennis club in evoluzione. L’area è già stata considerata per una eventuale seconda pista del ghiaccio e la riqualificazione polivalente della nuova gestione non esclude – se progettato con criteri di opportuno inserimento – anche la realizzazione di una pista di pattinaggio e hockey».
La vocazione multidisciplinare dell’ippodromo è stata confermata anche in anni recenti, ospitando una prova spettacolo del Rally dei Laghi e i Mondiali Master di Ciclocross. «Uno sviluppo sostenibile potrebbe concentrarsi sull’utilizzo dello spazio racchiuso dalle piste per realizzare strutture eventualmente temporanee, provvisorie, che si possono smontare e rimontare dei Temporary Spaces potrebbero essere definiti per vari utilizzi in un contesto paesaggistico meraviglioso».

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Pubblicato il 09 Dicembre 2025
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